Niscemi sotto shock, palazzina inghiottita dalla frana che avanza senza tregua
Frana in movimento
La frana che minaccia Niscemi continua a muoversi e a divorare terreno, alimentata dal ritorno della pioggia e da precipitazioni sempre più intense. Nel quartiere Sante Croci una palazzina di tre piani è crollata, a pochi metri dall’immagine simbolo dell’auto sospesa sul precipizio, diventata icona del dissesto in corso. Secondo il funzionario dei Vigili del fuoco di Caltanissetta Francesco Turco, il cedimento è “da collegare alle abbondanti piogge di questi ultimi giorni” che hanno eroso ulteriormente un terreno già compromesso, fino a superare la soglia di resistenza statica della struttura.
Le piogge che non accennano a fermarsi aggravano una situazione definita dagli esperti “dinamica e fortemente instabile”, con il fronte della frana che tende a “camminare” verso il centro abitato. Questo avanzamento impone una continua revisione dei perimetri di sicurezza e, secondo le prime valutazioni tecniche, rende probabile l’allargamento della zona rossa, oggi fissata a circa 150 metri dal fronte di scivolamento principale. In quest’area ogni edificio viene monitorato per deformazioni, crepe e micromovimenti.
L’effetto combinato tra fattori naturali e vulnerabilità antropiche espone il tessuto urbano di Niscemi a un rischio crescente, con conseguenze dirette sulle abitazioni, sulle infrastrutture principali e sulle attività quotidiane dei residenti, costretti a convivere con evacuazioni mirate, percorsi alternativi e una costante incertezza sul futuro dei propri immobili.
Responsabilità e inchiesta
Nell’aula della Corte d’appello di Caltanissetta, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la presidente Domenica Motta ha definito “priorità dell’Italia” la situazione di Niscemi, sottolineando con voce commossa come il caso non sia solo emergenza locale ma questione nazionale di tutela del territorio e delle comunità. In platea era presente il procuratore di Gela Salvatore Vella, che ha aperto un’indagine per disastro colposo a carico di ignoti, con l’obiettivo di ricostruire decenni di inerzie amministrative e interventi di consolidamento mai realizzati o rimasti incompiuti.
Al centro dell’inchiesta ci sono eventuali responsabilità legate a scelte edilizie, alla realizzazione di pozzi e scarichi abusivi, e alla gestione delle acque meteoriche e reflue, fattori che potrebbero avere aggravato una condizione geomorfologica già fragile. I magistrati intendono verificare schede tecniche, autorizzazioni, piani regolatori e progetti di messa in sicurezza rimasti sulla carta, per valutare se la mano dell’uomo abbia accelerato la dinamica del dissesto.
L’indagine giudiziaria si intreccia con il dibattito politico su pianificazione urbanistica, tutela del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico in tutta la Sicilia. Il caso Niscemi potrebbe diventare un precedente per altri territori, imponendo una revisione delle prassi amministrative e dei controlli su costruzioni in aree classificate a rischio medio-alto, spesso ignorate per interessi locali o carenze strutturali di organico tecnico.
Strategia di emergenza e ricostruzione
La Protezione Civile segue minuto per minuto l’evoluzione della frana, sulla base di un’ordinanza firmata dal capo dipartimento Fabio Ciciliano che dispone un’ampia analisi del rischio idrogeologico nel territorio comunale di Niscemi. Il provvedimento prevede indagini geognostiche e geotecniche, rilievi strumentali in continuo, e la definizione di un sistema di sorveglianza capace di fornire dati aggiornati su velocità, direzione e ampiezza dei movimenti del versante. In parallelo, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha istituito una Commissione di studio incaricata di approfondire cause, evoluzione del fenomeno franoso e livelli di rischio residuo per la popolazione.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha annunciato un confronto operativo con tutte le parti interessate per definire tempi, modalità e priorità della ricostruzione, inclusa l’eventuale delocalizzazione di edifici in aree giudicate ormai non recuperabili. Intanto la macchina organizzativa garantisce la continuità dei servizi essenziali: da lunedì le scuole riaprono, con gli alunni dei plessi inagibili San Giuseppe e Belvedere redistribuiti in altri edifici scolastici, dopo un complesso lavoro logistico coordinato dal Centro di coordinamento soccorsi presso la Prefettura di Caltanissetta.
Sono stati trasferiti banchi e materiale didattico verso le strutture ospitanti, mentre per ripristinare la viabilità è stata completata una variante tra le strade provinciali 10 e 12: una parte è già percorribile, la restante richiederà interventi tecnici più complessi, programmati per essere ultimati entro la prossima settimana.
FAQ
Dove si trova la frana che minaccia Niscemi?
La frana interessa il territorio comunale di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, con particolare criticità nel quartiere Sante Croci.
Perché è crollata la palazzina di tre piani?
Secondo il funzionario Francesco Turco, le abbondanti piogge hanno eroso il terreno già compromesso, facendo cedere il peso della struttura.
La zona rossa verrà ampliata?
Gli esperti ritengono probabile un allargamento della zona rossa, oggi fissata a circa 150 metri, a causa del movimento progressivo della frana verso il centro abitato.
Chi sta indagando sulle responsabilità del dissesto?
Il procuratore di Gela Salvatore Vella ha aperto un’indagine per disastro colposo per ricostruire eventuali responsabilità umane e amministrative.
Qual è il ruolo della Protezione Civile?
La Protezione Civile coordina monitoraggi, analisi del rischio idrogeologico e misure di sicurezza per residenti, infrastrutture e scuole.
Chi fa parte della risposta istituzionale nazionale?
Sono coinvolti il ministro Nello Musumeci, il capo dipartimento Fabio Ciciliano, la Regione guidata da Renato Schifani e gli enti locali.
Cosa succede alle scuole di Niscemi?
Gli alunni dei plessi San Giuseppe e Belvedere, dichiarati inagibili, vengono ospitati in altri istituti, con banchi e materiali trasferiti.
Qual è la fonte delle informazioni sulla frana?
Le informazioni provengono da dichiarazioni ufficiali di Protezione Civile, Vigili del fuoco, autorità giudiziarie e istituzioni locali e nazionali, riportate dalla cronaca territoriale.




