Nicolas Maduro colto nel sonno: il blitz svela retroscena shock sul potere venezuelano

Filmato del blitz notturno
Le immagini diffuse mostrano la fase cruciale dell’operazione notturna, avviata dopo un blackout tattico che ha oscurato ampie aree di Caracas. I filmati, inclusi quelli rilanciati dal profilo di Donald Trump, documentano l’arrivo coordinato di una flotta mista: oltre 150 velivoli fra aerei ed elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati. Le riprese a infrarossi evidenziano le manovre a bassa quota, i corridoi di ingresso nella capitale e le sequenze di bombardamento preliminare mirate a neutralizzare difese e comunicazioni. Le tracce termiche dei rotori e le scie dei flare di disturbo confermano una penetrazione a rischio calcolato, pianificata per limitare reazioni da terra e ridurre i tempi di ingaggio.
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Nei minuti immediatamente precedenti l’assalto, i video raccolti mostrano i punti d’impatto nelle aree strategiche degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira, a supporto dell’accerchiamento del compound presidenziale. Le sequenze più ravvicinate immortalano la finestra temporale delle 2:01 locali: fari oscurati, ingressi sincronizzati sui tetti e sulle vie di fuga, deposizione di squadre su corda e copertura incrociata delle unità d’assalto. L’audio ambientale registra esplosioni controllate e comunicazioni codificate, seguite dall’interruzione di contromisure elettroniche avversarie.
Un frame, diffuso in anteprima, riprende la transizione dal fuoco di soppressione all’intervento di precisione nell’ala privata della residenza. I movimenti appaiono serrati ma metodici: neutralizzazione dei varchi, mappatura in tempo reale degli interni e rapida convergenza verso la zona notte. Nonostante un elicottero risulti colpito durante la fase di estrazione e due operatori siano rimasti feriti, la documentazione conferma il rientro in base di tutti i mezzi impiegati, senza ulteriori perdite.
Il materiale visivo, in parte ripreso da sensori elettro‑ottici montati sulle piattaforme rotanti e in parte da body‑cam degli operatori, corrobora la narrativa di un’azione condotta con margini di tolleranza minimi e forte dipendenza dall’intelligence pre‑operativa. L’assenza di luce artificiale, combinata con l’effetto del blackout, ha favorito l’occultamento acustico e visivo delle forze in arrivo, mentre i segmenti finali dei filmati mostrano la stabilizzazione del perimetro e il rapido spostamento dei detenuti verso i punti di estrazione.
I protagonisti dell’irruzione
Il comando dell’operazione è stato affidato a unità scelte della Delta Force, supportate dal 160th Special Operations Aviation Regiment, i cosiddetti Night Stalkers, specializzati in inserzioni notturne a bassa quota. La catena decisionale ha seguito un protocollo interforze con autorizzazione diretta di Donald Trump alle 22:46 da Mar‑a‑Lago, mentre il coordinamento tattico è stato guidato da ufficiali delle Forze Speciali e da cellule integrate di CIA e FBI per il tracciamento in tempo reale degli obiettivi prioritari.
La componente aerea ha impiegato elicotteri MH‑47G Chinook per il trasporto di squadre e assetti, MH‑60 Black Hawk per interdizione e fuoco di copertura, e piattaforme leggere MH‑6 Little Bird per l’inserzione su punti di accesso ristretti. Team d’assalto su corda sono stati dislocati su tetti e cortili interni, mentre unità di breaching hanno aperto i varchi con cariche ad alta precisione, sincronizzate con il blackout che ha disabilitato illuminazione e circuiti di sicurezza nella zona residenziale.
L’intelligence pre‑operativa ha sfruttato una fonte interna al governo di Caracas per mappare routines, abitudini alimentari e percorsi di Nicolás Maduro, integrando dati SIGINT e HUMINT in una griglia di movimento aggiornata. Il controllo del perimetro è stato assicurato da squadre di interdizione esterna, con blocchi su vie di fuga e copertura elettronica per neutralizzare comunicazioni e contromisure. La sala di comando ha gestito i flussi video da sensori elettro‑ottici e body‑cam, ridistribuendo gli ingressi verso l’ala privata al segnale di “go” delle 02:01 locali.
