Milano visiona progetto per una gigafactory per startup, iniziativa congiunta da Università Politecnico e Bocconi

Indice dei Contenuti:
A Milano una gigafactory delle startup? Il progetto delle Università Politecnico e Bocconi
Nuovo polo dell’innovazione
Nel quadrante Bovisa prende forma un grande intervento di rigenerazione: l’area dei gasometri diventa un campus di oltre 30mila metri quadri dedicato a impresa, ricerca e alta formazione. Il progetto punta a trasformare la zona in un distretto tecnologico connesso con il resto di Milano e con i principali hub europei.
La struttura ospiterà laboratori, spazi di coworking, uffici per startup e scaleup, oltre a servizi condivisi per investitori e corporate. L’obiettivo operativo è sostenere l’intero ciclo di vita dei progetti imprenditoriali, dall’idea al consolidamento sui mercati internazionali.
La presenza fisica in un’unica area consentirà una maggiore contaminazione fra discipline, creando un ecosistema dove studenti, ricercatori, founder e manager possano lavorare fianco a fianco su tecnologie deep tech, digitale, sostenibilità e fintech.
Alleanza tra atenei e capitali
La cabina di regia è affidata alla Tech Europe Foundation (Tef), che integra i programmi di Polihub e Bocconi For Innovation (B4i) in un’unica piattaforma. In questo modo competenze tecnico-scientifiche e know-how manageriale vengono messe a sistema, superando la frammentazione tipica dell’innovazione italiana.
Tra il 2020 e il 2024 gli alumni del Politecnico di Milano e dell’Università Bocconi hanno fondato quasi la metà delle startup italiane, attraendo circa sei miliardi di euro, pari a oltre il 90% dei capitali complessivi del settore. Questo track record rende credibile l’ambizione di scalare il modello a livello europeo.
Tef punta a rafforzare la capacità di fundraising, che ha già superato i 120 milioni di euro, aprendo ulteriormente a fondi internazionali, family office e corporate venture capital interessati a tecnologie di frontiera sviluppate in Italia.
Obiettivi, talenti e impatto
La roadmap prevede la nascita di fino a mille realtà innovative all’anno fra nuove startup, spin-off universitari e progetti imprenditoriali interni alle aziende. Il focus è sulla qualità dei team, sulla scalabilità dei modelli di business e sulla proprietà intellettuale generata nei laboratori.
Il polo mira ad attrarre ricercatori, studenti e founder stranieri, offrendo programmi di accelerazione, formazione avanzata e accesso privilegiato a investitori e partner industriali. Il posizionamento di Milano come hub continentale passa anche dalla capacità di trattenere i migliori laureati italiani, riducendo la fuga di cervelli.
L’iniziativa intende generare un effetto moltiplicatore sull’economia urbana: nuovi posti di lavoro qualificati, domanda di servizi ad alto valore aggiunto, progetti di open innovation con le grandi imprese e un impatto diretto sulla competitività del sistema Paese nel medio-lungo periodo.
FAQ
D: Che cos’è la Tech Europe Foundation?
R: È la fondazione che coordina l’integrazione tra Polihub e Bocconi For Innovation, creando un unico ecosistema per startup e investitori.
D: Dove sorgerà il nuovo polo per le startup?
R: Nel quartiere Bovisa di Milano, nell’area dei gasometri riqualificati, su circa 30mila metri quadri.
D: Qual è il ruolo del Politecnico di Milano?
R: Il Politecnico di Milano fornisce competenze tecnico-scientifiche, laboratori e la piattaforma di incubazione di Polihub.
D: Cosa apporta l’Università Bocconi al progetto?
R: L’Università Bocconi contribuisce con competenze manageriali, network finanziario e il programma B4i per l’accelerazione.
D: Quante startup hanno origine dai due atenei?
R: Tra il 2020 e il 2024 i laureati dei due atenei hanno fondato quasi la metà delle startup italiane.
D: Qual è il volume di capitali raccolti dalle startup collegate?
R: Le imprese nate dall’ecosistema dei due atenei hanno attratto circa sei miliardi di euro in quattro anni.
D: Qual è la capacità potenziale del nuovo polo?
R: Il progetto punta a generare fino a mille nuove realtà innovative all’anno tra startup e spin-off.
D: Qual è la fonte giornalistica originale del progetto descritto?
R: Le informazioni sono state riportate e rielaborate a partire da un servizio giornalistico dedicato pubblicato su testata nazionale italiana.




