Meloni chiama la madre del bimbo trapiantato e promette giustizia

Indagine sul trapianto al Monaldi: il nodo del contenitore
Le indagini della Procura di Napoli sul caso del bimbo di due anni ricoverato in terapia intensiva dal 23 dicembre al Monaldi si stanno concentrando sul percorso clinico e logistico che ha portato all’impianto di un cuore danneggiato. Al centro dell’inchiesta vi è il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo, descritto come un box simile a quelli impiegati per mantenere le bibite fresche, privo di sistemi avanzati di controllo e monitoraggio della temperatura. Secondo gli inquirenti, tale dispositivo sarebbe ormai fuori standard rispetto alle linee guida acquisite dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, con possibili ricadute sulla sicurezza del trapianto e sulla tracciabilità delle condizioni dell’organo durante tutte le fasi di trasferimento.
La ricostruzione della catena decisionale e operativa è considerata decisiva per chiarire eventuali responsabilità cliniche, organizzative e gestionali.
Perché il box refrigerante è ritenuto inadeguato
Il contenitore utilizzato, descritto come analogo a un box per bibite, non avrebbe integrato sistemi elettronici di monitoraggio continuo della temperatura, oggi considerati standard nelle procedure di trasporto di organi. Ciò limita la possibilità di verificare in modo oggettivo se il cuore sia stato mantenuto in un intervallo termico costante e corretto. Gli inquirenti valutano se tale scelta configuri uno scostamento rilevante dalle linee guida nazionali e internazionali e se l’assenza di tracciamento digitale abbia impedito di individuare per tempo eventuali criticità durante il tragitto.
La natura “anacronistica” del box è uno dei punti chiave per accertare se siano state adottate tutte le cautele tecnologiche disponibili.
Focus su ghiaccio e ipotermia dell’organo
Gli accertamenti tecnici riguardano anche la tipologia di ghiaccio impiegata per mantenere l’organo in ipotermia controllata. Gli inquirenti intendono capire se siano stati usati materiali idonei a garantire una temperatura stabile e sicura, evitando sia il congelamento dei tessuti sia un riscaldamento eccessivo. Il ruolo dei rabbocchi di ghiaccio, inclusi quelli effettuati a Bolzano, è oggetto di approfondimento da parte del Nas. Si valutano tempi di contatto, modalità di posizionamento e compatibilità con i protocolli di trapianto cardiaco pediatrico, per stabilire se l’ipotermia sia stata gestita correttamente in ogni fase.
La telefonata di Giorgia Meloni e il fronte istituzionale
Accanto al lavoro della magistratura, il caso ha assunto una forte rilevanza istituzionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha contattato telefonicamente la madre del bambino, Patrizia Mercolino, esprimendo vicinanza e impegno sul piano umano e politico. La telefonata, resa nota dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, evidenzia l’attenzione del governo sia sulla tutela del piccolo paziente sia sulla necessità di un accertamento rapido e trasparente delle responsabilità. Il quadro complessivo intreccia dunque profili sanitari, giudiziari e istituzionali, con forti aspettative di chiarezza da parte dell’opinione pubblica.


La priorità clinica resta individuare un nuovo cuore compatibile, mentre sul piano giudiziario si attendono gli sviluppi delle audizioni già calendarizzate.
Le parole di Meloni e la richiesta di giustizia
Nel corso della telefonata, Giorgia Meloni avrebbe assicurato alla madre del bambino: «Avrete giustizia». La premier ha sottolineato che la ricerca di eventuali responsabilità attraverso l’inchiesta della magistratura è un obiettivo condiviso anche dal governo, qualora emergano elementi concreti. Patrizia Mercolino ha ringraziato la presidente del Consiglio ribadendo che, in questa fase, la sua unica priorità è «avere un cuore nuovo per mio figlio, e vederlo tornare a casa guarito».
Secondo quanto riferito, Meloni ha rimarcato che è in corso ogni sforzo possibile per individuare un cuore compatibile, ribadendo la centralità dell’assistenza clinica immediata rispetto a qualsiasi altra considerazione.
Il ruolo dell’avvocato della famiglia
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, svolge un ruolo cruciale di raccordo tra i genitori, le istituzioni sanitarie e gli inquirenti. Ha reso noto il contenuto essenziale della telefonata tra Giorgia Meloni e Patrizia Mercolino, sottolineando l’impegno a garantire piena collaborazione con la Procura di Napoli. La difesa si concentra sulla tutela dei diritti del minore e sulla verifica rigorosa del rispetto dei protocolli di trapianto in ogni fase. Petruzzi segue da vicino l’evoluzione del fascicolo, vagliando gli atti tecnici e predisponendo eventuali istanze per accertamenti indipendenti, al fine di consolidare una ricostruzione probatoria il più possibile completa e verificabile.
