Morbo K svelato il mistero nascosto dietro i primi due episodi

Indice dei Contenuti:
“Morbo K”: la trama del primo e del secondo episodio
Roma occupata e minaccia dell’oro
Nel 1943, nella Roma occupata dai nazisti, il colonnello delle SS Herbert Kappler impone alla comunità ebraica la consegna di cinquanta chili d’oro in ventiquattr’ore per evitare la deportazione delle famiglie. Nel Ghetto, la famiglia Calò vive ore di angoscia: il commendatore Giacomo comunica l’ultimatum, costringendo tutti a spogliarsi dei propri averi per contribuire alla raccolta.
La tensione domestica esplode quando la moglie Vittoria scopre l’amante del marito: la cognata Sasà. La lite degenera fino al punto in cui Giacomo, pur di interrompere lo scontro, finge un infarto. La giovane Silvia e il fratellino Marcolino corrono all’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina per chiedere soccorso ai medici.
Nel nosocomio, Silvia incontra il carismatico dottor Pietro Prestifilippo, a cui rivela l’incubo dell’oro richiesto al Ghetto e il pericolo della deportazione. Intanto il direttore sanitario, il professor Matteo Prati, in segreto si confronta con un generale della Resistenza italiana per coordinare forme di opposizione civile e protezione dei perseguitati.
La nascita del piano segreto
Sconvolto dal racconto di Silvia, Pietro pressa Prati affinché l’ospedale diventi un rifugio per gli ebrei braccati dalle SS. Il direttore, consapevole del rischio di rappresaglie contro medici e pazienti, elabora un’idea tanto audace quanto pericolosa: inventare una malattia mortale e contagiosa, battezzata “Morbo K”, in grado di terrorizzare i nazisti e tenerli lontani dai reparti.
L’ospedale, fondato da religiosi e già noto per la sua discreta attività di soccorso, viene trasformato in un avamposto clandestino. Prati e il suo staff costruiscono un protocollo fittizio: cartelle cliniche inventate, diagnosi spaventose, sintomi simulati. I corridoi iniziano a popolarsi di “malati” che in realtà sono famiglie ebree in fuga dalla retata annunciata a Roma e dalle perquisizioni porta a porta nei rioni popolari.
La dimensione privata e quella collettiva si intrecciano: il dramma sentimentale dei Calò si mescola alla scelta etica di medici e infermieri, chiamati a mentire sistematicamente ai militari in nome di un principio superiore di umanità.
Il Reparto K e il conto alla rovescia
Nel secondo episodio, i soldati tedeschi irrompono nella Biblioteca del Collegio Rabbinico di Roma, sequestrando testi antichi e, soprattutto, il registro con i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree, inclusi i Calò. Questo documento diventa l’arma decisiva nelle mani di Kappler, che pianifica il rastrellamento del 16 ottobre 1943, data destinata a entrare nella memoria collettiva della città.
Al Fatebenefratelli, Pietro e Prati perfezionano l’operazione clandestina: nasce così il “Reparto K”, un’ala dell’ospedale ufficialmente riservata ai pazienti affetti da un morbo sconosciuto e ad altissima contagiosità. Si preparano trucchi scenici: finte eruzioni cutanee, tosse esasperata, luci basse, disinfettanti dall’odore pungente, istruzioni precise a infermieri e religiosi su come recitare la parte davanti alle pattuglie tedesche.
Pietro svela a Silvia il progetto e la invita a convincere la sua famiglia a nascondersi tra quei letti. Nonostante la paura, i Calò rifiutano il ricovero, temendo un inganno o ulteriori ritorsioni. Mentre la diffidenza mette a rischio la loro salvezza, Kappler, forte della lista recuperata, ordina il blitz nel Ghetto, avviando il conto alla rovescia verso una delle giornate più buie della storia ebraica nella capitale.
FAQ
D: “Morbo K” si basa su fatti realmente accaduti?
R: Sì, la serie si ispira alla reale strategia di medici del Fatebenefratelli che, durante l’occupazione nazista di Roma, usarono una finta malattia per proteggere ebrei dalla deportazione.
D: In quale periodo storico sono ambientati i primi episodi?
R: Gli eventi si svolgono nel 1943, tra l’ultimatum dell’oro imposto alla comunità ebraica e il rastrellamento del 16 ottobre nel Ghetto romano.
D: Chi è il principale antagonista nella trama?
R: Il colonnello Herbert Kappler, responsabile delle operazioni delle SS a Roma, è la figura che incarna la minaccia nazista contro gli ebrei.
D: Qual è il ruolo del professor Matteo Prati?
R: Prati, direttore del Fatebenefratelli, è l’ideatore del falso morbo e del reparto speciale pensato per nascondere le famiglie perseguitate.
D: Che funzione ha il Reparto K nella storia?
R: È il reparto fittizio in cui gli ebrei vengono ricoverati come falsi malati, sfruttando la paura nazista del contagio per impedire le ispezioni approfondite.
D: Perché i Calò esitano a rifugiarsi in ospedale?
R: La famiglia, schiacciata da tensioni interne e paura, diffida del piano, temendo che il ricovero li esponga ancora di più al controllo tedesco.
D: Dove va in onda la serie?
R: La fiction viene trasmessa su Rai1, in due appuntamenti consecutivi in prima serata.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della trama?
R: La ricostruzione degli episodi qui sintetizzata si basa sull’articolo firmato da Alessandro Alicandri pubblicato su TV Sorrisi e Canzoni e ripreso dall’informazione di Rai1.




