MPS scivola in Borsa dopo la revoca delle deleghe a Lovaglio e allarma gli investitori

MPS revoca le deleghe a Luigi Lovaglio: cosa cambia per banca e mercato
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, riunito a Siena per il terzo giorno consecutivo, ha deciso ieri di revocare le deleghe all’amministratore delegato Luigi Lovaglio e di sospenderlo dalla carica di direttore generale.
La decisione arriva dopo l’inserimento di Lovaglio come candidato CEO nella lista presentata dall’azionista PLT Holding, riconducibile alla famiglia Tortora, alternativa alla lista del CdA in vista dell’assemblea del 15 aprile 2026.
La mossa ha aperto una frattura ai vertici e ha immediati riflessi su Piazza Affari, dove oggi i titoli MPS flettono di circa l’1% dopo il rialzo superiore al 3% della vigilia, alimentando interrogativi su governance, continuità industriale e impatto su Mediobanca.
In sintesi:
- Il CdA di MPS revoca le deleghe e sospende Luigi Lovaglio da direttore generale.
- PLT Holding candida Lovaglio CEO con una lista alternativa a quella del CdA.
- Il CdA propone Fabrizio Palermo nuovo amministratore delegato di MPS.
- Assemblea del 15 aprile decisiva, peso cruciale di fondi istituzionali e proxy advisor.
Nel comunicato ufficiale, il CdA guidato dal presidente Nicola Maione spiega di aver deliberato la revoca delle deleghe a seguito dell’inserimento di Lovaglio nella lista di PLT Holding, dopo “necessari approfondimenti” con consulenti esterni.
Contestualmente è stata disposta, con effetto immediato, la sospensione dalle mansioni di direttore generale, con avocazione al CdA di tutti i poteri operativi.
La gestione ordinaria viene affidata, in base alle disposizioni statutarie, al Vice Direttore Generale Vicario Maurizio Bai, per assicurare “la piena continuità delle attività della Banca” fino alla prossima assemblea chiamata a rinnovare il Consiglio di Amministrazione.
Le ragioni dello scontro e le ricadute su MPS e Mediobanca
La scelta di PLT Holding di presentare una lista alternativa, con Luigi Lovaglio indicato come CEO, ha rotto definitivamente l’equilibrio con il CdA, che aveva già escluso il banchiere dalla propria rosa di candidati.
Il board ha infatti individuato in Fabrizio Palermo, ex numero uno di Cassa Depositi e Prestiti e attuale CEO di Acea, l’unico nome per la guida del Monte.
Sul mercato, le azioni MPS oggi arretrano di circa l’1% sul Ftse Mib, dopo il rally della seduta precedente legato proprio alla scelta di Palermo, mentre arretrano anche i titoli Mediobanca, coinvolta nel dossier sulle possibili operazioni straordinarie con Rocca Salimbeni.
La revoca delle deleghe lascia formalmente Lovaglio nel Consiglio, ma privo di poteri gestionali: non può più assumere decisioni operative su credito, capitale, personale, piani industriali.
Secondo ricostruzioni de La Stampa, i vertici avrebbero invitato il manager a fare un passo indietro – *“Dimettiti, per il bene di MPS”* – senza però ottenere le dimissioni.
Il banchiere, considerato il regista del rilancio della banca e del piano industriale 2026-2030, non intenderebbe “rinunciare alla corsa”, forte anche del sostegno attribuito al presidente di Mediobanca, l’ex ministro Vittorio Grilli.
L’assemblea degli azionisti del 15 aprile 2026 sarà decisiva: in campo ci sono la lista del CdA con Palermo, quella di PLT Holding che spinge per la riconferma di Lovaglio e la lista di minoranza di Assogestioni.
Più del 60% del capitale MPS è nelle mani di investitori istituzionali, che seguiranno con attenzione le raccomandazioni dei proxy advisor Glass Lewis e ISS.
Per Lovaglio e PLT la sfida è convincere i fondi a puntare sulla continuità gestionale, nonostante il procedimento aperto dalla Procura di Milano, valorizzando i risultati del risanamento e le prospettive del nuovo piano.
Scenari futuri per governance, mercato e strategia industriale di MPS
L’esito del voto del 15 aprile influenzerà non solo la governance di MPS, ma anche i futuri assetti del sistema bancario italiano, comprese le possibili combinazioni con Mediobanca.
Una vittoria della lista del CdA, con Fabrizio Palermo, aprirebbe una fase di discontinuità controllata, con revisione del percorso delineato da Lovaglio.
Al contrario, un successo della lista PLT Holding consoliderebbe l’attuale strategia 2026-2030, rafforzando il ruolo dei soci privati nel negoziare eventuali operazioni straordinarie future.
FAQ
Cosa significa la revoca delle deleghe a Luigi Lovaglio in MPS?
Significa che Luigi Lovaglio resta consigliere ma perde ogni potere operativo su MPS, ora concentrato nel CdA e nel management ad interim.
Chi gestisce operativamente MPS dopo la sospensione di Lovaglio?
Attualmente la gestione ordinaria di MPS è affidata al Vice Direttore Generale Vicario Maurizio Bai, nel rispetto dello statuto e sotto supervisione del CdA.
Perché l’assemblea MPS del 15 aprile 2026 è così importante?
Perché l’assemblea rinnoverà il Consiglio di Amministrazione e sceglierà il nuovo CEO, determinando governance, strategia industriale e possibili future aggregazioni.
Che ruolo avranno i proxy advisor Glass Lewis e ISS su MPS?
Avranno un ruolo determinante: le loro raccomandazioni influenzeranno il voto dei fondi istituzionali che controllano oltre il 60% del capitale MPS.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione sul caso MPS?
È stata elaborata congiuntamente a partire da informazioni tratte da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



