Maggioranza presenta ddl sui minori: più tutele familiari e controlli rafforzati prima degli allontanamenti

Nuovo ddl del centrodestra sugli allontanamenti dei minori: cosa cambia
Il centrodestra ha presentato l’11 marzo 2026 in Senato un disegno di legge che riforma le procedure di allontanamento dei minori dalle famiglie. L’iniziativa, firmata dai capigruppo di maggioranza, nasce a Roma nel pieno della campagna per il referendum sulla separazione delle carriere e risponde al clamore del caso della famiglia nel bosco. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le verifiche tecniche e giudiziarie prima di ogni collocamento in comunità o casa-famiglia, imponendo una valutazione rigorosa del superiore interesse del minore. Il ddl prevede perizie collegiali specialistiche, obbligo di motivazione analitica delle decisioni e applicazione anche ai procedimenti pendenti, mentre nei casi di urgenza estrema resta possibile l’allontanamento immediato.
In sintesi:
- Nuovo ddl del centrodestra per rivedere le regole di allontanamento dei minori dalle famiglie.
- Perizia collegiale obbligatoria con neuropsichiatra infantile, pediatra ed esperti esterni indipendenti.
- Applicazione anche ai procedimenti pendenti e motivazione analitica delle decisioni del giudice.
- Stanziati 2,5 milioni di euro dal 2026 per coprire le consulenze tecniche.
Come funziona il nuovo sistema di verifiche e le ricadute sugli affidi
Il ddl, sottoscritto dai senatori Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (FI) e Michaela Biancofiore (Cd’I-UDc-nm-maie-cp), impone una consulenza tecnica collegiale prima di ogni collocamento extrafamiliare non urgente. La squadra di esperti dovrà includere almeno un neuropsichiatra infantile, un pediatra e ulteriori specialisti esterni, tutti privi di conflitti di interesse.
La perizia dovrà valutare comparativamente i rischi psico-fisici connessi alla permanenza in famiglia e quelli derivanti dal distacco, indicando le possibili alternative. Il giudice sarà tenuto a una motivazione analitica della decisione, con richiamo esplicito ai contenuti della consulenza e alle soluzioni scartate.
I promotori ricordano che in Italia sono oltre ventimila i minori allontanati, prevalentemente in comunità e case-famiglia, e che la vicenda dei *“bambini nel bosco”* è solo l’episodio più visibile di un fenomeno strutturale.
Il ddl mantiene una corsia d’urgenza: in caso di abusi o grave pericolo l’allontanamento può essere disposto subito, lasciando alle parti la possibilità di chiedere la consulenza successivamente. Le spese delle perizie saranno anticipate dallo Stato, con una copertura di 2,5 milioni di euro a partire dal 2026.
Politicamente, il progetto è stato anticipato da Matteo Salvini, che ha ribadito come sottrarre i minori debba restare *«l’ultima delle scelte possibili»*. In parallelo, la presidente della Commissione infanzia Michela Vittoria Brambilla ha depositato una proposta di legge mirata a *«ridurre la possibilità di errori ed evitare che le conclusioni del giudice si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali»*.
Nella stessa giornata l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il ddl sugli affidi, che istituisce un registro nazionale delle famiglie affidatarie, degli istituti e delle comunità di assistenza, gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia. Italia Viva, Avs, M5S e Pd si sono astenuti, mentre la maggioranza ha chiesto alle opposizioni collaborazione sul nuovo provvedimento.
Prospettive applicative e nodi aperti della riforma sugli allontanamenti
La riforma prospettata dal centrodestra potrebbe incidere rapidamente sui procedimenti in corso, vista l’estensione del ddl anche alle cause pendenti. Questo implica un probabile incremento di richieste di perizia collegiale e un impatto organizzativo sui tribunali minorili e sui servizi sanitari territoriali.
Il nodo centrale sarà l’equilibrio tra rapidità di intervento e tutela da decisioni affrettate, soprattutto in territori con carenza di specialisti. La creazione di un registro nazionale delle famiglie affidatarie, appena approvata, potrà diventare uno strumento chiave per ampliare le alternative al collocamento in comunità, se adeguatamente alimentato da dati aggiornati e controlli rigorosi.
La risposta delle opposizioni e dei professionisti dell’infanzia – magistrati, assistenti sociali, neuropsichiatri – definirà nei prossimi mesi la tenuta politica e tecnica di un intervento che punta a ridefinire il rapporto tra giustizia minorile, famiglie vulnerabili e sistema di protezione dei minori.
FAQ
Cosa prevede il nuovo ddl sugli allontanamenti dei minori
Il ddl introduce perizie collegiali obbligatorie, motivazioni analitiche del giudice e applicazione anche ai procedimenti pendenti, salvo i casi di urgenza estrema.
Chi compone la consulenza tecnica collegiale prevista dal disegno di legge
La consulenza è composta da un neuropsichiatra infantile, un pediatra e altri esperti esterni indipendenti, selezionati in assenza di conflitti d’interesse.
Cosa cambia nei casi urgenti di abuso o grave pericolo per il minore
Nei casi urgenti l’allontanamento resta immediato; tuttavia, le parti possono successivamente richiedere la consulenza collegiale a supporto del giudizio.
Che cos’è il nuovo registro nazionale delle famiglie affidatarie
È un archivio nazionale di famiglie affidatarie, istituti e comunità, gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questa notizia
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di informazioni Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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