Nestlé sorprende il mercato, maxi piani delle banche sulle acque minerali

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Nestlé, banche in campo per la vendita del settore acque minerali: arrivano i finanziamenti. Accelerata improvvisa
Corsa ai capitali per il business dell’acqua
Il processo di cessione di una quota del ramo acque minerali di Nestlé, valutato circa 5 miliardi di euro, entra in una fase cruciale con l’arrivo di nuovi pacchetti di finanziamento strutturati dalle principali banche internazionali. Secondo quanto riportato da Bloomberg, gli istituti di credito stanno finalizzando linee di debito comprese tra 2 e 3 miliardi di euro, destinate a sostenere l’offerta dei fondi di private equity interessati all’operazione.
Il leverage prospettato corrisponde a circa 4-6 volte i 500 milioni di euro di Ebitda stimato per la divisione, un livello in linea con le transazioni recenti nel settore food & beverage premium. Questo impianto finanziario consentirebbe agli investitori di massimizzare l’effetto leva, mantenendo al contempo margini di sicurezza accettabili sul piano creditizio.
Il perimetro in discussione riguarda il polo internazionale delle acque minerali, che include marchi iconici e ad alta redditività, in grado di generare flussi di cassa ricorrenti e una forte visibilità sui mercati europei, nordamericani e asiatici. La struttura del deal, ancora in via di definizione, potrebbe prevedere la cessione di una partecipazione di minoranza qualificata o di una quota di controllo, con clausole di governance condivisa.
Strategia industriale e marchi iconici
Il gruppo svizzero ha annunciato nel novembre 2024 la decisione di scorporare entro il 1° gennaio 2025 la divisione dedicata alle acque minerali, trasformandola in un’entità autonoma focalizzata sui marchi premium come Perrier, S.Pellegrino e Acqua Panna. Questa mossa rientra in un più ampio riposizionamento strategico volto a valorizzare gli asset con maggior potenziale di crescita e a rendere più trasparente la redditività delle singole unità di business.
L’operazione punta a intercettare la domanda globale di prodotti a maggiore contenuto di brand, sostenibilità e origine territoriale certificata. I tre marchi di punta rappresentano segmenti differenti ma complementari: bollicine iconiche di fascia alta, acqua minerale fine dining e proposta premium still water con forte identità toscana, elementi che aumentano l’appeal per gli investitori istituzionali.
L’autonomia societaria del polo acque è pensata per agevolare joint venture, partnership industriali e ingressi di capitali specializzati, riducendo al contempo le complessità interne. In questa cornice, il gruppo mira a liberare risorse per altre aree strategiche come nutrizione, pet food e health science, mantenendo però un presidio industriale e commerciale su un comparto ancora altamente redditizio.
Fondi interessati e prossime tappe
La regia dell’operazione è affidata a Rothschild, advisor finanziario incaricato di coordinare il processo competitivo, che in questo mese prevede un primo round non vincolante di offerte. Tra i soggetti più attivi sul dossier figurano fondi di private equity di prima fascia come PAI Partners, Blackstone, KKR, Bain Capital e Clayton Dubilier & Rice (CD&R), tutti con una lunga esperienza in deal di carve-out e consumer brands globali.
La presenza di più investitori di profilo internazionale incrementa la concorrenza sul prezzo e sulle condizioni, accelerando il timing dell’operazione. Il pacchetto di debito in arrivo dalle banche costituisce un tassello chiave per definire la struttura di capitale della newco e per calibrare l’equilibrio tra equity e leverage che gli offerenti potranno proporre.
Nei prossimi mesi sono attese le fasi di due diligence approfondita su asset industriali, concessioni idriche, performance commerciali e parametri ESG, oggi determinanti per la valutazione di business legati alle risorse naturali. La conclusione del processo, soggetta anche al via libera delle autorità antitrust e regolatorie, potrebbe ridefinire gli equilibri nel mercato globale delle acque minerali premium.
FAQ
D: Qual è il valore stimato della divisione acque minerali?
A: La valutazione circola intorno a 5 miliardi di euro, sulla base di multipli applicati all’Ebitda atteso.
D: A quanto ammontano i finanziamenti messi a disposizione dalle banche?
A: I pacchetti di debito ipotizzati sono compresi tra 2 e 3 miliardi di euro, secondo indicazioni di mercato.
D: Qual è l’Ebitda stimato per il ramo d’azienda oggetto di cessione?
A: L’Ebitda atteso è di circa 500 milioni di euro, parametro di riferimento per i multipli di valutazione.
D: Quali sono i principali marchi inclusi nel perimetro operativo?
A: Rientrano nel polo le acque minerali premium Perrier, S.Pellegrino e Acqua Panna, attive a livello globale.
D: Chi assiste il gruppo come advisor finanziario?
A: L’incarico di consulenza per il processo competitivo è stato affidato a Rothschild.
D: Quali fondi di private equity risultano tra i più interessati?
A: Tra i nomi citati figurano PAI Partners, Blackstone, KKR, Bain Capital e CD&R.
D: Quando è stato annunciato lo scorporo della divisione?
A: L’intenzione di creare un’entità autonoma per il business dell’acqua minerale è stata comunicata nel novembre 2024.
D: Qual è la principale fonte giornalistica riportata sul processo di finanziamento?
A: Le informazioni sui pacchetti di debito e sull’avanzamento della trattativa sono state diffuse da Bloomberg e riprese da testate specializzate come Bebeez.




