Nasdaq sfida la SEC e punta a liberare davvero gli ETF crypto

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NASDAQ CHIEDE ALLA SEC DI ELIMINARE I LIMITI SULLE OPZIONI DEGLI ETF CRYPTO
Nuove mosse sui derivati digitali
Nasdaq ha depositato presso la SEC una modifica regolamentare che rimuove il tetto di 25.000 contratti sulle opzioni legate a specifici ETF spot su Bitcoin e Ether. La misura, divenuta effettiva il 22 gennaio dopo il deposito del 7 gennaio, interessa i veicoli emessi da BlackRock, Fidelity, Bitwise, Grayscale, ARK/21Shares e VanEck, tutti quotati sul listino dell’exchange statunitense.
Nel quadro dei mercati regolamentati, le opzioni sono contratti derivati che conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere un sottostante a un prezzo predeterminato entro una certa scadenza. I limiti di posizione tradizionalmente adottati da operatori e regolatori servono a contenere speculazioni eccessive, concentrazioni anomale e potenziali condotte manipolative, con l’obiettivo di ridurre il rischio sistemico connesso a fasi di volatilità estrema.
Secondo la documentazione presentata, l’exchange ritiene che i prodotti crypto a replica fisica vadano trattati come qualsiasi altro strumento basato su materie prime, senza soglie dedicate che ne frenino la liquidità. L’eliminazione dei limiti di posizione, per Nasdaq, rappresenta un adeguamento all’evoluzione del mercato, che consentirebbe al contempo di mantenere standard elevati di tutela per gli investitori istituzionali e retail, grazie ai presidi di vigilanza già in vigore su derivati e sottostanti.
Regole, vigilanza e parità di trattamento
Nel provvedimento, la SEC ha rinunciato al tradizionale periodo di attesa di 30 giorni, permettendo l’immediata entrata in vigore della modifica, pur riservandosi la facoltà di sospenderla entro 60 giorni se dovessero emergere criticità sul piano della trasparenza o della stabilità di mercato. Questo approccio segnala un equilibrio delicato: apertura all’innovazione, ma sotto scrutinio costante di volumi, concentrazione delle posizioni e qualità della formazione dei prezzi.
L’argomento centrale avanzato da Nasdaq è la necessità di allineare la disciplina delle opzioni sugli ETF spot basati su criptovalute a quella delle opzioni su ETF su oro, petrolio o altre commodity, eliminando differenze che il mercato ormai giudica ingiustificate. In assenza di limiti aggiuntivi, gli operatori professionali possono strutturare strategie di copertura più efficienti, migliorando la gestione del rischio di portafoglio in un contesto di crescente integrazione tra finanza tradizionale e asset digitali.
Gli scettici richiamano tuttavia il rischio che un’esposizione illimitata su derivati collegati a strumenti altamente volatili amplifichi shock di breve periodo. I meccanismi di sorveglianza sugli scambi, gli obblighi di segnalazione e le marginazioni dinamiche rimangono quindi il perno della risposta regolamentare, in particolare in fasi di stress dove il ruolo dei market maker può diventare determinante per la tenuta dell’order book e la continuità delle quotazioni.
Strategia di lungo periodo sugli asset digitali
La richiesta di rimozione dei limiti si inserisce in un percorso pluriennale con cui Nasdaq sta consolidando la propria presenza nei mercati degli asset digitali. Alla fine del 2025 l’exchange aveva già ottenuto il via libera per la quotazione di opzioni su ETF crypto a singolo asset, inquadrati come trust su materie prime, mantenendo tuttavia inalterate le soglie di posizione e di esercizio, considerate allora un compromesso prudenziale nella fase iniziale di adozione istituzionale.
Nel novembre precedente, l’operatore aveva proposto un forte aumento del limite di posizione sulle opzioni legate all’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, da 250.000 a 1 milione di contratti, motivando la richiesta con la necessità di rispondere a una domanda in crescita e di non penalizzare strategie complesse di hedging, arbitraggio e gestione di tesoreria. Parallelamente, a gennaio, Nasdaq e CME Group hanno annunciato la convergenza dei propri benchmark digitali nel Nasdaq-CME Crypto Index, un indice multi-asset che include, tra gli altri, Bitcoin, Ether, XRP, Solana, Chainlink, Cardano e Avalanche.
Questa integrazione tra infrastrutture e indici di riferimento punta a creare una curva di prezzo più affidabile per l’intero ecosistema, facilitando lo sviluppo di nuovi derivati e prodotti strutturati. In prospettiva, la normalizzazione degli strumenti collegati alle principali criptovalute nei mercati regolamentati statunitensi potrebbe incidere anche sul dibattito politico e regolamentare a Washington, accelerando la definizione di un quadro normativo più chiaro e omogeneo per gli investitori globali.
FAQ
D: Cosa cambia per le opzioni legate agli ETF crypto quotati su Nasdaq?
R: Viene rimosso il precedente tetto di 25.000 contratti, consentendo una maggiore flessibilità operativa e maggiore profondità di mercato.
D: La SEC ha approvato definitivamente la modifica?
R: La modifica è effettiva, ma la SEC mantiene il potere di sospenderla entro 60 giorni qualora emergano problemi per la tutela degli investitori o la stabilità del mercato.
D: Perché Nasdaq chiede parità di trattamento con gli ETF su materie prime?
R: L’exchange ritiene che gli ETF spot su Bitcoin ed Ether debbano essere regolati come altri strumenti basati su commodity, evitando restrizioni aggiuntive non più giustificate dall’evoluzione del mercato.
D: Quali emittenti sono coinvolti dalla rimozione dei limiti?
R: Tra i principali emittenti figurano BlackRock, Fidelity, Bitwise, Grayscale, ARK/21Shares e VanEck, con ETF spot su Bitcoin ed Ether quotati su Nasdaq.
D: La misura aumenta il rischio di speculazione sui derivati crypto?
R: L’assenza di limiti può ampliare l’operatività, ma resta mitigata da requisiti di margine, sorveglianza sui mercati e poteri di intervento della SEC in caso di anomalie.
D: In che modo questa decisione impatta gli investitori istituzionali?
R: Offre più spazio per strategie di copertura, arbitraggio e gestione del rischio, avvicinando gli strumenti crypto agli standard operativi dei derivati tradizionali.
D: Qual è il ruolo del Nasdaq-CME Crypto Index in questo contesto?
R: L’indice congiunto mira a fornire un benchmark più robusto e trasparente per le principali criptovalute, supportando lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari regolamentati.
D: Qual è la fonte giornalistica originale cui si ispira l’analisi?
R: La ricostruzione si basa su informazioni e dettagli riportati da testate specializzate come Cointelegraph e comunicazioni regolamentari pubbliche di Nasdaq e SEC.




