Milo Infante replica alle accuse di Taccia sul caso Garlasco

Ore 14, scontro in diretta sul caso Garlasco e sul ruolo di Sempio
Chi: il conduttore di Rai 2 Milo Infante, l’indagato Andrea Sempio e la sua avvocata Angela Taccia.
Cosa: duro botta e risposta in merito alle domande sull’alibi di Sempio nel delitto di Chiara Poggi.
Dove: trasmissione Ore 14 su Rai 2, dopo l’incontro a Roma del team difensivo con i giornalisti.
Quando: puntata andata in onda il 4 marzo 2026, nel pieno delle nuove indagini sul caso Garlasco.
Perché: le domande sul libro che Sempio voleva comprare e sul suo comportamento il giorno del delitto aprono un nuovo fronte mediatico, evidenziando tensioni tra stampa e difesa in una fase cruciale delle indagini.
In sintesi:
- Scontro in diretta a Ore 14 tra Milo Infante e l’avvocata di Andrea Sempio.
- Le domande sul libro acquistato a Vigevano diventano terreno di frizione con la difesa.
- Angela Taccia accusa i media di accanimento e di concentrarsi su dettagli marginali.
- Milo Infante rivendica il diritto di porre quesiti scomodi sul comportamento di Sempio.
Le domande sull’alibi di Sempio e la reazione della difesa
Nella puntata di Rai 2 viene mandato in onda il servizio sull’incontro romano tra il team difensivo di Andrea Sempio e i giornalisti. L’inviato di Milo Infante chiede al 37enne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, se attenda l’udienza preliminare per dimostrare l’innocenza. Sempio replica: *“Se ci sarà un’udienza preliminare, siamo già un po’ di passi avanti”*, evitando di sbilanciarsi sulle prospettive processuali.
Interpellato sul possibile rinvio a giudizio, aggiunge solo: *“Vediamo, confermo quello che ho detto nei giorni passati”*. La tensione sale quando l’inviato torna su un punto controverso: il libro che Sempio avrebbe voluto acquistare a Vigevano la mattina del delitto. *“Come è possibile che non ti ricordi il titolo?”*, chiede il giornalista.
L’avvocata Angela Taccia interviene duramente: *“È la dimostrazione che ci si attacca a qualunque cosa pur di dar contro ad Andrea Sempio, se il problema di tutta questa storia è il titolo di un libro io non ho più parole, mi cadono le braccia, è veramente una cosa triste”*.
Lo sfogo di Milo Infante e il nodo del rapporto stampa-difesa
Le parole di Angela Taccia innescano la reazione del conduttore. Milo Infante parla di interlocuzione “divertente” con la legale, sottolineando come ogni domanda non gradita alla difesa venga bollata come inaccettabile. Ricorda i punti rimasti oscuri: perché Sempio non si sarebbe fermato vedendo carabinieri e ambulanza fuori dalla casa del suo migliore amico, dove sapeva essere presente la sorella?
Infante insiste anche sulla memoria selettiva dell’indagato: da un lato, lo scontrino “perfettamente piegato” e conservato; dall’altro, l’incapacità di ricordare il titolo del libro cercato due volte, il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi e quello successivo. *“Allora si indispone perché la domanda è inopportuna”*, osserva il conduttore.
Infine provoca la legale: *“Ma quali sono le domande che possono far piacere all’avvocato Taccia? Se ce ne suggerisce un paio noi le segniamo, poi se decide di onorarci della sua presenza le poniamo”*. Il caso Garlasco si conferma così non solo terreno giudiziario, ma anche scontro aperto sul diritto di cronaca e sui limiti dell’esposizione mediatica degli indagati.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è indagato nel caso Garlasco?
Andrea Sempio è un amico di Alberto Stasi. È indagato per l’omicidio di Chiara Poggi nell’ambito delle nuove indagini riaperte sulla vicenda di Garlasco.
Perché il libro cercato a Vigevano è rilevante per le indagini?
Il libro è rilevante perché rientra nella ricostruzione dell’alibi di Sempio. L’assenza del titolo preciso alimenta dubbi su spostamenti, tempi e coerenza del suo racconto.
Cosa contesta l’avvocata Angela Taccia ai giornalisti di Ore 14?
L’avvocata Taccia contesta un presunto accanimento mediatico. Sostiene che i media si concentrino su dettagli marginali, come il titolo del libro, anziché sui veri elementi probatori.
Qual è la posizione di Milo Infante sul diritto di porre domande scomode?
Milo Infante rivendica il diritto-dovere giornalistico di porre domande scomode. Ritiene legittimo indagare su comportamenti, ricordi e incongruenze per informare correttamente l’opinione pubblica.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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