Mereu attacca Laura Pausini sui social e poi ritrattа tra le proteste
Insulto social di Luca Mereu a Laura Pausini: cosa è accaduto
L’assessore alla cultura di Sant’Antioco, Luca Mereu, è finito al centro di un caso mediatico dopo un commento offensivo rivolto a Laura Pausini sui social, in relazione alla sua esibizione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il caso solleva interrogativi sulla responsabilità digitale degli amministratori pubblici e sui confini del linguaggio accettabile nel dibattito online. In un contesto in cui le parole si amplificano rapidamente, l’episodio evidenzia come un singolo post possa trasformarsi in una questione politica, di genere e di etica istituzionale.
La successiva retromarcia di Mereu e le sue spiegazioni non hanno spento la discussione sul sessismo implicito di certe espressioni, neppure quando vengono rivendicate come “citazioni” culturali.
Il post su Facebook e l’espressione sessista contestata
Dal proprio profilo Facebook, Luca Mereu ha commentato la performance di Laura Pausini alle Olimpiadi scrivendo: “Un anno di prove, soldi spesi a profusione anche per pagare quella cagna di Laura Pausini, scaletta, costumi e luci a palla… E il commentatore al primo secondo sbaglia stadio!”. Il riferimento denigratorio alla cantante, inserito in una critica all’evento, ha immediatamente assunto rilievo pubblico per il ruolo istituzionale dell’autore. Il post è stato poi rimosso, mentre i profili social dell’assessore risultano disattivati, segno della gravità percepita delle conseguenze reputazionali e politiche.
L’episodio si inserisce in una lunga serie di casi in cui amministratori locali usano i social come utenti comuni, dimenticando il peso aggiuntivo delle parole di chi rappresenta le istituzioni.
Le prime scuse e la difesa della “citazione” da Boris
Sotto la pressione delle reazioni, Mereu ha diffuso una nota di scuse, riconoscendo di essere stato “superficiale anche in relazione al ruolo istituzionale” e chiedendo “sincera venia”. Ha sostenuto che il termine usato non sarebbe stato rivolto in senso dispregiativo alle donne, ma ricalcato dalla celebre espressione “cagna maledetta” della serie Boris, presentandolo come citazione ironica e contestuale. L’assessore ha aggiunto: chi lo giudica deve decidere se ritenerlo davvero sessista o riconoscere che sui social si possano usare termini forti per commentare i fatti del giorno. Ha infine ammesso che il linguaggio scelto può aver ferito o fatto sentire sminuite delle donne, assumendosene la responsabilità.
Reazioni politiche e rilievo pubblico del linguaggio usato
La vicenda non è rimasta confinata a una polemica social. Il messaggio di Luca Mereu è stato intercettato e valorizzato politicamente dalle opposizioni nel comune di Sant’Antioco, diventando un caso emblematico sul linguaggio sessista nella sfera pubblica. In particolare, la consigliera comunale Ester Fadda ha trasformato il post in un atto di accusa sul piano etico e istituzionale. Il dibattito si è rapidamente spostato dal merito della performance di Laura Pausini alla responsabilità di chi siede nelle istituzioni quando interviene nel discorso pubblico, anche dal proprio profilo personale.


La scelta delle parole non è stata valutata solo come gaffe, ma come elemento che contribuisce a normalizzare determinati stereotipi di genere.
La critica di Ester Fadda: sessismo e ruolo delle istituzioni
La consigliera di opposizione Ester Fadda ha definito il commento di Mereu “un insulto sessista e volgare, completamente fuori luogo in qualsiasi contesto, ma ancora più grave quando viene da una figura istituzionale”. Ha sottolineato come un simile linguaggio “normalizzi la violenza verbale contro le donne e abbassi il livello del dibattito pubblico”, indipendentemente dal giudizio artistico sulla cerimonia. Secondo Fadda, il problema non è la legittima critica a un’esibizione, ma l’uso di un insulto che colpisce la persona in quanto donna e personaggio pubblico. Da qui la richiesta implicita di un’assunzione di responsabilità più netta da parte dell’assessore rispetto al semplice riferimento alla “citazione”.
Impatto locale e rischio di precedenti nel linguaggio politico
Il caso, pur nascendo in un contesto locale come Sant’Antioco, ha un valore esemplare per molte realtà amministrative italiane. L’utilizzo di espressioni sessiste da parte di esponenti pubblici contribuisce a fissare un precedente comunicativo, rendendo più labile il confine tra satira, citazione pop e offesa. Sul piano politico, episodi di questo tipo possono erodere la fiducia soprattutto tra le elettrici e tra chi chiede maggiore attenzione al linguaggio di genere nelle istituzioni. Anche se la vicenda potrebbe rimanere circoscritta alla cronaca sarda, rappresenta un monito per gli amministratori: i social non sono uno spazio neutro rispetto alla carica ricoperta.
