Massimo Giletti analizza Barbara d’Urso e Pier Silvio Berlusconi
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Massimo Giletti interviene sul caso Barbara d’Urso e la strategia di Pier Silvio
Nel pieno del contenzioso legale tra Barbara d’Urso e Mediaset, il giornalista Massimo Giletti ha commentato il caso in un’intervista a La Nuova Sardegna. L’intervento arriva dopo la scelta di Pier Silvio Berlusconi di sostituire la conduttrice con Myrta Merlino a Pomeriggio 5 e di lasciarla senza programmi sulle reti del Biscione. Giletti, figura di riferimento del giornalismo televisivo italiano, riconosce il dispiacere per l’assenza di d’Urso dal video, pur non condividendone appieno il linguaggio televisivo. Parallelamente esprime apprezzamento per la gestione industriale di Pier Silvio, che a suo giudizio ha rafforzato il gruppo dopo la morte di Silvio Berlusconi. Le sue parole rilanciano il dibattito su meritocrazia, rotazioni dei volti e strategie editoriali nei palinsesti generalisti.
In sintesi:
- Massimo Giletti esprime rispetto professionale e dispiacere per l’assenza tv di Barbara d’Urso.
- Il giornalista riconosce a Pier Silvio Berlusconi di avere rafforzato Mediaset dopo il padre.
- Giletti non esclude un futuro approdo a Canale 5, ma invita alla prudenza.
- Le sue critiche storiche a d’Urso riguardano eccessi di spettacolarizzazione e overload di programmi.
Nel colloquio con La Nuova Sardegna, Giletti chiarisce subito la sua posizione: non ha mai amato il linguaggio televisivo di Barbara d’Urso, ma ne riconosce la forza professionale.
“Non ho mai amato troppo il suo modo di fare tv. Ciò non toglie che la reputi un animale televisivo di grande forza e impatto. Una donna di grande personalità. Pertanto, massimo rispetto e dispiacere per lei, anche perché dove lei è andata ha sempre funzionato”, afferma il conduttore.
Dietro questo giudizio c’è un dato industriale: d’Urso ha garantito per anni volumi rilevanti di ascolti e ore di programmazione low-cost, presidiando fasce orarie cruciali per la raccolta pubblicitaria. Il suo stop improvviso, seguito alla decisione di affidare Pomeriggio 5 a Myrta Merlino, viene vissuto da Giletti come una perdita di valore per il sistema televisivo, indipendentemente dai gusti personali.
La lettura di Giletti su Mediaset e sulla gestione di Pier Silvio
Le parole di Massimo Giletti non sono però un atto d’accusa contro Pier Silvio Berlusconi. Al contrario, il giornalista sottolinea i risultati ottenuti dall’amministratore delegato nella fase post-Silvio Berlusconi.
“Devo dire che lui è riuscito a espandere la potenza di Mediaset, l’ha rafforzata dopo la morte del padre, che era un genio della tv. La possibilità di andare a Canale 5? Nella vita, mai dire mai”, osserva Giletti, lasciando aperta l’ipotesi – non nuova nei corridoi – di un suo sbarco a Cologno Monzese.
Finora il conduttore ha attraversato quasi tutti i principali poli televisivi italiani, dalla Rai a La7, senza mai approdare nelle reti della famiglia Berlusconi. Il suo profilo, legato a talk d’inchiesta e approfondimento (un modello vicino allo storico Matrix di Enrico Mentana o a certi format di Rete 4), ben si inserirebbe nella strategia di rafforzamento dei contenuti informativi e di prime serate “calde” su temi politici e sociali.
L’intervista, letta in chiave di scenario, mette così in luce un doppio movimento: la razionalizzazione dei volti di intrattenimento (d’Urso) e il possibile inserimento di figure giornalistiche ad alto tasso di riconoscibilità.
Critiche passate, overload televisivo e prospettive future
Le parole di oggi di Massimo Giletti si inseriscono in una storia di giudizi già espressi su Barbara d’Urso. Nel 2019, ospite di Massimo Bernardini a Tv Talk, Giletti definì Live – Non è la d’Urso “estremamente divertente ed esilarante”, riconoscendo momenti “straordinari”, ma criticando la gestione mediatica dei casi Tony Colombo e Pamela Prati, con il capitolo Mark Caltagirone divenuto emblema della spettacolarizzazione del gossip.
Nel 2020 tornò sul tema, parlando della conduttrice come di “un tesoro per Mediaset, una stacanovista straordinaria”, ma avvertendo che quando si chiede a un volto di presidiare troppe fasce orarie si rischia un calo qualitativo. È una critica di sistema: la tv commerciale tende a spremere i brand personali finché reggono i numeri, con il pericolo di logorarli.
L’odierno contenzioso tra d’Urso e Mediaset, la centralità decisionale di Pier Silvio Berlusconi e la disponibilità “mai dire mai” di Giletti a un eventuale ingresso nel gruppo aprono scenari interessanti per i prossimi palinsesti: possibile ridisegno dei talk, nuovi equilibri fra infotainment e intrattenimento puro e una più netta segmentazione dei volti di rete.
FAQ
Perché Barbara d’Urso non è più in onda sulle reti Mediaset?
La conduttrice è rimasta senza programmi dopo la sostituzione a Pomeriggio 5; la vicenda è ora sfociata in una querela contro Mediaset.
Cosa ha detto esattamente Massimo Giletti su Barbara d’Urso?
Giletti ha dichiarato di non amare il suo stile, ma l’ha definita un potente “animale televisivo” che “dove è andata ha sempre funzionato”.
Come giudica Massimo Giletti la gestione di Pier Silvio Berlusconi?
Giletti afferma che Pier Silvio ha “rafforzato” Mediaset dopo il padre, riconoscendogli capacità industriali e una chiara strategia editoriale.
Massimo Giletti potrebbe passare a Canale 5 o a Mediaset?
Sì, Giletti non esclude l’ipotesi, sintetizzando con un prudente “Nella vita, mai dire mai”, senza confermare trattative in corso.
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