Moretti rompe il silenzio sul software e le vittime del disastro

Indagine sulla sicurezza a Crans-Montana
L’interrogatorio in corso a Sion del responsabile della sicurezza di Crans-Montana apre interrogativi sulla catena delle responsabilità, sulle procedure antincendio e sui controlli amministrativi. Le prime dichiarazioni, che spostano il peso sul software di gestione degli allarmi, vengono ora vagliate punto per punto dagli inquirenti, mentre emergono lacune formali come l’assenza del brevetto di prevenzione antincendio.
Ruolo del responsabile e catena di comando
Il responsabile della sicurezza coordinava piani di evacuazione, manutenzione degli impianti e formazione del personale. Ogni decisione operativa passava dal suo ufficio, inclusa la verifica dei sistemi antincendio e degli aggiornamenti software. La catena di comando interna è ora analizzata per capire chi avesse il dovere effettivo di bloccare attività ritenute non conformi o di segnalare per tempo criticità strutturali e procedurali.
Il riferimento alle vittime nelle prime dichiarazioni
Le frasi attribuite a Jaques Moretti, «Penso alle vittime», segnano una linea difensiva che mescola empatia e presa di distanza tecnica. Gli inquirenti valutano se tali affermazioni anticipino un’ammissione di responsabilità morale, senza però riconoscere errori professionali. Il bilanciamento tra dolore espresso e strategia processuale diventa centrale anche nella percezione pubblica del caso.
Software di sicurezza e responsabilità tecniche
Il riferimento al software come causa principale di eventuali malfunzionamenti è al centro dell’interrogatorio di Sion. Gli investigatori stanno ricostruendo la catena di controllo: chi ha scelto il programma, chi lo ha certificato, chi ne ha approvato gli aggiornamenti e quali log fossero disponibili prima dell’incidente. Il confronto tra requisiti di legge e prestazioni reali del sistema sarà decisivo.
Come operano i sistemi digitali antincendio
I moderni impianti integrano sensori di fumo, calore e gas con centrali digitali che inviano allarmi automatici ai responsabili e ai servizi di emergenza. La configurazione determina tempi di risposta, priorità delle notifiche e protocolli di evacuazione. Errori di taratura, software non aggiornato o interfacce poco chiare possono ritardare decisioni cruciali. Per questo la manutenzione documentata e i test periodici sono obbligatori nelle strutture aperte al pubblico.
Attribuzione delle colpe tra uomo e tecnologia


In sede giudiziaria, distinguere responsabilità umana e difetti di software richiede perizie indipendenti sul codice, sugli eventi registrati e sul comportamento dei sensori. Anche quando emerge un bug, resta da chiarire se il gestore avesse ignorato raccomandazioni del produttore o allarmi precedenti. Le linee guida europee invitano a considerare la tecnologia un supporto, non un sostituto del giudizio professionale del responsabile di sicurezza.
Brevetti, controlli e cellulare sequestrato
L’assenza del brevetto di prevenzione antincendio da parte del responsabile di Crans-Montana rappresenta un possibile vulnus regolamentare. Il sequestro del cellulare, disposto oggi dagli inquirenti di Sion, mira a verificare comunicazioni interne, segnalazioni ignorate e eventuali pressioni economiche. Ogni messaggio può chiarire se vi fossero consapevolezze pregresse sui rischi.
Mancanza di brevetto e profili di negligenza
Il brevetto certifica competenze tecniche, aggiornamenti formativi e conoscenza delle norme antincendio. Assumere o mantenere in carica un responsabile privo di tale titolo può configurare negligenza organizzativa, estendendo le responsabilità alla direzione della struttura. Le autorità verificano ora chi abbia autorizzato l’incarico, quali controlli siano stati effettuati e se siano state rilasciate autocertificazioni non veritiere.
Perché il cellulare è cruciale nelle indagini
Chat, email e registri chiamate permettono di ricostruire cronologie di allarmi, segnalazioni tecniche e ordini ricevuti. Gli inquirenti cercano eventuali indicazioni a non interrompere l’attività nonostante criticità sui sistemi antincendio, o conversazioni con fornitori del software. Metadati e backup in cloud potranno confermare o smentire la versione fornita dal responsabile durante l’interrogatorio.
FAQ
Chi è il responsabile della sicurezza coinvolto nell’inchiesta
Si tratta del responsabile sicurezza di Crans-Montana, identificato come Jaques Moretti, ora formalmente indagato e sottoposto a interrogatorio a Sion.
Perché il software antincendio è al centro del caso
Perché l’indagato attribuisce ai sistemi digitali parte dei malfunzionamenti; le perizie devono stabilire se vi fossero difetti tecnici o configurazioni errate imputabili alla gestione.
Cosa comporta l’assenza del brevetto di prevenzione antincendio
Indica un possibile mancato rispetto dei requisiti professionali minimi e può aggravare il profilo di responsabilità, estendendo le verifiche anche al datore di lavoro.
Qual è il ruolo della procura di Sion nelle indagini
La procura di Sion coordina interrogatori, sequestri di dispositivi, analisi del software e verifiche sui titoli del personale, definendo eventuali capi d’imputazione.
Come vengono valutati i sistemi di sicurezza digitale
Attraverso audit tecnici, analisi dei log, simulazioni di allarme e confronto con norme vigenti su ridondanza, aggiornamenti, manutenzione e formazione degli operatori.
Qual è la principale fonte sul caso Crans-Montana
Le informazioni richiamano quanto riportato dalla stampa locale e nazionale sul caso di Crans-Montana e sulle dichiarazioni di Jaques Moretti durante l’interrogatorio.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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