Il contesto: Olimpiadi, immagine dell’Italia e ruolo di Laura Pausini
L’episodio si colloca durante uno degli appuntamenti mediatici più esposti per il Paese: la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. In quel contesto, Laura Pausini, artista italiana tra le più premiate nel mondo, è stata chiamata a interpretare l’inno nazionale davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a un pubblico globale. Le reazioni alla performance sono state polarizzate sui social, fra critiche e apprezzamenti. Il commento di Mereu non si inserisce però nel dibattito tecnico sull’esecuzione, ma lo oltrepassa, spostandosi sul terreno dell’insulto personale. Questo scarto è uno degli elementi che ha reso il caso particolarmente sensibile dal punto di vista mediatico.
La risposta (indiretta) di Laura Pausini e il sostegno di Celine Dion
Laura Pausini non ha commentato il post di Mereu e non risultano repliche dirette all’insulto. Sui propri canali social, la cantante si è limitata a definire un “onore” aver cantato l’Inno di Mameli davanti a Sergio Mattarella e al mondo, concentrandosi sulla portata simbolica dell’evento. In parallelo, ha pubblicato il video di “16 marzo”, brano realizzato in collaborazione con Achille Lauro, proseguendo la propria attività artistica. La sua esibizione olimpica ha inoltre ricevuto un pubblico apprezzamento da parte di Celine Dion, rilanciato anche da Biccy, a testimonianza di come la percezione internazionale dell’artista rimanga fortemente positiva, al di là delle polemiche interne.
Critiche online e percezione pubblica della cerimonia di Milano-Cortina
La performance di Laura Pausini alla cerimonia di Milano-Cortina è stata oggetto di un acceso confronto online, con commenti su stile vocale, arrangiamento dell’inno e scelte registiche. In questo clima polarizzato, il confine tra critica legittima e attacco personale si è rivelato nuovamente fragile. Il caso Mereu mostra come, in un evento che coinvolge simboli nazionali e un’artista di grande visibilità, ogni espressione si carichi di un significato ulteriore, specie quando proviene da figure politiche. Per l’immagine complessiva dell’Italia, la coesistenza di grandi eventi ben curati e uscite istituzionali fuori tono rischia di generare una percezione ambivalente tra orgoglio nazionale e regressione culturale.
FAQ
Chi è Luca Mereu e quale ruolo ricopre?
Luca Mereu è assessore alla cultura del comune di Sant’Antioco, in Sardegna, e come amministratore locale rappresenta l’istituzione in ambito culturale e comunicativo.
Cosa ha scritto Mereu su Laura Pausini?
In un post su Facebook ha definito Laura Pausini “cagna” nel commentare la sua esibizione alle Olimpiadi di Milano-Cortina, inserendo l’insulto in una critica generale alla cerimonia.
Perché il commento è stato considerato sessista?
L’uso del termine offensivo rivolto a una donna, unito al ruolo istituzionale di Mereu, è stato letto come forma di linguaggio sessista che contribuisce a normalizzare la violenza verbale contro le donne.
Qual è stata la difesa di Mereu dopo le polemiche?
Mereu ha parlato di “citazione” della serie Boris, ha riconosciuto superficialità rispetto al suo incarico e ha chiesto scusa a chi si è sentito offeso dal termine usato.
Come ha reagito l’opposizione in consiglio comunale?
La consigliera di opposizione Ester Fadda ha condannato duramente il commento, definendolo insulto sessista e inaccettabile per una figura istituzionale.
Laura Pausini ha risposto all’insulto dell’assessore?
No, Laura Pausini non ha commentato pubblicamente il post; si è concentrata sul significato dell’esibizione e sulle proprie attività artistiche.
Che ruolo ha avuto la cerimonia di Milano-Cortina in questa vicenda?
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026 ha amplificato l’eco del caso, perché l’insulto riguardava una performance simbolica trasmessa in tutto il mondo.
Qual è la fonte originale della notizia su Mereu e Pausini?
La ricostruzione dell’episodio, con il post di Luca Mereu e le reazioni al commento su Laura Pausini, proviene dall’articolo pubblicato su Biccy (biccy.it).
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Michele Ficara Manganelli ✿
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