Meryl Streep rifiuta la parte, la produzione raddoppia subito il cachet
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Meryl Streep, il rifiuto che cambiò Il diavolo veste Prada
Meryl Streep ha rischiato di non diventare Miranda Priestly: nel 2005, a New York, rifiutò la prima offerta per Il diavolo veste Prada. Era tentata dal ritiro, convinta che a 56 anni la sua carriera potesse chiudersi lì.
Durante il programma Today, in occasione dell’uscita al cinema del sequel, l’attrice ha svelato di aver detto inizialmente “no” ai produttori, chiedendo un compenso all’altezza del potenziale del film.
Il suo braccio di ferro economico si è trasformato in un caso di scuola a Hollywood: i produttori hanno accettato di raddoppiare il salario, consegnandole un ruolo diventato iconico nella rappresentazione del potere femminile nell’industria della moda, oggi rilanciato dal nuovo capitolo della saga.
In sintesi:
- Meryl Streep rifiutò la prima offerta per interpretare Miranda Priestly nel 2005.
- L’attrice, 56 anni, era pronta al ritiro se il ruolo fosse sfumato.
- Il rifiuto portò a un raddoppio del compenso e a un successo globale.
- Il sequel, Il diavolo veste Prada 2, è ora nelle sale italiane.
Durante l’intervista a Today, Meryl Streep ha ricordato di aver letto una sceneggiatura “fantastica” e di aver intuito subito il potenziale commerciale e culturale del film.
“Sapevo che sarebbe stato un successo”, ha raccontato, spiegando di aver rifiutato la prima proposta per verificare se gli studios fossero disposti a valorizzare davvero il suo ruolo. “Volevo vedere se raddoppiavano l’offerta e loro lo hanno fatto”.
L’attrice ha ammesso che quel “no” fu anche un modo per misurare il peso reale del proprio nome in un’industria che tende a considerare “finite” le attrici dopo una certa età. Il successo del film e la sua interpretazione di Miranda Priestly hanno poi ridefinito, anche sul piano simbolico, lo spazio delle attrici over 50 nei ruoli di potere sul grande schermo.
Dal rischio pensione al caso di studio su salario e potere a Hollywood
Ripensando al 2005, Meryl Streep ha raccontato di aver valutato seriamente l’idea di lasciare il cinema:
“Ho 56 anni, ci ho messo tutto questo tempo per capire che potevo farlo! Ero sicura che sarebbe stato un successo. E sentivo che avevano bisogno di me. E lo volevo, ma se non mi avessero più voluto, per me andava bene. Mi sono detta ‘Sono vecchia, ho 56 anni’. Ero pronta ad andare in pensione.”
I produttori de Il diavolo veste Prada hanno però compreso il valore della sua presenza e hanno accettato di raddoppiarle il salario. La commedia, ambientata nel mondo patinato dell’editoria di moda newyorkese, ha incassato oltre 326 milioni di dollari nel mondo, trasformando Miranda Priestly in un’icona globale del potere femminile, freddo e iper-competente.
Quel successo ha consolidato la centralità di Meryl Streep nell’industria, allontanando definitivamente l’ipotesi di ritiro.
A quasi vent’anni di distanza, il sequel Il diavolo veste Prada 2, nelle sale italiane da ieri, punta a capitalizzare quella eredità narrativa e commerciale. La nuova pellicola riporta il pubblico dietro la scrivania di Runway, in un’epoca segnata da social media, crisi dell’editoria e nuove forme di potere nel fashion, offrendo un aggiornamento contemporaneo del mito di Miranda.
L’eredità di Miranda Priestly tra diritti, cachet e rappresentazione femminile
La scelta di Meryl Streep di trattare duramente sul compenso anticipa temi oggi centrali nel dibattito su equità salariale, età e genere a Hollywood.
Il caso Il diavolo veste Prada è diventato un riferimento per attrici che rivendicano compensi proporzionati al valore generato dal proprio nome, soprattutto in produzioni destinate al grande pubblico.
Il ritorno di Miranda Priestly nel sequel, a distanza di due decenni, mostra quanto quella figura resti ancora attuale nel raccontare il rapporto tra donne, carriera e potere, in un ecosistema mediatico radicalmente cambiato ma ancora segnato da forti disparità.
FAQ
Perché Meryl Streep rifiutò inizialmente Il diavolo veste Prada?
Lo fece consapevolmente per ottenere un compenso adeguato al previsto successo commerciale, testando il proprio reale potere negoziale a Hollywood.
Quanti anni aveva Meryl Streep quando girò Il diavolo veste Prada?
Aveva 56 anni, età in cui Hollywood spesso marginalizza le attrici, rendendo la sua affermazione economica e professionale ancora più significativa.
Quanto ha incassato Il diavolo veste Prada nel mondo?
Ha incassato oltre 326 milioni di dollari globali, consolidando il film come una delle commedie più redditizie degli anni Duemila.
Quando è uscito nei cinema italiani Il diavolo veste Prada 2?
Il sequel, con il ritorno di Meryl Streep, è uscito nelle sale cinematografiche italiane a partire da ieri.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Meryl Streep?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



