MPS acquisisce Mediobanca e abbandona Piazza Affari per Piazzetta Cuccia

Integrazione MPS-Mediobanca: decisione, tempi e impatto su Piazza Affari
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, presieduto da Nicola Maione, ha approvato la piena integrazione con Mediobanca tramite fusione per incorporazione. L’operazione, che porterà al delisting di Mediobanca da Piazza Affari, avviene in Italia e dà esecuzione all’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata tredici mesi fa. La scelta, in linea con la strategia dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, punta a razionalizzare il gruppo, rafforzare redditività e sinergie industriali e ridefinire il posizionamento nel corporate & investment banking e nel private banking di fascia alta. La decisione arriva a ridosso dell’investor day del 27 febbraio, quando sarà presentato il nuovo piano industriale che incorporerà la fusione come asse portante del futuro del gruppo bancario.
In sintesi:
- Il CdA di MPS approva l’integrazione completa con Mediobanca tramite fusione per incorporazione.
- Mediobanca sarà delistata da Piazza Affari e riorganizzata in una nuova società non quotata.
- Corporate, investment e private banking confluiscono nella nuova Mediobanca controllata al 100% da MPS.
- Sinergie stimate per 700 milioni di euro, attese in crescita nel nuovo piano industriale.
Come cambia il gruppo tra delisting, brand Mediobanca e Generali
Il progetto di integrazione definisce una nuova architettura del gruppo guidato da Luigi Lovaglio, salvaguardando al contempo l’identità storica di Mediobanca. Le attività di corporate & investment banking e di private banking dedicate alla clientela di fascia alta saranno conferite in una società non quotata, interamente posseduta da Banca MPS, che manterrà il marchio “Mediobanca”.
Rocca Salimbeni considera il brand Mediobanca un asset strategico, simbolo di eccellenza nella consulenza alle imprese e ai grandi patrimoni, e ne fa il fulcro del nuovo perimetro specialistico. All’interno della nuova struttura sarà ricompresa anche la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali, elemento chiave per presidiare l’incrocio tra banca e assicurazione.
La configurazione punta a valorizzare l’expertise delle squadre Mediobanca, riducendo la complessità di gruppo e concentrando le attività ad alto valore aggiunto in un veicolo dedicato, controllato direttamente da MPS.
Sinergie, piano industriale e scenari competitivi futuri
La fusione nasce con obiettivi industriali e reddituali puntuali, coerenti con le linee guida della precedente OPS. Secondo le stime presentate da Luigi Lovaglio agli analisti in occasione dei risultati 2025, le sinergie complessive tra maggiori ricavi e minori costi raggiungono circa 700 milioni di euro.
Il lavoro nei “cantieri” di integrazione evidenzia però un potenziale superiore alle ipotesi iniziali, lasciando intendere benefici economici ulteriormente accresciuti nel medio termine. La delibera del CdA, assunta in pieno rispetto della disciplina sulle operazioni con parti correlate e dopo notifica a Mediobanca, arriva alla vigilia dell’investor day del 27 febbraio, quando sarà illustrato il nuovo piano industriale di gruppo.
Delisting di Piazzetta Cuccia, governance semplificata e controllo totale sulle attività specialistiche della nuova Mediobanca S.p.A. non quotata costituiranno i pilastri della strategia futura, con l’obiettivo di consolidare un campione nazionale nel credito alle imprese e nel wealth management.
Prospettive per azionisti, mercato e sistema bancario italiano
L’integrazione tra MPS e Mediobanca potrebbe ridefinire gli equilibri del sistema bancario italiano, creando un operatore più integrato su corporate, private banking e partecipazioni assicurative. Per gli azionisti, la chiave sarà la capacità del gruppo di trasformare le sinergie previste in extra-profitti sostenibili, migliorando redditività e distribuzione di valore nel nuovo perimetro.
Sul mercato dei capitali, il delisting di Mediobanca riduce il numero di blue chip finanziarie quotate ma concentra liquidità e attenzione su un gruppo più grande e più specializzato. Il nuovo piano industriale del 27 febbraio fornirà il primo test di credibilità del progetto e chiarirà tempi, tappe regolamentari e ritorni attesi per gli investitori istituzionali e retail.
FAQ
Cosa prevede la fusione tra MPS e Mediobanca in termini societari?
La fusione prevede l’incorporazione di Mediobanca in MPS, con delisting da Piazza Affari e riorganizzazione delle attività in una nuova società non quotata controllata al 100%.
Cosa succede al marchio Mediobanca dopo il delisting da Piazza Affari?
Il marchio Mediobanca sarà mantenuto da una società non quotata specializzata in corporate, investment e private banking, interamente posseduta da Banca MPS, per valorizzarne reputazione ed expertise storica.
Qual è l’ammontare stimato delle sinergie dalla fusione MPS-Mediobanca?
Le sinergie complessive stimate da Luigi Lovaglio sono pari a circa 700 milioni di euro tra aumento dei ricavi e riduzione dei costi, con potenziale ulteriore miglioramento rispetto alle ipotesi iniziali.
Quando sarà presentato il nuovo piano industriale del gruppo MPS-Mediobanca?
Il nuovo piano industriale di gruppo sarà presentato nell’investor day del 27 febbraio, quando saranno illustrati obiettivi, tempistiche dell’integrazione e impatti economico-finanziari previsti.
Qual è la fonte delle informazioni sulla fusione tra MPS e Mediobanca?
Le informazioni provengono dall’articolo pubblicato dalla redazione di QuiFinanza, canale economico-finanziario di Italiaonline, che ha riportato le decisioni ufficiali del Consiglio di Amministrazione di Banca MPS.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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