Meloni sollecita voto parlamentare sulle difese ai paesi del Golfo

Meloni chiede il voto del Parlamento sulla crisi Iran-Usa-Israele
Chi: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, la maggioranza di governo e le opposizioni.
Cosa: richiesta di un voto parlamentare di indirizzo su aiuti difensivi ai Paesi del Golfo, nel quadro dell’escalation dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran.
Dove: tra Palazzo Chigi, Camera, Senato e Quirinale, con interlocuzioni internazionali dai Paesi del Golfo e dagli Emirati Arabi Uniti.
Quando: vertici e consultazioni nella giornata del 4 marzo; comunicazioni di Tajani e Crosetto alle Camere previste per domani.
Perché: definire una “cornice parlamentare” alle decisioni su forniture difensive (come sistemi anti‑drone e Samp-T) e gestire l’impatto politico interno, evitando nuove fratture nella maggioranza e con l’opinione pubblica.
In sintesi:
- Meloni chiede un voto parlamentare di indirizzo sugli aiuti difensivi ai Paesi del Golfo.
- Tajani e Crosetto riferiranno in Aula su crisi mediorientale ed esigenze dei Paesi del Golfo.
- Nessuna richiesta “al momento” di uso di basi italiane da parte di Usa o Nato.
- Nel centrodestra cresce il timore che la crisi oscuri il referendum e penalizzi il sì.
Vertice a Palazzo Chigi, voto sulle risoluzioni e strategia di governo
La giornata di Giorgia Meloni si è aperta con un vertice a Palazzo Chigi con intelligence e ministri, ed è terminata al Quirinale per un confronto con il presidente della Repubblica. In mezzo, un incontro con il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, snodo cruciale nello scacchiere del Golfo.
La premier, che ha definito questi come *“giorni difficili”* durante un evento della Banca d’Italia dedicato all’Africa, ha scelto di chiedere al Parlamento una legittimazione formale. Domani il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto riferiranno prima alla Camera e poi al Senato “sull’evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo”.
Per volontà diretta di Meloni, si userà lo strumento delle “comunicazioni”, che comporta la presentazione di risoluzioni e quindi un voto. L’obiettivo è fornire una “cornice parlamentare” alle scelte imminenti, in particolare sulle richieste di sistemi anti‑drone e Samp‑T avanzate dai Paesi del Golfo, finora molto curati dalla premier sul piano diplomatico.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi, Alfredo Mantovano, ha precisato che “al momento” non è arrivata alcuna richiesta da parte di Usa e Nato di utilizzare le basi militari italiane. Tuttavia, il quadro è considerato in “continua evoluzione”. In serata, il ministro Tajani ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Marco Rubio, segnale che il dossier resta in costante aggiornamento.
Per l’eventuale invio di strumenti difensivi ai Paesi del Golfo non si punta al decreto legge. Il governo intende fondarsi su una risoluzione parlamentare come atto di indirizzo politico sufficiente, integrato da un “atto informativo” al Copasir, all’interno del quadro normativo che proroga le missioni italiane nell’area. Il testo, in fase di definizione tra Palazzo Chigi e ministero della Difesa, dovrebbe restare su riferimenti generici alle forniture, con l’auspicio di un consenso il più possibile trasversale, anche da parte delle opposizioni, evitando un nuovo caso simile al fronte ucraino.
Equilibri interni, referendum e incognite politiche per la maggioranza
Accanto ai rischi geopolitici, nella maggioranza cresce la preoccupazione per le ricadute interne. Il leader della Lega Matteo Salvini, collegato da remoto al vertice del mattino e poi in comizio a Latina, ha sintetizzato il timore economico e politico: *“La domanda che mi faccio come Italia e come Europa è quanti fronti aperti possiamo tenere contemporaneamente senza che saltino i bilanci di famiglie e aziende”*.
La crisi mediorientale, con l’intervento diretto di Usa e Israele contro l’Iran, rischia anche di sterilizzare l’attenzione sul referendum. Nei calcoli del centrodestra, un’affluenza bassa ridurrebbe le probabilità di vittoria del sì, trasformando la consultazione nella prima vera sconfitta politica del blocco. In questo quadro, resta ancora incerta la presenza di Giorgia Meloni all’evento organizzato da Fratelli d’Italia a Milano il 12 marzo, che potrebbe diventare un test sensibile sulla percezione dell’elettorato rispetto alla gestione del nuovo conflitto.
FAQ
Cosa vota il Parlamento sugli aiuti ai Paesi del Golfo?
Il Parlamento voterà una risoluzione di indirizzo sulle possibili forniture difensive, come sistemi anti‑drone e Samp‑T, ai Paesi del Golfo.
L’Italia ha concesso l’uso delle proprie basi militari?
No, al momento non è arrivata alcuna richiesta formale da Usa o Nato, né il governo ha autorizzato l’uso di basi italiane.
Perché non viene usato un decreto legge per gli aiuti difensivi?
Perché il governo ritiene sufficiente una risoluzione parlamentare d’indirizzo, integrata da informativa al Copasir, dentro il quadro missioni esistenti.
Qual è il ruolo dei sistemi Samp-T nella strategia italiana?
I Samp‑T sono sistemi di difesa aerea europei, considerati cruciali per proteggere infrastrutture e spazi aerei da missili e droni ostili.
Quali sono le fonti di questo articolo sulla crisi mediorientale?
L’articolo deriva da elaborazione redazionale di notizie tratte congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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