Lvmh sorprende i mercati: utili in calo, potere della famiglia cresce

Indice dei Contenuti:
Lusso, Lvmh apre la stagione: i ricavi tengono a 80,8 miliardi, ma l’utile scende. La quota della famiglia supererà il 50%
Ricavi resilienti e margini sotto pressione
I conti 2025 di Lvmh aprono la stagione del lusso con un quadro contrastato: i ricavi si attestano a 80,807 miliardi di euro, in calo del 5% riportato e dell’1% su base organica, ma restano su livelli record per il settore. L’utile da operazioni ricorrenti scende a 17,755 miliardi (-9%), mentre l’utile netto si riduce a 10,878 miliardi, con una flessione del 13% imputata al mix geografico, alla normalizzazione della domanda e alle tensioni sui costi.
L’Europa segna una frenata nella seconda metà dell’anno, penalizzata da turismo meno euforico e consumi domestici più prudenti, mentre gli Stati Uniti tornano a crescere dopo mesi di volatilità, sostenuti dai clienti locali ad alta capacità di spesa. Il Giappone mostra un arretramento rispetto al 2024, segnale di normalizzazione dopo un boom legato al cambio favorevole e al turismo di lusso.
Nel resto dell’Asia emerge un deciso miglioramento rispetto all’anno precedente, con ritorno alla crescita nella seconda parte del 2025 grazie al rafforzamento della domanda cinese e al rimbalzo di mercati chiave come Corea e Sud-Est asiatico. Sul quarto trimestre la crescita organica del fatturato si ferma all’1%, in linea con il terzo trimestre, fotografando un comparto che resiste ma non corre più ai ritmi eccezionali del post-pandemia.
Strategia di marca e investimenti esperienziali
Il presidente e ceo Bernard Arnault rivendica la solidità del gruppo francese, attribuendo la tenuta dei ricavi alla forza dei marchi e alla fedeltà della clientela locale nei principali mercati. Il top manager sottolinea come il desiderio per le maison del gruppo resti elevato, nonostante il contesto macroeconomico più incerto e la normalizzazione della domanda globale di beni di alta gamma.
In primo piano la strategia di elevazione dell’esperienza retail, con format immersivi come The Louis a Shanghai, le boutique House of Dior in varie metropoli internazionali e i nuovi flagship Tiffany & Co. a Milano e Tokyo, pensati per coniugare vendita, cultura e intrattenimento. Arnault cita inoltre la presenza all’Expo mondiale di Osaka, dove gli allestimenti delle maison hanno messo in scena artigianato francese e art de vivre, consolidando il posizionamento aspirazionale del gruppo.
Sul fronte partnership, il primo anno dell’accordo decennale con la Formula 1 viene indicato come leva strategica per allargare il bacino di pubblico a segmenti più giovani e globali, in un ecosistema che valorizza eccellenza, innovazione e performance. Tutte direttrici coerenti con l’impegno dichiarato di mantenere standard elevati di qualità, creatività e sostenibilità, in linea con le aspettative regolamentari e dei consumatori premium.
Controllo familiare e prospettive 2026
Guardando al 2026, Bernard Arnault parla di “buon inizio” dell’anno e conferma un orientamento ottimista sul medio termine, pur richiamando alla prudenza per il persistere di crisi geopolitiche e incertezze legate alle politiche economiche di diversi Paesi. La parola d’ordine resta disciplina: massima vigilanza su costi, efficienza operativa e selettività negli investimenti, con focus sugli asset core ad alto margine.
Sul fronte della governance, il gruppo si prepara a rafforzare ulteriormente il proprio carattere familiare: la quota detenuta dalla famiglia Arnault è destinata a superare il 50% del capitale di Lvmh all’inizio del nuovo anno, consolidando il controllo di lungo periodo. Arnault rivendica il modello di impresa familiare come vantaggio competitivo, capace di privilegiare la visione strategica sul breve termine e di sostenere piani di investimento pluriennali su creatività, retail esperienziale e savoir-faire artigianale.
Il leader del gruppo sottolinea che la natura azionaria stabile consente di perseguire con continuità impegni ambientali e sociali, dall’uso responsabile delle risorse alle filiere trasparenti, elementi ormai centrali per la reputazione nel lusso globale. In uno scenario di domanda più selettiva, il posizionamento di Lvmh resta ancorato alla fascia alta, con l’obiettivo di difendere pricing power e leadership in tutte le principali categorie di beni di lusso.
FAQ
D: Quali sono stati i ricavi di Lvmh nel 2025?
R: I ricavi si sono attestati a circa 80,8 miliardi di euro, in lieve calo rispetto all’anno precedente.
D: Quanto è diminuito l’utile netto del gruppo?
R: L’utile netto è sceso a circa 10,9 miliardi di euro, con una flessione di circa il 13% su base annua.
D: Quali aree geografiche hanno mostrato maggiore debolezza?
R: L’Europa ha rallentato nella seconda metà dell’anno e il Giappone ha registrato un calo rispetto al 2024.
D: Dove si è vista invece una ripresa significativa?
R: Il resto dell’Asia, trainato soprattutto dal ritorno della domanda in Cina e nei mercati chiave regionali, ha mostrato un netto miglioramento.
D: Come si è chiuso il quarto trimestre in termini di crescita organica?
R: La crescita organica del fatturato si è attestata attorno all’1%, in linea con il terzo trimestre.
D: Qual è il ruolo delle esperienze retail nel modello di Lvmh?
R: Format immersivi e spazi iconici, come The Louis a Shanghai e i nuovi punti vendita Tiffany & Co., servono a rafforzare desiderabilità e fedeltà al brand.
D: La famiglia Arnault supererà il 50% del capitale?
R: Sì, il management ha indicato l’intenzione di portare la quota familiare oltre il 50%, rafforzando il controllo sul gruppo.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: I dati e le dichiarazioni richiamano un articolo economico-finanziario pubblicato dalla stampa italiana, tra cui la ricostruzione apparsa su Il Sole 24 Ore.




