Milano-Cortina Olimpiadi blindate dalla scorta Ice per Vance e Rubio

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Milano-Cortina 2026, la presenza degli agenti Ice come scorta di Vance e Rubio
Sicurezza olimpica e chiarimenti istituzionali
Il dossier sulla protezione delle delegazioni statunitensi ai Giochi invernali di Milano–Cortina 2026 ha innescato un confronto serrato tra diplomazia e sicurezza interna. Al centro, la possibile presenza di agenti della Homeland Security Investigations, ramo investigativo dell’agenzia federale Ice, nei dispositivi a tutela di figure di primo piano come Mike Vance e Marco Rubio, attesi in Italia come rappresentanti istituzionali di Washington. La prospettiva di vedere personale collegato al controllo dell’immigrazione degli Stati Uniti al seguito delle delegazioni ha sollevato interrogativi sulla tenuta della sovranità italiana in materia di ordine pubblico.
L’Ambasciata degli Stati Uniti ha precisato che il coordinamento della protezione di diplomatici, parlamentari e figure politiche resta in capo al Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato, con il contributo di più agenzie federali solo in termini di analisi e supporto tecnico. Fonti diplomatiche hanno sottolineato che la presenza di personale americano non si traduce in alcun “potere di polizia” sul territorio italiano e che gli agenti di Ice non svolgono, per mandato, attività di controllo migratorio fuori dai confini nazionali degli USA.
L’obiettivo dichiarato è mantenere un profilo strettamente protettivo: scorte ravvicinate, intelligence preventiva sulle minacce e cooperazione informativa con le autorità italiane, evitando qualsiasi sovrapposizione con compiti propri delle forze dell’ordine nazionali. In questo schema, la tutela di personalità come Vance e Rubio viene incardinata in protocolli bilaterali già sperimentati in precedenti vertici internazionali ospitati in Italia.
Il ruolo esclusivo delle forze italiane
Dal Viminale è arrivato un chiarimento perentorio sulle competenze. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che il controllo del territorio, la gestione dell’ordine pubblico e l’uso legittimo della forza appartengono unicamente a polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e corpi di polizia locale, coordinati da prefetture e questure. L’eventuale presenza di agenti collegati all’agenzia Ice nell’entourage di esponenti americani viene incasellata in un perimetro rigoroso: funzioni di tutela personale, senza alcuna potestà operativa autonoma.
Secondo la linea tracciata dal Ministero, ogni attività di scorta straniera dovrà svolgersi in stretto raccordo con la polizia di Stato, che conserva la direzione del dispositivo, definisce percorsi, regole d’ingaggio e catena di comando. È previsto che il personale di sicurezza USA operi essenzialmente come “close protection” a ridosso dei propri protetti, mentre l’area circostante, la gestione delle folle e la risposta a eventuali minacce restano esclusivamente nelle mani delle autorità italiane. Nessun potere di fermo, identificazione o perquisizione sarà riconosciuto agli agenti stranieri.
Il richiamo di Piantedosi alla “cultura professionale” delle forze italiane mira a segnare una distanza netta dai metodi controversi attribuiti in patria all’agenzia Ice. L’architettura di sicurezza per Milano–Cortina 2026 viene così presentata come un modello di cooperazione controllata: apertura alle competenze tecnologiche e informative statunitensi, ma con vincoli precisi sul terreno operativo, in modo da prevenire qualsiasi forma, anche solo percepita, di cessione di sovranità.
Cooperazione internazionale e sovranità
La preparazione dell’evento olimpico comporta un intreccio complesso tra intelligence, diplomazia e logistica. La presenza, nel medesimo spazio urbano, di capi di Stato, rappresentanti del Congresso americano e figure come Vance e Rubio impone un livello di protezione comparabile a quello dei grandi summit internazionali. In questo scenario, la condivisione di informazioni su rischi terroristici, minacce cyber e possibili azioni di disturbo diventa cruciale, ma deve restare incardinata in protocolli trasparenti e verificabili, in linea con le garanzie previste dalla normativa italiana ed europea.
Gli accordi tecnico-operativi che regolano la cooperazione con gli Stati Uniti prevedono meccanismi di scambio dati, task force congiunte e canali rapidi di comunicazione, ma confermano il primato della giurisdizione italiana su ogni intervento fisico sul territorio. Per i dispositivi di sicurezza collegati alle delegazioni olimpiche, ciò significa che ogni movimento, asset armato e procedura emergenziale sarà autorizzato e supervisionato dallo Stato ospitante, riducendo al minimo margini d’ambiguità sulle responsabilità.
Sul piano dell’opinione pubblica, la sfida è garantire il massimo livello di protezione senza alimentare la percezione di un “commissariamento” estero della sicurezza nazionale. La narrazione istituzionale punta su tre pilastri: centralità delle forze italiane, natura meramente protettiva delle scorte statunitensi e pieno rispetto delle leggi nazionali in ogni fase dei Giochi. Il successo di Milano–Cortina 2026 dipenderà anche dalla capacità di mantenere stabile questo equilibrio tra apertura alla cooperazione e difesa rigorosa dei confini istituzionali.
FAQ
D: Gli agenti collegati all’Ice potranno effettuare arresti in Italia durante i Giochi?
R: No, non avranno alcuna facoltà di arresto o di esercizio di poteri di polizia sul territorio italiano.
D: Chi comanda i dispositivi di sicurezza per Milano-Cortina 2026?
R: Il comando resta esclusivamente alle autorità italiane, tramite prefetture, questure e Ministero dell’Interno.
D: Qual è il compito delle scorte statunitensi al seguito di Vance e Rubio?
R: Svolgere attività di protezione ravvicinata delle personalità, in coordinamento operativo con la polizia italiana.
D: L’Ice potrà svolgere controlli sull’immigrazione in Italia durante l’evento?
R: No, l’agenzia non è autorizzata a operare controlli migratori fuori dagli Stati Uniti e non avrà tali funzioni in Italia.
D: Come vengono gestite le informazioni di intelligence tra Italia e USA per le Olimpiadi?
R: Attraverso accordi bilaterali e canali sicuri di scambio dati, sempre nel rispetto delle norme italiane ed europee.
D: È previsto l’uso di armi da parte delle scorte americane?
R: Eventuali armamenti sono autorizzati caso per caso dalle autorità italiane e disciplinati da protocolli specifici.
D: Quale fonte giornalistica ha riportato per prima il chiarimento del Viminale?
R: Il chiarimento sulla presenza degli agenti collegati all’Ice è stato ricostruito, tra gli altri, da Dario Lessa in un’analisi pubblicata sulla stampa italiana.
D: In che modo vengono tutelati i diritti dei cittadini durante i mega-eventi?
R: Attraverso il rispetto rigoroso delle leggi nazionali, il controllo giudiziario sugli atti delle forze dell’ordine e l’obbligo di tracciabilità delle operazioni di sicurezza.




