Lugano punta al trono culturale: investimento milionario per diventare la nuova Capitale svizzera

Finanziamento e ripartizione dei fondi
Lugano ha sottoposto al Consiglio comunale una richiesta di credito pari a 1,5 milioni di franchi per sostenere la candidatura congiunta a Capitale Culturale Svizzera 2030 insieme a Locarno e Mendrisio. Il finanziamento coprirà una quota dei costi operativi e progettuali previsti tra il 2027 e il 2031, con la precisazione che la spesa sarà compensata da maggiori entrate riconducibili alle iniziative estive della Divisione Eventi e congressi. La ripartizione delle risorse tra i tre poli è definita in modo proporzionale: 60% a Lugano, 20% a Locarno e 20% a Mendrisio, criterio che riflette il ruolo trainante del capoluogo e garantisce al contempo equilibrio territoriale.
Indice dei Contenuti:
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Il modello finanziario delineato è di tipo misto, con una suddivisione al 50% tra fondi pubblici e privati. La componente pubblica poggia sui contributi già assegnati dal Cantone, su quelli attesi dalla Confederazione e sui crediti che dovranno essere approvati dai rispettivi legislativi comunali. La componente privata verrà attivata attraverso partnership, sponsorizzazioni e raccolta fondi dedicata, in un quadro di cofinanziamento pensato per garantire sostenibilità, trasparenza e scalabilità del programma. In caso di vittoria, la struttura dei finanziamenti sarà affinata con dettaglio puntuale, adeguando impegni e tempistiche al calendario esecutivo del progetto.
Obiettivi culturali e sviluppo territoriale
La candidatura congiunta di Lugano, Locarno e Mendrisio ambisce a consolidare un ecosistema culturale integrato, capace di valorizzare identità e competenze locali e di generare impatti duraturi sul territorio. Il progetto punta a rafforzare il tessuto delle industrie culturali, sostenere la cultura indipendente e promuovere la sfera socioculturale, definendo una strategia che tenga insieme sviluppo identitario, coesione intercomunale e attrattività nazionale. La dimensione culturale viene letta come leva di rigenerazione urbana e sociale, con interventi orientati alla creazione di reti stabili tra istituzioni, operatori e pubblico, alla crescita di competenze professionali e alla circolazione di contenuti e formati innovativi.
La visione operativa mira a costruire infrastrutture culturali immateriali – piattaforme, programmi e modelli di collaborazione – in grado di amplificare la produzione artistica e la fruizione culturale in chiave inclusiva. L’approccio è pragmatico: programmazione condivisa tra i tre poli, messa in rete di spazi e competenze, coordinamento dei calendari, investimenti selettivi su progettualità ad alto impatto e misurazione dei risultati attraverso indicatori di partecipazione, accessibilità e sostenibilità economica. L’obiettivo è predisporre un quadro d’azione che superi l’orizzonte del 2030, lasciando in eredità procedure, partnership e competenze replicabili.
In questa prospettiva, i fondi pubblici già garantiti dal Cantone, le risorse attese dalla Confederazione e i crediti dei Consigli comunali costituiscono la base per attivare cofinanziamenti privati e consolidare un modello misto. La candidatura è intesa come motore di sviluppo territoriale: promuove l’integrazione tra politiche culturali, turismo responsabile ed economia creativa, facilita l’accesso a opportunità per giovani professionisti e realtà emergenti, e incentiva progetti che coniughino qualità artistica, responsabilità sociale e sostenibilità ambientale. Il coordinamento fra Lugano, Locarno e Mendrisio è orientato a valorizzare le specificità di ciascun centro, evitando sovrapposizioni e favorendo complementarità tematiche e operative.
