Milano-Cortina stravolge la Valtellina, scuolabus cancellati e famiglie nel caos: didattica a distanza sempre più vicina

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C’è Milano-Cortina, niente autobus per andare a scuola: in Valtellina lo spettro della didattica a distanza (olimpica)
Autobus cancellati e scuole isolate
In vasta parte della Valtellina, tra Sondrio e l’alta valle, gli scuolabus rischiano di sparire proprio mentre i cantieri di Milano-Cortina 2026 moltiplicano traffico e disagi. Bambini e ragazzi dei piccoli comuni montani si ritroverebbero senza collegamenti per raggiungere elementari, medie e superiori, con l’unica alternativa concreta della didattica a distanza. Le amministrazioni locali denunciano una “tempesta perfetta”: carenza cronica di autisti, costi assicurativi alle stelle, gare deserte, tratte considerate “antieconomiche” dai privati.
Per le famiglie che vivono in frazioni sparse o a fondovalle, l’auto privata non è sempre un’opzione: turni di lavoro, strade innevate, chilometri da coprire ogni giorno. Così, paradossalmente, mentre si investono miliardi per portare il mondo alle Olimpiadi, si fatica a garantire il tragitto casa-scuola agli studenti locali. I sindaci avvertono: senza un intervento strutturale sul trasporto pubblico, i prossimi anni potrebbero trasformare l’obbligo scolastico in un percorso a ostacoli, con pesanti ricadute sociali.
Il ritorno forzato della scuola online
Nel dibattito in Lombardia riaffiora lo spettro della didattica a distanza, ribattezzata qui “DAD olimpica”. Non si tratta di una scelta pedagogica, ma di una misura di emergenza per chi non ha modo di raggiungere l’aula a causa dell’assenza di autobus. Gli istituti comprensivi e le scuole superiori monitorano le linee più fragili, ipotizzando turni misti: lezioni in presenza per chi può arrivare, collegamento online per chi resta bloccato nei paesi. Una soluzione-cerotto che rischia di ampliare le disuguaglianze educative già emerse durante la pandemia.
Molte famiglie delle zone rurali non dispongono di connessioni stabili o dispositivi adeguati. I dirigenti scolastici segnalano il rischio di dispersione, soprattutto tra gli adolescenti dei primi anni delle superiori, i più esposti all’abbandono. Le organizzazioni dei genitori chiedono che la DAD non diventi la scorciatoia strutturale per compensare i buchi del trasporto pubblico, avvertendo che l’impatto psicologico e relazionale su bambini e ragazzi sarebbe difficilmente reversibile.
Scontro politico e soluzioni possibili
La questione è già arrivata sui tavoli di Regione Lombardia, del Ministero delle Infrastrutture e del Ministero dell’Istruzione. I sindaci della Valtellina chiedono un “piano straordinario Olimpiadi” per il trasporto scolastico: fondi mirati, coperture per i costi extra-assicurativi, incentivi all’assunzione di autisti, deroghe temporanee sulle tratte montane. Sullo sfondo il braccio di ferro con le società di trasporto, che reclamano maggiori garanzie economiche e contrattuali. Intanto i genitori organizzano comitati spontanei e minacciano ricorsi se le scuole dovessero imporre lezioni online per mancanza di mezzi.
Gli esperti di mobilità suggeriscono di integrare bus tradizionali, servizi a chiamata, navette scolastiche flessibili e convenzioni con NCC locali. Ma il tempo stringe: con l’avvicinarsi di Milano-Cortina 2026, traffico pesante e cantieri rischiano di paralizzare le valli. In assenza di risposte rapide, la “DAD olimpica” da ipotesi estrema potrebbe trasformarsi nel quotidiano di un’intera generazione di studenti di montagna.
FAQ
D: Perché mancano gli autobus scolastici in Valtellina?
R: Per la combinazione di carenza di autisti, costi elevati e tratte ritenute poco remunerative dai gestori.
D: Che cosa si intende per “DAD olimpica”?
R: Una didattica a distanza imposta non dal Covid ma dai disagi legati alle opere di Milano-Cortina 2026 e alla mancanza di trasporto.
D: Quali territori risultano più esposti al problema?
R: I piccoli comuni montani e le frazioni periferiche della Valtellina, lontani dai principali assi viari.
D: Qual è il ruolo della Regione Lombardia nella vicenda?
R: Deve programmare e finanziare il trasporto pubblico locale, definendo risorse aggiuntive per le aree interne.
D: Cosa chiedono i dirigenti scolastici?
R: Trasporti affidabili, linee stabili e l’uso della DAD solo come estrema ratio e per brevi periodi.
D: Quali soluzioni alternative agli autobus tradizionali sono allo studio?
R: Servizi a chiamata, navette dedicate alle scuole, convenzioni con operatori privati e corse integrate con il TPL.
D: Quali rischi corre il diritto allo studio?
R: Aumento della dispersione scolastica, disuguaglianze digitali e minore frequenza alle lezioni in presenza.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento?
R: L’inchiesta è stata riportata inizialmente da testate nazionali italiane e agenzie come Adnkronos, poi ripresa da vari media locali valtellinesi.




