Mediaset rilancia l’offensiva contro Fabrizio Corona e chiede lo stop a social network e smartphone

Indice dei Contenuti:
Caso Fabrizio Corona, Mediaset passa all’azione: chiesto il blocco dei social e del cellulare
Mediaset rompe gli indugi
La rottura tra Mediaset e Fabrizio Corona entra in una fase giudiziaria esplosiva, con un esposto formale depositato alla Procura di Milano. Nel mirino finiscono i contenuti pubblicati nel format online “Falsissimo”, dove l’ex “re dei paparazzi” ha rivolto accuse frontali contro i vertici del gruppo televisivo e alcuni volti simbolo. Le contestazioni delle toghe interne a Cologno Monzese parlano di presunte diffamazioni e minacce, veicolate attraverso video e post social dall’enorme risonanza mediatica.
Tra i soggetti indicati figurano Pier Silvio Berlusconi e Marina Berlusconi, ritenuti bersagli diretti di allusioni e riferimenti considerati lesivi. A loro si aggiunge Alfonso Signorini, conduttore del Grande Fratello e volto chiave del Biscione, più volte evocato nelle clip oggetto d’indagine. Il colosso televisivo sostiene che le esternazioni vadano ben oltre la critica aspra, trasformandosi in un attacco sistematico alla reputazione aziendale.
La Procura è ora chiamata a verificare se i contenuti rientrino nel perimetro di diritto di cronaca e diritto di critica, oppure se abbiano valicato la soglia della legalità. In gioco non c’è solo la responsabilità individuale, ma anche il confine tra libertà d’espressione e campagne d’odio veicolate via social.
La richiesta di blocco digitale
Il gruppo di Cologno Monzese non si limita a denunciare, ma avanza una richiesta drastica: una misura di prevenzione personale che punti a congelare gli strumenti comunicativi di Fabrizio Corona. Nel dettaglio, l’istanza chiede alla magistratura il blocco dell’uso dei social, a partire da Instagram, e una limitazione rigida dell’accesso allo smartphone. L’obiettivo è tagliare la filiera di produzione e diffusione dei video di “Falsissimo”, ritenuti potenzialmente reiterabili e sempre più lesivi.
Secondo la linea difensiva di Mediaset, l’azione preventiva sarebbe necessaria per evitare ulteriori danni d’immagine ai vertici aziendali e ai personaggi coinvolti. La logica è quella del “rischio concreto di recidiva mediatica”, un terreno ancora poco esplorato nel diritto italiano, ma sempre più centrale nell’era delle piattaforme digitali. Per i giuristi, il caso potrebbe aprire un precedente sul controllo giudiziario dei canali social.
Il nodo cruciale sarà dimostrare che la limitazione degli strumenti digitali non si trasformi in censura generalizzata, ma rimanga una misura mirata e proporzionata. La Procura di Milano dovrà bilanciare tutela della reputazione, sicurezza dei singoli e diritti fondamentali.
Indagini, nuovi nomi e scenari
Parallelamente alla posizione di Fabrizio Corona, l’inchiesta si allarga a nuove figure orbitanti attorno al progetto editoriale digitale. Tra queste compare Alessandro Piscopo, ex manager del modello Antonio Medugno, indicato come l’uomo che avrebbe consegnato a Corona le chat private tra il giovane influencer e Alfonso Signorini. Queste conversazioni sono state mostrate nella prima puntata dell’inchiesta online “Il prezzo del successo”, alimentando lo scandalo mediatico.
Secondo la ricostruzione resa pubblica da Antonio Medugno in un’intervista su Rai 3 e ribadita sui social, il trasferimento delle chat sarebbe avvenuto senza il suo consenso. Questo elemento apre il fronte dei presunti illeciti legati al trattamento dei dati e alla divulgazione di materiale privato a fini di spettacolarizzazione. Per gli inquirenti, la catena di passaggi delle conversazioni è cruciale per definire responsabilità e ruoli nel “sistema” che alimenta i format digitali di denuncia.
In parallelo, le uscite di Corona in tv – come l’intervento da Massimo Giletti, dove ha accusato Signorini di essere parte di un “sistema di potere da distruggere” – consolidano l’immagine di uno scontro frontale. Sul tavolo resta il tema dell’uso delle inchieste online come arma mediatica contro personaggi pubblici.
FAQ
D: Perché Mediaset si è rivolta alla Procura di Milano?
R: Per contestare a Fabrizio Corona presunte diffamazioni e minacce legate ai contenuti diffusi nel format online.
D: Cosa chiede esattamente Mediaset contro Corona?
R: Il gruppo ha chiesto una misura di prevenzione che limiti o blocchi l’uso dei social e dello smartphone da parte dell’ex paparazzo.
D: Quali figure aziendali sarebbero state bersaglio delle accuse?
R: In particolare Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi e Alfonso Signorini, ritenuti destinatari di allusioni offensive.
D: Che cos’è il format “Falsissimo”?
R: È il progetto online di Fabrizio Corona in cui vengono pubblicati video-inchieste e contenuti polemici su personaggi dello spettacolo e della tv.
D: Perché si parla di blocco dei social come misura di prevenzione?
R: Perché la richiesta punta a impedire la reiterazione delle condotte contestate, intervenendo sulla principale piattaforma di diffusione.
D: Chi è Alessandro Piscopo e perché è coinvolto?
R: È l’ex manager di Antonio Medugno, indagato per aver fornito a Corona le chat tra il modello e Alfonso Signorini.
D: Cosa ha dichiarato Antonio Medugno sulle chat diffuse?
R: Ha sostenuto che il passaggio dei messaggi a terzi sarebbe avvenuto senza il suo consenso, denunciando una violazione della privacy.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della vicenda?
R: Le informazioni derivano da ricostruzioni pubblicate dalla stampa nazionale, in particolare da articoli di Dagospia e quotidiani italiani che hanno seguito il caso.