Gli sviluppi dell’inchiesta e le responsabilità in valutazione
L’indagine coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci mira a ricostruire l’intera catena delle decisioni assunte il giorno dell’espianto, quando l’équipe da Napoli si è recata a Bolzano per il prelievo del cuore, in un contesto di prelievo multiplo di organi. Le verifiche riguardano sia il trasporto sia la gestione dell’organo prima e dopo l’intervento al Monaldi. Al momento risultano iscritti nel registro degli indagati sei componenti delle due équipe napoletane, una dedicata all’espianto e una al trapianto. Il numero, precisano fonti giudiziarie, potrebbe crescere se dovessero emergere ulteriori profili di responsabilità anche nella struttura altoatesina.
Parallelamente, vengono raccolte testimonianze e documentazione tecnica sui protocolli applicati.
Audizioni, dimissioni e nuovi accertamenti
Lunedì è stato ascoltato, come persona informata sui fatti, il cardiologo che seguiva clinicamente il bambino e che si è dimesso sei giorni dopo l’intervento dall’incarico di responsabile del follow-up post operatorio. La Procura valuta il suo ruolo nel percorso assistenziale e nella gestione delle fasi successive al trapianto. Nei prossimi giorni verranno sentite altre persone informate sui fatti, inclusi i professionisti coinvolti nella logistica, nell’anestesia e nella chirurgia. Le audizioni mirano a integrare la documentazione clinica con una cronologia dettagliata delle decisioni prese in tempo reale.
I controlli del Nas e il fronte di Bolzano
Ulteriori accertamenti sono stati delegati ai Nas, con particolare attenzione a quanto avvenuto a Bolzano, dove sarebbe stato effettuato un rabbocco di ghiaccio nel contenitore usato per il trasferimento del cuore. Gli investigatori intendono verificare chi abbia materialmente gestito questa operazione, quali istruzioni siano state impartite e se siano stati rispettati i protocolli di sicurezza termica per un organo così delicato. Si analizzano inoltre registri interni, eventuali tracciature di temperatura e procedure locali, per valutare se anche nella fase altoatesina possano emergere profili di responsabilità penale o disciplinare collegati al danneggiamento dell’organo trapiantato.
FAQ
Qual è lo stato di salute attuale del bambino
Il bimbo di due anni è ricoverato in terapia intensiva al Monaldi dal 23 dicembre, dopo l’impianto di un cuore risultato danneggiato. Le condizioni sono monitorate costantemente dal team specialistico di cardiologia e terapia intensiva pediatrica.
Perché il contenitore per il cuore è al centro dell’indagine
Il box, simile a quelli per le bibite fresche e privo di monitoraggio elettronico della temperatura, è ritenuto “anacronistico” rispetto agli standard attuali. La Procura di Napoli valuta se l’uso di tale contenitore abbia contribuito al danneggiamento dell’organo.
Chi coordina l’inchiesta giudiziaria
L’indagine è coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci presso la Procura di Napoli. A supporto operano anche i militari del Nas, incaricati degli accertamenti tecnici su trasporto e conservazione.
Quante persone sono attualmente indagate
Al momento risultano sei indagati, tutti componenti delle due équipe di Napoli che hanno curato espianto e trapianto. Il numero potrebbe aumentare se emergessero ulteriori responsabilità, anche presso la struttura di Bolzano.
Che cosa ha detto Giorgia Meloni alla madre del bambino
La premier Giorgia Meloni ha telefonato a Patrizia Mercolino assicurando: «Avrete giustizia». Ha inoltre ribadito che si sta facendo il possibile per trovare un cuore compatibile e garantire al piccolo la migliore assistenza disponibile.
Qual è la posizione della famiglia attraverso il loro avvocato
L’avvocato Francesco Petruzzi rappresenta la famiglia e chiede accertamenti completi e trasparenti su ogni fase del trapianto. La priorità indicata dalla madre resta la possibilità di ottenere un nuovo cuore e il ritorno a casa del figlio in condizioni di salute stabili.
Perché Bolzano è rilevante nell’inchiesta
A Bolzano è avvenuto l’espianto del cuore e, secondo gli accertamenti, un rabbocco di ghiaccio nel contenitore prima del trasferimento verso Napoli. Gli inquirenti valutano se le procedure adottate siano state pienamente conformi alle linee guida.
Qual è la fonte principale delle informazioni sul caso
Le informazioni qui sintetizzate derivano dall’articolo originale di cronaca pubblicato il 17 febbraio 2026, che riportava gli sviluppi dell’indagine sul trapianto al Monaldi e le dichiarazioni di Giorgia Meloni, Patrizia Mercolino e dell’avvocato Francesco Petruzzi.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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