Minneapolis sconvolta dalla morte di Pretti, nuova analisi dei filmati Cnn e Nyt ribalta la versione ufficiale

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Minneapolis, la morte di Pretti: l’analisi dei filmati di Cnn e NYT mostra che l’uomo non era armato
Nuove prove video
I filmati diffusi da Cnn e New York Times sulla sparatoria di Minneapolis mostrano in modo netto che Alex Pretti, infermiere di 37 anni, aveva in mano un telefono e non un’arma da fuoco.
Le immagini, analizzate frame by frame, inquadrano l’uomo mentre registra gli agenti dell’Ice che lo circondano nel parcheggio, pochi istanti prima che vengano esplosi i colpi mortali.
Il dettaglio dell’oggetto impugnato – sagoma, posizione e riflessi – risulta incompatibile con quella di una pistola, smentendo la narrazione iniziale delle autorità federali.
La ricostruzione ufficiale parlava di un sospetto “armato e pericoloso”, ma l’analisi indipendente mostra un soggetto statico, con le braccia parzialmente sollevate, impegnato a documentare l’operazione.
La sequenza audio sincronizzata ai video non rileva avvisi chiari e ripetuti di minaccia imminente da parte di Pretti, né il classico comando “drop the gun” tipico delle procedure Usa.
Il materiale raccolto rafforza i dubbi sulla proporzionalità dell’uso della forza letale e sulle prime dichiarazioni politiche rese a caldo.
Versioni ufficiali sotto accusa
Le prime ore dopo l’uccisione sono state dominate dalla versione rilanciata dal consigliere trumpiano Stephen Miller e dalla segretaria agli Interni del South Dakota Kristi Noem, che hanno descritto Pretti come aggressore armato.
Questa narrazione è stata amplificata da media conservatori e account istituzionali, orientando l’opinione pubblica prima che emergessero i video completi.
L’idea di un presunto “attacco” agli agenti dell’Ice ha contribuito a legittimare politicamente l’operazione, in un contesto già infiammato sul tema dell’immigrazione e della sicurezza di frontiera.
Con la diffusione dell’analisi visiva di Cnn e New York Times, il racconto iniziale appare ora gravemente fuorviante, se non del tutto infondato.
Le immagini mostrano che gli agenti sparano a breve distanza verso un uomo che non impugna alcuna pistola e non risulta in atteggiamento d’assalto.
La discrepanza tra video e dichiarazioni ufficiali riapre il dibattito sulla trasparenza delle forze federali e sulla manipolazione politica dei casi di cronaca nera.
Impatto politico e legale
La vicenda rischia di trasformarsi in un caso nazionale, con richieste di indagini indipendenti sul comportamento degli agenti dell’Ice e sulle responsabilità della catena di comando.
Gli avvocati della famiglia di Alex Pretti preparano un’azione legale per uso eccessivo della forza e falsa rappresentazione dei fatti da parte di figure pubbliche di alto profilo.
Le associazioni per i diritti civili, già critiche verso le operazioni federali nelle città del Midwest, parlano di “esecuzione extragiudiziale” mascherata da intervento di sicurezza nazionale.
Sul piano politico, il caso alimenta lo scontro tra chi chiede un ridimensionamento dei poteri dell’Ice e chi invoca invece un’ulteriore stretta, usando la retorica del “criminale armato”.
L’emersione di prove video contrarie alla versione iniziale mina la credibilità dei vertici repubblicani che avevano difeso l’operazione senza attendere verifiche indipendenti.
Il precedente di Minneapolis potrebbe influenzare le future linee guida sull’uso delle body-cam e sulla pubblicazione immediata dei filmati dopo incidenti letali.
FAQ
D: Alex Pretti aveva una pistola al momento della sparatoria?
R: L’analisi dei filmati mostra che teneva in mano un telefono, non un’arma.
D: Chi ha condotto l’analisi video decisiva sul caso?
R: Il lavoro frame by frame è stato realizzato da redazioni investigative di Cnn e New York Times.
D: Dove è avvenuta l’uccisione di Alex Pretti?
R: L’episodio si è verificato in un parcheggio di Minneapolis, durante un’operazione dell’Ice.
D: Qual era la versione iniziale diffusa dalle autorità e da esponenti politici?
R: Si sosteneva che Pretti avesse puntato una pistola contro gli agenti, giustificando così i colpi sparati.
D: Che ruolo hanno avuto Stephen Miller e Kristi Noem?
R: Hanno rilanciato pubblicamente la tesi dell’uomo armato, influenzando il dibattito politico e mediatico.
D: Cosa chiedono ora i legali della famiglia di Pretti?
R: Puntano a un’indagine indipendente e valutano una causa per uso eccessivo della forza e falsa rappresentazione dei fatti.
D: Quali conseguenze potrebbe avere il caso sull’Ice?
R: Potrebbero arrivare nuove linee guida su trasparenza, uso della forza e pubblicazione dei video operativi.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per l’analisi dei filmati?
R: L’inchiesta si basa in particolare sui servizi video e sulle verifiche pubblicate da Cnn e New York Times.




