Marco Panzarasa ribadita estraneità al delitto di Garlasco

Il caso Panzarasa tra giustizia, diffamazione e responsabilità mediatica
Le dichiarazioni delle avvocatesse Orietta Stella e Cristina Castagnola, legali di Marco Panzarasa, riaprono il dibattito sul rapporto tra cronaca giudiziaria, tutela della reputazione e responsabilità dei media nel lungo eco del delitto di Garlasco. Al centro vi è la figura dell’amico e compagno di liceo di Alberto Stasi, più volte chiamato in causa nello spazio pubblico nonostante, ricordano le difese, una serie di pronunce definitive che ne hanno sancito la completa estraneità ai fatti relativi all’omicidio di Chiara Poggi.
Le legali parlano di “ennesima campagna diffamatoria” e annunciano verifiche su articoli, video e contenuti social per valutare azioni di tutela giudiziaria, segnalando un uso distorto dell’informazione che finisce per colpire non solo il professionista, ma anche il suo nucleo familiare.
Le pronunce della magistratura e la piena estraneità ai fatti
Secondo le avvocatesse Stella e Castagnola, “la magistratura ha da tempo e in più occasioni, irrevocabilmente stabilito che ogni accostamento – anche indiretto – del nostro assistito al tragico evento costituisce una grave diffamazione”.
La posizione dell’avvocato Marco Panzarasa è stata approfondita dalla Procura della Repubblica dell’ex Tribunale di Vigevano, titolare delle prime indagini sul delitto di Chiara Poggi, che ne ha escluso qualsiasi coinvolgimento delittuoso.
Le difese sottolineano che questa valutazione non è stata incrinata dalle successive attività della Procura di Pavia, a conferma di un quadro giudiziario definito e, allo stato, non messo in discussione dagli inquirenti.
Gli accertamenti scientifici e il ruolo dell’incidente probatorio
Le legali ricordano come l’avvocato Panzarasa si sia “prontamente sottoposto, come aveva sempre fatto in passato, agli accertamenti scientifici ammessi in sede di incidente probatorio”, sollecitati in questo caso dalla parte civile.


Tutti gli esami tecnici, riferiscono le difese, hanno avuto esito negativo, rafforzando sul piano probatorio l’estraneità del professionista ai fatti oggetto di indagine.
In un contesto in cui l’attenzione pubblica resta alta, l’uso degli accertamenti scientifici è indicato come elemento dirimente rispetto a ricostruzioni basate su suggestioni e non su evidenze processuali.
Campagne diffamatorie e diritti della persona nella cronaca giudiziaria
Al di là del singolo caso, il comunicato delle avvocatesse Stella e Castagnola evidenzia un nodo strutturale: il rischio che vicende giudiziarie di forte impatto mediatico generino, nel tempo, narrazioni parallele alimentate da contenuti digitali poco verificati. In questo quadro, figure dichiarate estranee ai fatti dai magistrati possono continuare a essere oggetto di allusioni, associazioni indirette e insinuazioni lesive, con ricadute sulla vita personale e professionale.
La posizione dei legali rilancia quindi il tema della responsabilità degli operatori dell’informazione e degli utenti delle piattaforme social, chiamati a confrontarsi con limiti e doveri nella gestione di casi giudiziari complessi.
Perché ogni nuovo accostamento può integrare diffamazione
Le difese richiamano decisioni giudiziarie che, a loro dire, hanno “irrevocabilmente” qualificato come diffamatorio qualsiasi collegamento, anche indiretto, tra Marco Panzarasa e il delitto di Chiara Poggi.
Le allusioni pubbliche fondate su “fatti falsi, inventati e dolosamente distorti” vengono descritte come illecite non solo sul piano etico, ma anche sul piano giuridico.
In quest’ottica, chi ripropone tali accostamenti, specie se in forma reiterata o massiva online, rischia di esporsi a iniziative legali per tutelare l’onore e la reputazione del soggetto coinvolto.
L’impatto su reputazione professionale e vita familiare
Per le avvocatesse Stella e Castagnola è “inammissibile ed eticamente inaccettabile che la reputazione personale e professionale dell’Avv. Panzarasa sia ciclicamente oggetto di allusioni ed insinuazioni”.
