Mercato azionario svizzero crolla a causa dell’offensiva tariffaria di Trump

Consequenze del dazio americano sul mercato svizzero
Il recente annuncio di dazi da parte degli Stati Uniti ha sollevato preoccupazioni significative per l’economia svizzera, in particolare per gli impatti immediati sul mercato azionario e sulle aziende operanti nel settore import-export. Le nuove tariffe, in particolare la decisione di applicare un dazio del 31% su alcuni prodotti svizzeri, hanno avuto un effetto diretto sull’andamento delle borse. Gli analisti avvertono che la reazione di altri paesi potrebbe innescare un conflitto commerciale, potenzialmente dannoso per l’economia globale. Le imprese svizzere, già colpite dalla pandemia, si trovano ora a dover affrontare un ulteriore stres. I timori di una guerra commerciale potrebbero portare a un aumento dei costi per le aziende e a una diminuzione della competitività sui mercati esteri.
Andamento del mercato azionario
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La Borsa svizzera ha aperto in deciso calo giovedì, con il SMI che ha registrato una perdita del 1.69%, scendendo a 12,375.19 punti. Questa flessione è avvenuta subito dopo l’apertura, quando l’indice ha mostrato un ribasso significativo del 1.45%. Anche l’SLI e l’SPI hanno subito perdite considerevoli, rispettivamente del 2.03% e dell’1.8%. La situazione è preoccupante, considerando che solo un numero limitato di azioni dell’indice leader svizzero ha mantenuto un andamento positivo. Le incertezze economiche legate ai dazi americani stanno influenzando negativamente la fiducia degli investitori, alimentando ulteriori incertezze sul mercato.
Settori colpiti e reazioni delle aziende
Tra i settori più colpiti c’è quello tecnologico, con la società Logitech che ha visto un crollo del 9.9% del suo valore azionario. Questo calo è legato alla struttura operativa dell’azienda, che produce principalmente in Cina e genera una parte significativa delle sue vendite negli Stati Uniti, rendendola vulnerabile ai nuovi dazi. Altre aziende, a seconda della loro esposizione al mercato americano e della posizione della catena di fornitura, potrebbero affrontare sfide simili. La situazione ha scatenato una reazione mista tra gli attori del settore, con molte aziende che stanno riesaminando le loro strategie di vendita e distribuzione in risposta all’incertezza creata dalle nuove politiche tariffarie.
Andamento del mercato azionario
Nella giornata di giovedì, la Borsa svizzera ha registrato un inizio drammatico, riflettendo le crescenti preoccupazioni legate alle nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti. L’indice principale SMI ha mostrato una flessione notevole, con una perdita del 1.69% che ha fatto scivolare il valore a 12,375.19 punti. Questo ribasso è stato preceduto da un’apertura giù del 1.45%, evidenziando l’immediato impatto delle notizie sui mercati. Le ripercussioni si sono estese anche agli altri indici: l’SLI ha fatto segnare una diminuzione del 2.03% e l’SPI dell’1.8%. Solo un limitato numero di titoli all’interno dell’indice leader ha mostrato segnali di tenuta, confermando la precarietà della situazione economica. La sfiducia degli investitori è in aumento, mentre gli operatori di mercato si preparano a un periodo di tumulto, mentre le incertezze persistono.
Settori colpiti e reazioni delle aziende
Il settore tecnologico è emerso come il più vulnerabile a seguito delle nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti. In particolare, Logitech ha subito un crollo significativo del 9.9% nel valore delle sue azioni, a causa della sua struttura commerciale che la rende particolarmente esposta ai dazi. La società, infatti, beneficia notevolmente del mercato statunitense, mentre gran parte della sua produzione è situata in Cina. Tuttavia, non è solo Logitech a riflettere l’instabilità: vari attori industriali stanno rivolgendo attenzione alle loro strategie di approvvigionamento e distribuzione, temendo ripercussioni analoghe. L’incertezza è palpabile, con molte aziende che stanno facendo fatica a pianificare il futuro a causa delle oscillazioni del mercato causate dai dazi statunitensi.
Al di là del settore tecnologico, anche altri comparti, come quello dei beni di consumo e della moda, stanno iniziando a sentire gli effetti della nuova politica tariffaria americana. Diversi marchi svizzeri, che tradizionalmente hanno fatto affidamento sulle vendite in territorio statunitense, sono in allerta. Molte aziende stanno valutando l’adeguatezza dei loro prezzi e cercando modalità di mitigazione dei costi per mantenere la competitività. Con i dazi che potrebbero incidere non solo sui margini di profitto ma anche sulla domanda, le aziende si trovano davanti a scelte strategiche difficili. Queste considerazioni si sommano a una crescente preoccupazione riguardante una potenziale escalation delle tensioni commerciali, capace di condizionare ulteriormente i bilanci delle imprese svizzere coinvolte nel mercato americano.
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