Meloni spinge sull’asse con Merz al vertice Ue per rilanciare il dossier riforme strutturali

Indice dei Contenuti:
Meloni al summit Ue, asse con Merz sulle riforme
Asse Roma-Berlino in primo piano
Alla vigilia del vertice informale dei leader, la premier Giorgia Meloni arriva a Bruxelles forte di una sintonia consolidata con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, maturata nelle ultime settimane. La linea condivisa punta a difendere il dialogo tra alleati occidentali e, allo stesso tempo, a spingere l’Unione europea verso riforme strutturali su governance, bilancio e regole del mercato unico.
Prima dell’inizio dei lavori all’Europa Building, i due leader si incontrano per coordinare il messaggio da portare al tavolo dei Ventisette, con l’obiettivo di presentare una piattaforma comune su competitività e rapidità decisionale. Il giorno successivo il confronto proseguirà a Roma, in un vertice intergovernativo che coinvolgerà 11 ministri italiani e 10 tedeschi, segnando un salto di qualità nella cooperazione bilaterale.
Fonti di Palazzo Chigi sottolineano come l’asse con Berlino punti a rendere strutturale il coordinamento tra i due paesi su dossier chiave, dalla politica industriale alle regole fiscali, per incidere con maggiore peso sulle prossime scelte europee.
Riforme Ue, meno regole e più competitività
Nel paper elaborato da Italia e Germania in vista del ritiro dei leader del 12 febbraio e del Consiglio europeo di marzo, Meloni e Merz propongono un’Europa più veloce, capace di decidere in tempi brevi su emergenze economiche e sfide geopolitiche. Il cuore del documento è la richiesta di ridurre la complessità regolatoria, rafforzare il mercato unico e rimodulare il bilancio Ue in funzione della competitività globale.
L’idea è spostare il baricentro dalle logiche redistributive alla crescita, potenziando strumenti comuni per innovazione, energia e difesa, senza aggiungere nuovi strati burocratici. Il coordinamento tra le due principali economie dell’area euro mira a evitare veti incrociati e lentezze procedurali che, negli ultimi anni, hanno frenato la risposta Ue a crisi commerciali e tensioni internazionali.
A Davos, lo stesso Merz ha riconosciuto la convergenza con l’Italia, parlando di “nuove idee per cambiare l’Unione europea” e indicando la riforma delle regole come condizione per preservare la credibilità del progetto comunitario sui mercati e nello scacchiere geopolitico.
Dazi, strumenti Ue e dossier Medio Oriente
Il clima al summit è reso meno teso dal dietrofront dell’ex presidente Usa Donald Trump sui dazi verso i paesi europei favorevoli al sostegno alla Groenlandia, mossa accolta con favore da Meloni. Merz lega la retromarcia statunitense a unità e determinazione mostrata dall’Europa, sostenendo che la compattezza tra Ue e Stati Uniti resti decisiva nei tempi difficili attuali.
Nonostante il parziale allentamento delle tensioni commerciali, fonti europee ricordano che lo scenario resta “volatile” e confermano la disponibilità degli strumenti di difesa dell’Ue, incluso il meccanismo anti-coercizione. Le misure non vengono archiviate: restano sul tavolo per essere attivate se necessario, sostenute – spiegano i funzionari – da una larga maggioranza degli Stati membri.
Al tavolo entra anche il Board of Peace per Gaza lanciato da Trump, rispetto al quale prevalgono perplessità tra le capitali europee. Meloni esclude che Italia e Ue debbano autoescludersi dal processo, ma richiama i nodi di costituzionalità e le criticità giuridiche che al momento impediscono una firma italiana.
FAQ
D: Qual è il ruolo di Giorgia Meloni al summit europeo?
R: La premier partecipa al vertice informale dei leader Ue portando una linea incentrata su dialogo tra alleati e riforme strutturali dell’Unione.
D: In cosa consiste l’asse tra Italia e Germania?
R: Roma e Berlino coordinano posizioni su riforme Ue, mercato unico e competitività, presentando proposte comuni ai partner.
D: Che cosa chiedono Meloni e Merz per la riforma dell’Unione europea?
R: Puntano a un’Europa più rapida nelle decisioni, con meno burocrazia e un bilancio orientato alla crescita.
D: Perché il clima sui dazi Usa è cambiato?
R: Il dietrofront di Donald Trump sui dazi verso alcuni paesi europei è attribuito alla compattezza mostrata dall’Ue nelle ultime settimane.
D: Quali strumenti di difesa commerciale mantiene pronti l’Ue?
R: Restano attivabili gli strumenti anti-coercizione e altri meccanismi di risposta a pressioni o misure discriminatorie di paesi terzi.
D: Che cos’è il Board of Peace per Gaza?
R: È un’iniziativa proposta da Donald Trump per il dossier mediorientale, su cui diversi paesi europei hanno espresso forti dubbi.
D: Perché l’Italia non ha ancora aderito al Board of Peace?
R: Roma segnala questioni di costituzionalità e criticità giuridiche che al momento non consentono la firma.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle informazioni citate?
R: I contenuti riportati derivano e sono rielaborati da una notizia dell’agenzia Askanews diffusa da Bruxelles.