La reiterazione di contenuti denigratori viene indicata come causa di un pregiudizio che travalica la dimensione professionale, coinvolgendo direttamente la famiglia dell’interessato.
Il richiamo alla tutela del nucleo familiare evidenzia come la sovraesposizione mediatica in casi di cronaca possa generare effetti duraturi su cerchie ben più ampie del singolo protagonista.
Social network, nuove indagini e prospettive di tutela legale
Nel comunicato si sottolinea che le nuove indagini condotte dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco non hanno scalfito la posizione di completa estraneità di Marco Panzarasa. Parallelamente, l’evoluzione dell’ecosistema informativo – tra siti, piattaforme video e social network – ha moltiplicato gli spazi in cui il suo nome viene nuovamente evocato. Da qui la scelta delle legali di annunciare verifiche puntuali sui contenuti pubblicati, per bilanciare il diritto di cronaca con il diritto alla reputazione, alla luce del quadro processuale già consolidato.
Monitoraggio di articoli, video e post online
Le avvocatesse spiegano che “attualmente sono al vaglio altri articoli, video e post pubblicati su diverse piattaforme social”.
La selezione dei materiali mira a individuare eventuali profili diffamatori, con particolare attenzione alle ricostruzioni che ripropongono come attuali ipotesi già escluse dagli inquirenti.
Questo lavoro di monitoraggio rappresenta oggi uno strumento essenziale per chi intende difendere in modo attivo la propria immagine in un ambiente informativo caratterizzato da rapidità, viralità e difficoltà di rettifica.
Dalla libertà di informazione ai limiti della responsabilità
Il caso solleva il tema del confine tra libertà di espressione, diritto di cronaca e tutela dei soggetti prosciolti da qualsiasi addebito penale.
Riproposizioni imprecise o suggestive di vicende giudiziarie celebri possono, secondo le difese di Panzarasa, oltrepassare tale confine e trasformarsi in lesioni reputazionali ingiustificate.
In prospettiva, la vicenda richiama la necessità di un approccio alla cronaca giudiziaria più aderente agli atti ufficiali, alle decisioni della magistratura e al principio di presunzione di innocenza anche dopo l’archiviazione delle posizioni individuali.
FAQ
Chi è Marco Panzarasa nel contesto del delitto di Garlasco?
Marco Panzarasa è amico e compagno di liceo di Alberto Stasi. La magistratura ha più volte escluso ogni suo coinvolgimento nel delitto di Chiara Poggi.
Cosa sostengono le avvocatesse Stella e Castagnola?
Orietta Stella e Cristina Castagnola denunciano una “ennesima campagna diffamatoria” e ricordano che ogni accostamento di Panzarasa al delitto è stato già qualificato come gravemente diffamatorio.
Qual è stata la posizione della Procura di Vigevano?
La Procura della Repubblica dell’ex Tribunale di Vigevano ha approfondito la posizione di Panzarasa e ne ha affermato la completa estraneità ai fatti delittuosi.
Le nuove indagini della Procura di Pavia cosa hanno cambiato?
Secondo le difese, le indagini della Procura di Pavia non hanno in alcun modo modificato il giudizio di estraneità di Panzarasa rispetto al delitto.
Quali accertamenti scientifici sono stati effettuati su Panzarasa?
Panzarasa si è sottoposto agli accertamenti scientifici ammessi in incidente probatorio, richiesti dalla parte civile, e tutti gli esiti riportati sono stati negativi.
Perché si parla di lesione della reputazione professionale?
Le legali definiscono “inammissibile ed eticamente inaccettabile” che la reputazione personale e professionale dell’avvocato sia ciclicamente colpita da allusioni basate su fatti falsi.
Che ruolo hanno articoli, video e social network nella vicenda?
Articoli online, contenuti video e post sui social possono rilanciare accostamenti diffamatori, motivo per cui sono oggetto di verifica per valutare eventuali azioni legali.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni su Marco Panzarasa?
Le informazioni e le dichiarazioni riportate provengono dall’agenzia di stampa ANSA, che ha pubblicato il comunicato delle avvocatesse Orietta Stella e Cristina Castagnola.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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