Mara Venier racconta il dramma in ospedale, quel codice rosso inatteso

Il crollo di salute di Nicola Carraro e l’anno più difficile
Per Nicola Carraro, storico produttore cinematografico e marito di Mara Venier, l’ultimo anno è stato un susseguirsi di ricoveri, diagnosi complesse e paura concreta di non farcela.
Un grave infortunio alla schiena, una successiva pancreatite acuta e la reazione inattesa a un farmaco dimagrante hanno creato un quadro clinico drammatico.
In questo contesto, la gestione ospedaliera, la tempestività dei medici e il supporto familiare hanno fatto la differenza tra vita e morte.
Dall’infortunio alla sedia a rotelle: il precipizio fisico
Il calvario di Carraro inizia con un trauma importante alla colonna vertebrale che ne limita drasticamente la mobilità, costringendolo alla sedia a rotelle.
Dolore cronico, perdita di autonomia e rischio di complicanze tromboemboliche rendono necessario un monitoraggio serrato e una terapia multimodale.
In questa fase, il quadro psicologico si intreccia con quello fisico: ansia, timore per il futuro e rischio di depressione sono elementi tipici nei pazienti anziani con disabilità improvvisa.
La diagnosi di pancreatite acuta e il rischio di morte
La svolta peggiore arriva con una pancreatite acuta severa, patologia tempo‑dipendente che può evolvere rapidamente in insufficienza multiorgano.
Dolore addominale violento, ipotensione e valori ematochimici alterati spingono i medici a un ricovero urgente in ambiente ad alta intensità di cura.
Secondo quanto riferito, a Mara Venier viene comunicato che il marito è “in fin di vita”, espressione che riflette un quadro clinico al limite, in cui ogni ora diventa decisiva.
Il farmaco dimagrante come fattore scatenante e la risposta dei medici
La ricostruzione dei fatti porta i clinici a individuare come concausa un farmaco prescritto per favorire il dimagrimento e alleggerire il carico sulla schiena di Carraro.
Un medicinale teoricamente “di supporto” si trasforma in detonatore di una reazione avversa gravissima, esempio emblematico di quanto la personalizzazione terapeutica sia cruciale.
Il caso evidenzia l’importanza di anamnesi accurata, farmacovigilanza e comunicazione chiara tra medico, paziente e famiglia.
Quando un farmaco “di aiuto” diventa una minaccia
Alcuni farmaci dimagranti possono scatenare pancreatiti in soggetti predisposti, specie in presenza di comorbilità metaboliche e cardiovascolari.
Nel caso di Carraro, il medicinale, usato per migliorare la sua mobilità dopo l’infortunio, diventa il fattore che innesca il collasso clinico.
L’episodio ribadisce la necessità di valutare rischi/benefici nel paziente anziano, evitando approcci “standard” e monitorando con esami seriati ogni cambiamento terapeutico.
Tre settimane in ospedale tra terapia intensiva e monitoraggio
Il produttore trascorre circa tre settimane ricoverato, tra terapia infusionale, controllo del dolore, gestione della pressione e prevenzione delle complicanze infettive.
Il team sanitario lavora su idratazione, supporto emodinamico e sorveglianza continua dei parametri, per limitare i danni d’organo secondari alla pancreatite acuta.
Il decorso, seppur complesso, si orienta gradualmente verso la stabilizzazione, permettendo una lenta uscita dalla fase più critica e l’avvio della riabilitazione.
La rinascita clinica e il ruolo decisivo di Mara Venier
Superata la fase più acuta, la ripartenza passa anche da un intervento innovativo alla schiena presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, segnalato dal governatore Luca Zaia.
Il lavoro del professor Altin Stafa consente a Carraro di tornare in piedi in pochi minuti, dopo mesi di immobilità e sofferenza.
Parallelamente, la presenza costante di Mara Venier si rivela determinante per l’aderenza alle cure e il recupero motivazionale.
L’intervento alla schiena e la svolta al Ca’ Foncello
Grazie al contatto istituzionale con Luca Zaia, Carraro viene indirizzato al reparto specialistico di Treviso, struttura di riferimento per la chirurgia vertebrale.
Qui, una procedura mini‑invasiva in circa dieci minuti riduce il dolore e ripristina la capacità di deambulare, con un impatto immediato sulla qualità di vita.
Questo passaggio segna non solo un miglioramento fisico, ma anche un cambio di prospettiva psicologica, aprendo a una vera riabilitazione globale.
Il sostegno di Mara Venier e il ritorno alla quotidianità
Venier decide di spostarsi da Roma a Milano per restare accanto al marito, coordinando famiglia, lavoro televisivo e presenza in corsia.
La sua vicinanza continua diventa fattore protettivo contro lo sconforto, favorendo il rispetto delle indicazioni mediche e la partecipazione attiva alla riabilitazione.
Il compleanno degli 84 anni di Carraro assume così il valore simbolico di una rinascita, celebrata con consapevolezza nuova dei limiti e della fragilità della salute.
FAQ
Che cosa è successo a Nicola Carraro nell’ultimo anno?
Carraro ha vissuto un anno segnato da grave infortunio alla schiena, perdita di autonomia, reazione avversa a un farmaco dimagrante e pancreatite acuta con ricovero prolungato.
Quale ruolo ha avuto il farmaco dimagrante nel quadro clinico?
Il farmaco, prescritto per facilitare il dimagrimento e migliorare la mobilità, è stato identificato come fattore scatenante della pancreatite acuta che lo ha portato “in fin di vita”.
Come è stata curata la pancreatite acuta di Carraro?
È stato ricoverato per tre settimane in ospedale, trattato con fluidi endovena, controllo del dolore, monitoraggio costante di pressione e organi, fino alla progressiva stabilizzazione.
In che modo l’intervento a Treviso ha cambiato la situazione?
Presso l’ospedale Ca’ Foncello, con il professor Altin Stafa, una procedura mini‑invasiva ha ridotto il dolore vertebrale e gli ha permesso di tornare a camminare in pochi minuti.
Che parte ha avuto Mara Venier nella guarigione del marito?
Venier è rimasta accanto al marito in tutte le fasi, trasferendosi a Milano, sostenendo le scelte terapeutiche e offrendo un supporto emotivo decisivo per la ripresa.
Da quale testimonianza deriva il racconto su Nicola Carraro?
La ricostruzione si basa sulle rivelazioni dirette di Carraro e sul resoconto pubblico del suo “anno infernale” diffuso sui media italiani.