Tema “La Svizzera vista da sud” e assi programmatici
Il concept **“La Svizzera vista da sud”** costituisce il perno narrativo e operativo della candidatura congiunta di Lugano, Locarno e Mendrisio. Il tema valorizza la prospettiva mediterranea del **Ticino** come risorsa culturale, sociale e paesaggistica, capace di interpretare la pluralità elvetica con uno sguardo aperto, inclusivo e contemporaneo. L’impostazione intende far emergere le specificità dei tre poli e integrarle in una cornice comune che favorisca riconoscibilità nazionale, accessibilità ai contenuti e continuità progettuale. La dimensione “da sud” non è solo geografica: indica una lettura del territorio attenta alla qualità della vita, alla prossimità e alla cura dei luoghi, all’innovazione responsabile e alla partecipazione delle comunità.
Il programma si articola in quattro assi tematici complementari, pensati per tradurre il concept in linee d’azione chiare, verificabili e trasversali ai tre centri.
- Lentezza nella velocità: sviluppo di formati culturali che favoriscano la fruizione consapevole, la mediazione critica e la mobilità dolce tra i poli. Iniziative coordinate, calendari integrati e percorsi interurbani permetteranno di ridurre sovrapposizioni, ottimizzare le risorse e ampliare l’accesso del pubblico, con particolare attenzione a inclusione, educazione e partecipazione diffusa.
- Natura e sostenibilità: integrazione dei paesaggi e degli spazi aperti nell’esperienza culturale, con criteri ambientali applicati a produzione, logistica e allestimenti. L’obiettivo è allineare il progetto agli standard di sostenibilità, promuovendo pratiche circolari, gestione efficiente delle risorse e misurazione dell’impatto ambientale lungo tutto il ciclo delle iniziative.
- Cultura, salute e benessere: rafforzamento del ruolo della cultura come fattore di coesione e di qualità della vita. Programmi mirati a welfare culturale, accessibilità e inclusione sociale, con particolare attenzione a comunità vulnerabili, intergenerazionalità e collaborazione tra istituzioni culturali, educative e sociosanitarie del territorio.
- Umanizzazione del digitale: utilizzo delle tecnologie come leve al servizio di creazione, diffusione e partecipazione, preservando centralità dell’esperienza umana. Strumenti digitali saranno impiegati per mediazione, accessibilità e networking tra operatori, senza sostituire la dimensione fisica degli eventi ma potenziandone qualità e portata.
La declinazione del tema e degli assi programmatici avverrà attraverso progettazioni condivise tra Lugano, Locarno e Mendrisio, con criteri di curatela comune, messa in rete di spazi e competenze e indicatori di impatto definiti a monte. La candidatura, in questa logica, persegue una coerenza narrativa che si traduce in modalità operative replicabili e in un’offerta culturale riconoscibile, capace di parlare al pubblico nazionale e di consolidare la posizione del **Ticino** nella mappa culturale svizzera.
FAQ
- Qual è il significato di “La Svizzera vista da sud”?
È il concept che valorizza la prospettiva ticinese come chiave per interpretare la diversità culturale svizzera, con attenzione a prossimità, inclusione e qualità della vita. - Quanti e quali sono gli assi programmatici della candidatura?
Sono quattro: lentezza nella velocità; natura e sostenibilità; cultura, salute e benessere; umanizzazione del digitale. - In che modo gli assi guidano le attività culturali?
Definiscono criteri di curatela, accessibilità, sostenibilità e uso del digitale, orientando progettazione, calendari e collaborazione tra i tre poli. - Come si integra la sostenibilità ambientale nel progetto?
Attraverso pratiche circolari, gestione efficiente delle risorse, logistica sostenibile e misurazione dell’impatto ambientale delle iniziative. - Qual è il ruolo del digitale secondo la candidatura?
Il digitale supporta creazione, mediazione e accesso, mantenendo centrale l’esperienza fisica e la relazione con i pubblici. - In che modo il progetto garantisce inclusione e benessere?
Promuovendo programmi di welfare culturale, accessibilità per comunità diverse e collaborazioni con reti educative e sociosanitarie.