All’interno, le unità della Delta Force hanno proceduto per compartimenti, stabilendo corridoi sicuri e segmentando l’ala notte. Il tentativo di ripiegamento in una camera blindata da parte del leader venezuelano è stato interretto grazie all’apertura del varco prima della completa chiusura della porta, descritta come “molto spessa e molto pesante”. La neutralizzazione è avvenuta senza uso letale della forza; due operatori sono rimasti feriti in un distinto evento durante la fase di estrazione dopo che un elicottero è stato colpito, senza ulteriori perdite tra i partecipanti.
Il perimetro esterno è stato rafforzato con assetti distribuiti negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira per assorbire eventuali reazioni e garantire le finestre di volo in entrata e uscita. La disciplina radio è rimasta su canali cifrati con traffico minimo, mentre le operazioni di cattura e messa in sicurezza dei detenuti sono state completate entro la finestra temporale pianificata, confermando la piena riuscita del dispositivo con rientro alla base di tutti i velivoli impiegati.
Dalla cattura al trasferimento
Bloccati nel settore notte del compound, Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati ammanettati e sottoposti a controllo sanitario immediato prima di essere estratti dall’edificio su corridoi protetti. La catena di custodia è stata formalizzata sul punto di estrazione con registrazione video e acquisizione biometrica, quindi i detenuti sono stati imbarcati su elicotteri di collegamento verso il punto nave designato. Le immagini diffuse mostrano Maduro in tuta grigia, occhiali di grandi dimensioni e una bottiglietta d’acqua in mano, in stato di cooperazione controllata.
Il trasferimento primario è avvenuto sulla nave d’assalto anfibio Iwo Jima, allestita con moduli di detenzione temporanea e assetti medici per stabilizzazione. A bordo, la custodia è passata a team congiunti con protocolli chain‑of‑evidence per preservare ogni elemento documentale utile alle successive fasi giudiziarie. Verifiche mediche ripetute hanno confermato l’assenza di traumi critici, mentre l’abbigliamento e gli effetti personali sono stati repertati secondo standard forensi.
Consolidata la sicurezza in mare, la rotta è stata impostata verso Guantanamo per l’affidamento formale all’FBI. In questa fase, gli operatori hanno eseguito interrogatori di qualificazione conformi alle procedure, limitati all’identificazione e alla verifica dello stato fisico. La successiva pianificazione aerea ha previsto un volo dedicato con scalo tecnico e destinazione finale New York, sotto mandato del Southern District per capi d’imputazione riconducibili al narcoterrorismo. Le misure di trasporto hanno incluso sedazione leggera non coercitiva laddove indicato dai medici, doppia scorta armata e monitoraggio continuo dei parametri vitali.
All’arrivo negli Stati Uniti, l’iter ha seguito il protocollo di alta sorveglianza: trasferimento in convoglio a struttura federale, probabile assegnazione al Metropolitan Correctional Center e calendarizzazione dell’apparizione in tribunale entro la prima utile. L’insieme dei reperti audio‑video e dei registri di bordo è stato consegnato alla procura competente, mentre l’apparato legale ha predisposto le notifiche formali anche in relazione al coinvolgimento del figlio del leader venezuelano. Le autorità giudiziarie hanno mantenuto il riserbo su dettagli logistici, confermando tuttavia l’assenza di vittime durante il dispositivo e il numero limitato di feriti tra gli operatori, già presi in carico dalle strutture sanitarie militari.
FAQ
- Quando è avvenuta l’operazione di cattura?
L’ingresso nel compound è stato sincronizzato alle 2:01 locali, dopo un blackout tattico a Caracas. - Chi ha guidato il blitz?
Unità della Delta Force con supporto aereo del 160th Special Operations Aviation Regiment, i Night Stalkers. - Dove sono stati trasferiti inizialmente i detenuti?
Sulla nave Iwo Jima, predisposta per detenzione temporanea e assistenza medica. - Qual è stata la catena di custodia dopo la cattura?
Formalizzazione sul punto di estrazione, passaggio su Iwo Jima, affidamento all’FBI a Guantanamo e trasferimento a New York. - Quali capi d’imputazione sono stati avanzati?
Contestazioni riconducibili al narcoterrorismo da parte del Southern District. - Ci sono state perdite tra le forze coinvolte?
Nessuna perdita; due operatori feriti durante l’estrazione dopo che un elicottero è stato colpito.




