Maturità, attesa febbrile per le nuove materie: svolta su seconda prova e orale

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Maturità 2026, conto alla rovescia per le materie: cosa annuncerà il ministero. Dalla seconda prova alle quattro discipline dell?orale, tutte le novità
Calendario e attesa per le decisioni del ministero
Nel pomeriggio di martedì 27 gennaio 2026, accedendo alla sezione dedicata all’esame di Stato sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, gli studenti hanno trovato un messaggio di «manutenzione programmata» al posto delle consuete informazioni operative.
Per chi affronterà la Maturità di giugno, quel banner è il segnale che la pubblicazione delle discipline è imminente: la schermata coincide da anni con le ore che precedono il decreto sulle prove scritte e sul colloquio. La scadenza normativa impone che il provvedimento con l’elenco ufficiale venga firmato e reso pubblico entro il 31 gennaio, termine che da quest’anno assume valore vincolante e non più solo indicativo.
Il documento ministeriale specificherà per ciascun indirizzo la disciplina oggetto della seconda prova scritta, distinta per licei, istituti tecnici e professionali, e indicherà contestualmente le quattro materie del colloquio, nuovo perno della parte orale. Il calendario è già fissato: prima prova nazionale il 18 giugno 2026, seconda prova il 19, quindi avvio dei colloqui a seguire secondo il calendario definito dalle singole commissioni scolastiche.
La pubblicazione delle materie consentirà ai maturandi di ricalibrare lo studio degli ultimi mesi, concentrando il ripasso sugli snodi disciplinari che faranno testo in sede di valutazione finale e pianificando con maggiore precisione simulazioni, verifiche interne e strategie di preparazione mirata.
Nuovo orale, obblighi di partecipazione e commissioni
Con la sessione 2026 prende forma un colloquio radicalmente ripensato: sparisce l’interrogazione “a tappeto” su tutte le discipline dell’ultimo anno e si introduce un esame incentrato su quattro materie specifiche, selezionate annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e rese note insieme alle prove scritte.
L’obiettivo dichiarato è limitare l’ampiezza dei contenuti per guadagnare in profondità, favorendo analisi, argomentazione e collegamenti critici. Le altre discipline non sono escluse dal giudizio complessivo: incidono attraverso il credito scolastico triennale, che pesa in modo decisivo sul voto finale di Maturità. È un ritorno a un modello più selettivo, pensato per valorizzare il percorso continuativo e non la sola performance d’esame.
Sul fronte della partecipazione, dopo le proteste e i casi di boicottaggio registrati alla Maturità 2025, la linea si irrigidisce: chi rifiuta volontariamente di sostenere una prova o si presenta dichiarando di non voler rispondere viene considerato non ammesso e quindi respinto. La normativa distingue però la scelta deliberata dal blocco emotivo: lo studente paralizzato da ansia o difficoltà psicologiche non viene equiparato a chi diserta per protesta, lasciando spazio a interventi di supporto e a una valutazione caso per caso da parte dei consigli di classe e delle commissioni.
Cambiano anche gli organici delle commissioni: l’esame sarà gestito da cinque membri, due interni, due esterni e un presidente esterno. La riduzione del numero di componenti punta a rendere più agile l’organizzazione, ridurre i costi e responsabilizzare maggiormente ogni commissario nella lettura complessiva del percorso di ciascun candidato.
Educazione civica, Pcto, curriculum e ritorno alla “Maturità”
Nel colloquio del 2026 guadagnano centralità l’educazione civica e i percorsi scuola-lavoro, tornati alla dicitura originaria di “percorsi per il lavoro” all’interno dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (Pcto). Le commissioni potranno approfondire le esperienze svolte in azienda, enti del terzo settore o istituzioni, verificando consapevolezza, competenze trasversali e ricadute sul progetto formativo personale.
Un altro tassello è il curriculum dello studente, che consente di valorizzare attività certificate svolte fuori dall’aula – corsi, certificazioni linguistiche, impegno nel volontariato, esperienze sportive di alto livello – purché documentate e coerenti con il quadro formativo. Proprio su questo punto si concentra il dibattito tra dirigenti e docenti: il rischio è che il peso delle opportunità extrascolastiche allarghi il divario tra chi vive in contesti ricchi di occasioni e chi deve confrontarsi con situazioni economiche o territoriali più ristrette.
Sul piano simbolico, la riforma reintroduce ufficialmente la denominazione di “esame di Maturità”, abbandonando l’etichetta più neutra di esame di Stato conclusivo del secondo ciclo. La scelta, rivendicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, intende sottolineare il valore di passaggio alla vita adulta, in termini di responsabilità, autonomia di giudizio e capacità di assumersi impegni complessi.
La combinazione di nuove regole per l’orale, obbligo stringente di partecipazione a tutte le prove, commissioni più leggere e maggior peso delle esperienze formative complessive delinea un esame che vuole essere meno nozionistico e più aderente alle competenze ritenute chiave per l’ingresso nel mondo universitario e del lavoro.
FAQ
D: Quando saranno rese note le materie della seconda prova?
R: Il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito deve essere pubblicato entro il 31 gennaio 2026, con l’elenco delle discipline per ogni indirizzo.
D: Cosa indica il messaggio di manutenzione sul sito ministeriale?
R: È il segnale che precede tradizionalmente la pubblicazione delle materie d’esame e annuncia l’aggiornamento dell’area dedicata alla Maturità.
D: Quali sono le date delle prove scritte?
R: La prima prova nazionale è fissata al 18 giugno 2026, mentre la seconda prova di indirizzo si svolgerà il 19 giugno 2026.
D: Come funziona il nuovo colloquio?
R: L’orale verterà su quattro discipline individuate dal ministero, oltre a educazione civica, esperienze Pcto e parti rilevanti del curriculum dello studente.
D: Cosa accade se uno studente rifiuta di sostenere una prova?
R: Il rifiuto volontario comporta la bocciatura automatica, perché l’esame è considerato obbligatorio in tutte le sue componenti.
D: Il blocco per ansia è equiparato al boicottaggio?
R: No, la normativa distingue tra protesta consapevole e difficoltà emotive, lasciando spazio a una valutazione specifica del caso da parte di docenti e commissione.
D: Qual è la composizione della commissione d’esame nel 2026?
R: Le commissioni saranno composte da cinque membri: due interni, due esterni e un presidente esterno.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento su queste novità?
R: Le informazioni sono state riprese e rielaborate a partire da un articolo di cronaca scolastica pubblicato su un quotidiano nazionale, in collegamento con le comunicazioni ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito.




