Nvidia: Huang spinge per nuovi investimenti nell’IA, sostenendo no a bolla speculativa nel settore emergente
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IA, Nvidia, Huang: richiede ancora più investimenti, lontani da bolla
Nuova corsa globale agli investimenti
Per il numero uno di Nvidia, Jensen Huang, la stagione degli investimenti in intelligenza artificiale è soltanto all’inizio, nonostante le centinaia di miliardi già impegnate da governi e big tech. La tecnologia sta producendo ritorni concreti in energia, manifattura avanzata, semiconduttori e servizi digitali, con impatti tangibili sulla produttività aziendale e sull’efficienza dei processi.
Al World Economic Forum di Davos, il manager ha sostenuto che l’AI non è un fenomeno speculativo, ma un’infrastruttura di base paragonabile a elettricità e internet. Per questo ritiene indispensabile un ulteriore salto di scala nei capitali destinati alla trasformazione digitale, dalle utility alle piattaforme cloud.
Huang indica come priorità strategica l’accesso delle economie emergenti alle nuove capacità computazionali, per evitare un divario tecnologico irreversibile. Secondo il CEO, senza una distribuzione geografica più equilibrata dei data center, il potenziale di crescita globale dell’AI rimarrà sottoutilizzato.
La “torta” a cinque strati
Il dirigente di Nvidia descrive l’ecosistema dell’AI come una “torta a cinque strati”: energia, chip, infrastruttura cloud, modelli e applicazioni. Alla base ci sono forniture elettriche stabili e a basso costo, indispensabili per sostenere data center ad altissima densità di calcolo. Subito sopra si collocano i processori specializzati, cuore hardware dell’intero sistema.
Il terzo livello è rappresentato dalle infrastrutture cloud, dove si concentrano i supercomputer che addestrano e gestiscono i modelli di intelligenza artificiale. I modelli stessi costituiscono il quarto strato, dalla generative AI agli algoritmi per simulazioni industriali, logistica e sanità.
Al vertice della “torta” ci sono le applicazioni, cioè i software che trasformano la potenza di calcolo in servizi reali per imprese e istituzioni. È in questo segmento che, secondo Huang, si genera la quota maggiore di valore economico e si innesca il moltiplicatore di produttività per l’intero sistema.
Lontani dalla bolla, vicino a una nuova industria
Alle critiche su una possibile bolla, Jensen Huang replica che il volume degli investimenti riflette la necessità di costruire la più grande infrastruttura tecnologica mai realizzata. L’AI, a suo avviso, è un’industria capital intensive paragonabile all’alta velocità ferroviaria o alle reti di telecomunicazione globali, con orizzonte di ritorno pluriennale.
Il CEO respinge anche l’idea di una distruzione netta di posti di lavoro: data center, server farm e fabbriche di chip richiederanno tecnici, elettricisti, ingegneri e operai altamente specializzati. La sfida principale riguarda la formazione rapida delle competenze, non la mancanza di occupazione.
Sul mercato, la narrativa di crescita si riflette nel premercato di Nvidia, in lieve rialzo, mentre gli operatori valutano l’AI come un’infrastruttura abilitante per interi settori produttivi. Per Huang, il rischio maggiore non è investire troppo, ma investire troppo tardi rispetto ai concorrenti globali.
FAQ
D: Perché secondo Jensen Huang servono ancora più investimenti in AI?
R: Perché l’intelligenza artificiale è vista come un’infrastruttura di base globale, ancora lontana dal pieno sviluppo in energia, industria e servizi.
D: Cosa si intende per “torta a cinque strati” dell’AI?
R: È la metafora usata da Huang per descrivere la catena: energia, chip, cloud, modelli e applicazioni.
D: L’AI sta già generando benefici economici?
R: Sì, soprattutto in settori come energia, semiconduttori, manifattura avanzata e servizi digitali.
D: Esiste il rischio di una bolla speculativa sull’AI?
R: Per Huang no, perché i capitali sono destinati soprattutto alla costruzione di infrastrutture reali e di lungo periodo.
D: Qual è l’impatto occupazionale previsto?
R: Si prevede domanda crescente di tecnici, ingegneri e operai specializzati per data center e impianti produttivi.
D: Che ruolo hanno le economie emergenti nello sviluppo dell’AI?
R: Sono considerate cruciali, ma necessitano di maggiori investimenti in capacità computazionale e formazione.
D: Come stanno reagendo i mercati alle dichiarazioni di Huang?
R: Il titolo Nvidia mostra un lieve rialzo nel premercato, segnale di fiducia sulla traiettoria di crescita dell’AI.
D: Qual è la fonte giornalistica citata per queste informazioni?
R: Le dichiarazioni di Huang sono riportate da askanews in un dispaccio da New York sul suo intervento al World Economic Forum di Davos.




