Olimpiadi a rischio: maxi impianto da 35 milioni slitta oltre i Giochi

Cabinovia in ritardo a Cortina: cosa cambia davvero per gli spettatori
A pochi giorni dall’apertura dei Giochi invernali, la mancata operatività della cabinovia Apollonio‑Socrepes costringe Cortina d’Ampezzo e gli organizzatori di Milano‑Cortina 2026 a una corsa contro il tempo. Le soluzioni tampone ridisegnano accessi, sicurezza e capienza alle gare sulle Tofane, con possibili riflessi su turismo locale e percezione internazionale dell’evento.
Biglietti contingentati e viabilità al limite
L’assenza della cabinovia impone di ridurre il numero di spettatori ammessi alle gare sull’Olympia delle Tofane, privilegiando hospitality e pacchetti ufficiali. I flussi saranno gestiti tramite navette dedicate e percorsi pedonali protetti, aumentando però i tempi di spostamento. Le autorità valutano fasce orarie di accesso e zone a traffico fortemente limitato per residenti e addetti ai lavori.
La viabilità lungo la statale di fondovalle rischia il collasso nelle giornate clou: piani di emergenza prevedono sensi unici temporanei, aree di sosta straordinaria e controlli serrati su bus privati e NCC per evitare imbottigliamenti.
Scuole chiuse e città trasformata in “zona evento”
La richiesta di chiudere le scuole di Cortina il 10, 11 e 12 febbraio serve a liberare parcheggi e strade, riducendo il traffico pendolare. Studenti e famiglie diventano variabile logistica, con spostamento delle lezioni e utilizzo degli spazi scolastici come hub operativi.
Il centro storico viene riconfigurato: accessi filtrati, mezzi di servizio in zona pedonale e container tecnici modificano radicalmente la fruizione urbana. Il compromesso tra vita quotidiana e maxi‑evento genera scontento, ma è ritenuto indispensabile per rispettare gli standard di sicurezza olimpici.
Costi esplosi e scelte tecniche: il “caso Apollonio‑Socrepes”
Il progetto della cabinovia Apollonio‑Socrepes, finanziato con risorse pubbliche per oltre 30 milioni, si è trasformato in un laboratorio di tutte le criticità infrastrutturali delle grandi opere italiane in montagna. Incremento dei costi, complessità ambientali e governance frammentata hanno rallentato l’esecuzione proprio nella fase più delicata.
Da 22 a 35 milioni: come è lievitato l’investimento
L’appalto originario stimato intorno ai 22 milioni è stato rapidamente ritoccato a 28, per poi stabilizzarsi su circa 35 milioni. L’adeguamento dei tracciati, le opere di mitigazione ambientale e le prescrizioni su sicurezza e impianti elettrici hanno inciso pesantemente sui capitolati.
Le varianti progettuali, autorizzate in corsa per rispettare vincoli paesaggistici e normativi, hanno ridotto i margini temporali. Gli organismi di controllo chiedono tracciabilità puntuale di ogni extra‑costo, mentre i comitati civici segnalano il rischio di “normalizzazione” degli incrementi di spesa.
Il doppio binario di Simico tra Piano A e Piano B
La società Simico, stazione appaltante delle opere olimpiche, porta avanti in parallelo il completamento della cabinovia (Piano A) e la realizzazione di un sistema alternativo (Piano B) basato su grande parcheggio periferico, attraversamento pedonale e navette ad alta frequenza.
Il Piano B, inizialmente descritto come soluzione di backup, è oggi la spina dorsale logistica delle prime gare, con percorsi segregati per spettatori, atleti e mezzi tecnici. L’eventuale entrata in funzione della cabinovia a Giochi in corso imporrebbe un’ulteriore riconfigurazione dei flussi, con rischi organizzativi rilevanti.
Rassicurazioni istituzionali e malumore locale a Cortina
Mentre le autorità promettono che tutto sarà pronto “in tempo utile”, la percezione dei cittadini di Cortina è di una località sotto stress, con cantieri diffusi, spazi compressi e poca chiarezza sulle ricadute di lungo periodo. La cabinovia diventa simbolo di una modernizzazione incompiuta, che non risolve i nodi storici della mobilità dolomitica.
Le note ufficiali di Saldini e il ruolo del Governo
Il commissario straordinario Fabio Massimo Saldini ha diffuso più comunicati per ribadire che il cantiere procede “secondo cronoprogramma”, citando impalmatura della fune, completamento meccanico‑elettrico e controlli di sicurezza in corso. Il sottosegretario Alessandro Morelli, però, ha ridimensionato pubblicamente il ruolo strategico dell’impianto, aprendo a scenari di utilizzo parziale o posticipato.
Questa dissonanza comunicativa alimenta sfiducia: le rassicurazioni formali non cancellano l’evidenza dei ritardi, mentre le istituzioni locali sono strette tra esigenze di immagine e necessità di gestire il disagio quotidiano.
Cortina sospesa tra cantieri, traffico e occasioni mancate
I comitati civici descrivono una Cortina “sospesa”, tra cartelli di lavori in corso, furgoni in zona pedonale, neve spostata per fare spazio agli allestimenti e container usati come strutture operative. Restano irrisolti i nodi strutturali: assenza di ferrovia, unica arteria viaria congestionata, convivenza forzata tra residenti, turisti e spettatori in pochi chilometri di valle.
Nel frattempo, su Milano pesano domande su parcheggi, tram e parchi non realizzati o rinviati, allargando il dibattito nazionale sulle opere olimpiche mancate e sulla capacità del Paese di trasformare un grande evento in infrastrutture durature.
FAQ
La cabinovia Apollonio‑Socrepes sarà operativa fin dall’inizio dei Giochi?
No, le tempistiche indicano che l’impianto difficilmente sarà omologato e pienamente operativo per la cerimonia di apertura; l’utilizzo iniziale resterà limitato o posticipato a gare successive e, più verosimilmente, alle Paralimpiadi.
Cosa cambia per chi ha acquistato i biglietti delle gare alle Tofane?
Potrebbero esserci contingentamenti e riassegnazioni, con accessi scaglionati e percorsi obbligati tramite navette e tratti pedonali. Gli spettatori dovranno anticipare notevolmente gli orari di arrivo rispetto ai piani originari.
Perché il costo della cabinovia è aumentato fino a 35 milioni di euro?
L’aumento è legato a varianti tecniche, opere di mitigazione ambientale, adeguamenti impiantistici e revisione dei capitolati. Ogni modifica ha generato extra‑costi che si sono sommati in pochi mesi.
Il Piano B con navette e parcheggi è sufficiente a reggere i flussi?
È dimensionato per garantire lo svolgimento delle gare in sicurezza, ma riduce la flessibilità logistica e richiede una gestione molto rigida dei tempi di accesso, con potenziali disagi nelle giornate di picco.
Quali sono le principali criticità per i residenti di Cortina durante i Giochi?
Traffico limitato, scuola sospesa in alcune giornate, cantieri diffusi, accessi filtrati al centro e aumento dei tempi di spostamento quotidiani, oltre all’uso di spazi pubblici come hub operativi.
Da dove emergono i dettagli sui ritardi della cabinovia e sui piani alternativi?
Le informazioni derivano da documentazione visionata da Reuters, atti e note della società Simico, comunicazioni del commissario Fabio Massimo Saldini e inchieste giornalistiche come quelle di Dossier Today.it.




