Mediaset blocca Falsissimo all’ultimo minuto, Corona esplode e minaccia tutto

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Nuovo scontro tra Corona e Mediaset
Le ultime mosse di Fabrizio Corona hanno riacceso lo scontro con Mediaset e con diversi volti noti del Biscione, generando un caso mediatico e giudiziario di forte impatto. In pochi giorni, il nuovo episodio del format online ha raggiunto milioni di visualizzazioni, confermando l’attenzione del pubblico verso l’ex re dei paparazzi e verso le sue rivelazioni sui protagonisti della tv commerciale italiana. Il successo numerico, però, è stato immediatamente accompagnato da una reazione dura delle controparti citate nei video.
Le prime puntate dedicate a Alfonso Signorini erano già finite nel mirino del Tribunale di Milano, che aveva disposto un’inibitoria alla pubblicazione di nuovi contenuti ritenuti lesivi della reputazione del direttore di Chi. A distanza di pochi giorni, è arrivato un secondo stop: l’episodio numero 21, incentrato su Pier Silvio Berlusconi, su Mediaset e su alcuni volti simbolo dell’azienda, è stato rimosso da YouTube e dalle piattaforme social dopo la segnalazione per violazione di copyright.
La scelta delle big tech di oscurare il video ha spostato il dibattito dal terreno del gossip a quello del diritto d’autore e della responsabilità degli editori digitali. Per Corona si tratta di un nuovo capitolo in una lunga storia di conflitti con il sistema televisivo e giudiziario italiano, che ora coinvolge anche le policy internazionali delle piattaforme.
Diffida, copyright e responsabilità legale
Il gruppo Mediaset, dopo la pubblicazione del contestato episodio 21, ha diffuso un comunicato in cui ha definito “false e diffamatorie” le affermazioni di Fabrizio Corona, annunciando azioni legali nelle sedi competenti. Parallelamente, l’azienda di Cologno Monzese ha inviato una diffida a Meta e YouTube per uso non autorizzato di immagini e clip tratti dai propri programmi, contestando una violazione del diritto d’autore che le piattaforme hanno ritenuto fondata.
Nei video incriminati comparivano spezzoni di trasmissioni come l’intervista di Alfonso Signorini a Silvia Toffanin a Verissimo, oltre a immagini di altri format del Biscione. In assenza di licenze o accordi di fair use compatibili con la normativa europea, l’uso di tali contenuti può configurare una violazione di copyright, legittimando la richiesta di rimozione. È proprio su questo punto che Mediaset ha costruito il proprio intervento tecnico presso le piattaforme.
Dal punto di vista giuridico, la vicenda incrocia due piani distinti: da un lato le azioni civili per presunta diffamazione e lesione dell’immagine, dall’altro la tutela stretta del catalogo audiovisivo attraverso gli strumenti messi a disposizione dal diritto d’autore. La misura d’urgenza sul caso Signorini e la successiva rimozione per copyright delineano una strategia legale multilivello, che mira a contenere l’esposizione di contenuti considerati lesivi o non autorizzati.
Impatto mediatico, social e reputazione
La rimozione dell’episodio 21 non ha fermato il dibattito online: tra commenti, condivisioni e ricostruzioni sui social, il caso ha alimentato ulteriormente la visibilità di Fabrizio Corona e del suo format. Personalità del settore come Giuseppe Candela, Davide Maggio e altri osservatori televisivi hanno contribuito a dare cornice giornalistica alla vicenda, evidenziando il confine sempre più labile tra inchiesta, intrattenimento e contenuto virale.
Sul fronte opposto, diversi volti tv legati a Mediaset, da Valeria Marini a ex protagoniste di programmi come Passaparola, hanno preso posizione sui social, chi per difendere Alfonso Signorini, chi per smentire o ridimensionare le narrazioni circolate nei video. Il risultato è un ecosistema informativo frammentato, in cui dirette Instagram, storie e chat private diventano materiale di cronaca e, talvolta, di prova nei procedimenti legali.
Per le piattaforme come YouTube e Meta, la gestione di casi simili diventa un banco di prova sulla moderazione dei contenuti borderline: materiale visto da milioni di utenti può essere rimosso in poche ore, lasciando tracce solo in screenshot e repost. Per il pubblico, abituato a consumare informazione e intrattenimento in tempo reale, la vicenda rappresenta un promemoria su quanto la permanenza di un contenuto online sia tutt’altro che garantita e possa dipendere da equilibri complessi tra libertà di espressione, tutela della reputazione e rispetto del copyright.
FAQ
D: Perché l’episodio 21 è stato rimosso dalle piattaforme?
R: È stato oscurato dopo la segnalazione di Mediaset per presunta violazione di copyright su immagini e clip di programmi di sua proprietà.
D: Cosa aveva deciso il Tribunale di Milano sui video precedenti?
R: Il giudice ha emesso un’inibitoria che vieta a Fabrizio Corona di pubblicare nuovi contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini.
D: Che ruolo hanno avuto YouTube e Meta nella vicenda?
R: Hanno applicato le proprie policy sul copyright, rimuovendo i contenuti dopo la diffida formale ricevuta da Mediaset.
D: Le affermazioni di Corona sono state definite diffamatorie?
R: Nel comunicato, Mediaset ha parlato di notizie false e diffamatorie, annunciando azioni legali nelle sedi opportune.
D: È sempre legale usare spezzoni di programmi tv nei video online?
R: No, servono diritti o eccezioni specifiche di legge; in mancanza, l’uso può violare il copyright del broadcaster titolare.
D: Come ha reagito Corona alla rimozione dell’episodio?
R: Ha commentato sui social denunciando l’intervento di Mediaset e parlando di presunta violazione del copyright come motivo ufficiale.
D: Che impatto ha avuto il caso su Google News e Discover?
R: L’elevato interesse pubblico e il coinvolgimento di personaggi noti hanno generato una forte copertura sui principali siti di informazione e aggregatori di notizie.
D: Qual è la fonte principale delle ricostruzioni sul caso?
R: La cronaca e le analisi sono state elaborate a partire da contenuti e informazioni pubblicati da Nexilia e dai media che hanno seguito da vicino la vicenda.




