Memoria collettiva, gli eventi imperdibili per capire davvero la Shoah

Indice dei Contenuti:
Giorno della Memoria 2026. Guida agli eventi culturali in ricordo delle vittime della Shoah
Città e luoghi simbolo
Il 27 gennaio 2026 l’Italia torna a interrogarsi sul trauma della Shoah con un calendario di iniziative che unisce ricerca storica, arti performative e percorsi partecipati. A Torino, il Polo del ’900 prolunga fino al 31 gennaio il progetto espositivo “La memoria si rinnova”, che ripercorre, con fotografie e documenti d’archivio, gli ottant’anni dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, offrendo un quadro rigoroso sulle dinamiche di deportazione e sulle forme di testimonianza civile.
La città dedica inoltre il cortile di Palazzo San Daniele alla figura del partigiano e avvocato Bruno Segre, nel secondo anniversario della sua scomparsa, confermando il legame fra antifascismo, diritti e memoria pubblica. In programma anche lo spettacolo “Tutto in me è amore” al Teatro Gobetti, dedicato a Piero Gobetti, e la proiezione in anteprima nazionale di “The Unspoken” di Lothar Herzog e Patricia Hector al Cinema Massimo, lavori che intrecciano biografie resistenziali e riflessione sulle radici culturali dell’odio.
A Colle Val d’Elsa, il “Percorso della Memoria” nelle Stanze intitolate all’antifascista Gracco Del Secco restituisce, attraverso ambienti carcerari e incisioni originali, una rara testimonianza dell’antifascismo di base. Le visite guidate permettono a studenti e cittadini di misurarsi direttamente con i luoghi della repressione, in un itinerario pensato per la didattica della storia e per la comprensione delle prime forme di dissenso al regime.
Arte, archivi e nuove generazioni
A Genova torna la rassegna internazionale di arte contemporanea “SEGRETE Tracce di Memoria”, ideata da Virginia Monteverde e giunta alla XVIII edizione, che utilizza linguaggi visivi, poesia, musica e performance per trasformare la memoria della Shoah in pratica civile. Il complesso di Santa Maria di Castello ospita opere di artisti come Vanni Cuoghi, Luisa Mazza, Diego Pasqualin e Florian Süssmayr, mentre il centro MAIIIM approfondisce il tema della resistenza culturale con la mostra “Resistere a Memoria”.
La rassegna si estende a Milano, Venezia e Budapest: al Memoriale della Shoah di Milano il progetto “Görlitz – Stalag VIII A – 15 gennaio 1941”, con opere di Mimmo Paladino, testi di Sandro Cappelletto e Liliana Segre e musiche di Olivier Messiaen, ricostruisce il rapporto tra internamento, arte e sopravvivenza spirituale. A Venezia, la sede di EMERGENCY alla Giudecca ospita “Tempi di Memoria”, mostra che collega storia e costruzione della pace; a Budapest l’Istituto Italiano di Cultura presenta l’evento “Italia–Ungheria. Il fil rouge della Memoria” con una video-intervista a Edith Bruck, prodotta da Art Commission.
In parallelo, gli Archivi di Stato aprono i loro fondi con programmi coordinati su tutto il territorio nazionale: ad Avellino la mostra “Il controscritto ebreo…” ricostruisce il destino degli internati civili in Irpinia; a Bari il percorso “La Memoria scritta della Shoah” mette in dialogo diari, atti amministrativi e testimonianze. A Roma, l’Archivio di Stato dedica un omaggio allo storico Ermanno Loevinson, vittima delle persecuzioni razziali, restituendo un tassello fondamentale della storiografia ebraica italiana.
Teatri, musica e percorsi urbani
A Milano, il Memoriale della Shoah al Binario 21 propone un open day con visite gratuite, mentre la Casa della Memoria organizza fino al 22 febbraio mostre, letture e incontri dedicati alle deportazioni e alla Resistenza. Il Museo del Risorgimento di Palazzo Moriggia ospita l’installazione sonora “Come vecchi marinai”, riflessione sul ritorno dei sopravvissuti, e un itinerario guidato su Hilda Lepetit, figura chiave nella ricostruzione delle collezioni civiche dopo le leggi razziali.
A Firenze, le visite a MAD Murate Art District riportano l’attenzione sull’ex carcere da cui partirono molti convogli verso i lager, mentre il Museo Novecento propone percorsi tematici che mettono in luce il ruolo di artisti come Mario Mafai, Carlo Levi e Renato Guttuso. Il Memoriale delle deportazioni ospita un’opera immersiva ideata per Auschwitz, accessibile con prenotazione, per una fruizione che unisce rigore storico e coinvolgimento sensoriale.
A Roma, il palinsesto “Memoria genera Futuro” raccoglie oltre quaranta appuntamenti: recital alla Biblioteca Casa delle Letterature con il “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, incontri come “La musica della tortura” al Teatro Torlonia, proiezioni de “La Tregua” al Nuovo Cinema Aquila e di “Paragraph 175” al MACRO, fino a “Il cielo cade” al Palazzo Esposizioni Roma. A Napoli, il Teatro di San Carlo e i Musei Nazionali del Vomero propongono cerimonie ufficiali e concerti curati da orchestre giovanili, ribadendo il ruolo della musica come strumento di educazione civile nel presente.
FAQ
D: Quando si svolgono le principali iniziative in Italia nel 2026?
R: Il nucleo degli eventi è concentrato intorno al 27 gennaio, con estensioni fino a fine febbraio in diverse città.
D: Qual è il ruolo del Memoriale della Shoah di Milano in questa ricorrenza?
R: Il Memoriale propone open day, visite guidate e progetti espositivi che illustrano la storia delle deportazioni dal Binario 21.
D: Perché le rassegne artistiche sono centrali nella commemorazione?
R: L’arte consente una rielaborazione critica della violenza storica, coinvolgendo soprattutto le generazioni più giovani.
D: Gli Archivi di Stato sono accessibili al pubblico per studi e ricerche?
R: Sì, molti Archivi di Stato organizzano mostre documentarie e percorsi didattici aperti a studenti, studiosi e cittadini.
D: Quali città italiane risultano maggiormente coinvolte nel programma?
R: Tra le più attive figurano Torino, Genova, Milano, Firenze, Roma, Napoli, oltre a diversi capoluoghi di provincia.
D: Sono previste iniziative fuori dall’Italia?
R: Sì, in particolare a Budapest, grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e progetti internazionali.
D: Come si può partecipare alle visite guidate più richieste?
R: In molti casi è necessaria la prenotazione online o telefonica; i siti ufficiali delle istituzioni riportano modalità e orari aggiornati.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento per gli eventi descritti?
R: Le informazioni sugli appuntamenti culturali citati sono state originariamente diffuse dal magazine d’arte e cultura Artribune.




