Lovati torna a Garlasco e critica Sempio per scarsa empatia

Nuove indagini su Garlasco e il ruolo di Andrea Sempio
Il nome di Andrea Sempio torna al centro del delitto di Garlasco, uno dei casi giudiziari più analizzati degli ultimi vent’anni. Il Racis, reparto d’eccellenza dei carabinieri per le investigazioni scientifiche, sta approfondendo da circa un anno nuovi filoni d’indagine, mentre la procura mantiene il massimo riserbo. In questo contesto, la posizione di Sempio, indagato per la terza volta, è oggetto di valutazioni tecniche e di un intenso dibattito pubblico, in cui si intrecciano ipotesi, ricostruzioni mediatiche e dichiarazioni di ex legali e giornalisti specializzati.
In parallelo, gli inquirenti lavorano sul fronte digitale, con possibili nuove analisi sui dispositivi informatici di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015. Il quadro che emerge è complesso e richiede un approccio rigoroso alle fonti, alla cronologia degli eventi e ai profili dei protagonisti.
Il profilo di Sempio tra vecchie e nuove ipotesi difensive
L’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, ha offerto uno sguardo informale ma significativo sul suo ex assistito nel corso di un colloquio con la giornalista Ilenia Petracalvina per la trasmissione “Lo stato delle cose”. Lovati ha precisato di non aver mai costruito un vero quadro psicologico: *“Io non è che vado a fargli il quadro psicologico. Lo vedo una volta, è già tanto. Forse è proprio per quello che lui ha cambiato avvocato”*. Ha aggiunto di non conoscere da vicino la sua vita privata, sottolineando: *“Io non l’ho mai visto con una compagna”*. Queste affermazioni, pur non avendo valore probatorio, contribuiscono a delineare la percezione, anche interna alla difesa, di un soggetto descritto come riservato e poco incline a esporre il proprio mondo personale.
L’attenzione mediatica amplifica tali elementi, che però, sul piano giudiziario, devono essere filtrati attraverso prove, riscontri e analisi tecniche.
Il rapporto con gli amici storici e la famiglia Poggi
Nella stessa conversazione, Massimo Lovati ha escluso che Andrea Sempio sia rimasto stabilmente in contatto con il gruppo di amici del 2007. Secondo il legale, l’unico legame significativo sarebbe quello con Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi: *“Penso solo con Poggi, con Marco Poggi”*. Questo dettaglio evidenzia una relazione delicata e complessa, considerata la centralità della famiglia Poggi nel procedimento sul delitto di Garlasco.
Lovati ha inoltre richiamato il contesto familiare di Sempio, definendolo cresciuto in una famiglia “normale, proletaria”, e ha reagito con fermezza quando la giornalista Ilenia Petracalvina ha ricordato che il padre, Giuseppe Sempio, è indagato a Brescia per corruzione, replicando: *“Non diciamo fesserie”*. Anche qui, il contrasto tra percezione pubblica e dati giudiziari rende necessario un approccio prudente e documentato.
Computer, video e piste digitali nel caso Garlasco
Una delle linee investigative più sensibili riguarda i computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi. In passato, l’analisi dei dispositivi informatici ha avuto un ruolo cruciale, soprattutto rispetto alla presenza di contenuti pornografici sui supporti di Stasi. Oggi l’attenzione si sposta anche su eventuali materiali collegati a Andrea Sempio, inclusi video e documenti che potrebbero ridefinire contesti relazionali e abitudini digitali dei protagonisti. In quest’area, la distinzione tra curiosità morbosa e rilevanza processuale è fondamentale per una corretta interpretazione dei dati.
Il video di Sempio sul pc di Chiara Poggi
Massimo Lovati ha sostenuto che nel computer di Chiara Poggi fosse presente un video di Andrea Sempio a scuola, elemento che, se confermato, potrebbe aprire interrogativi sui rapporti fra i due e sulla gestione delle prove digitali. Lovati ha osservato: *“Chissà perché quello lì l’hanno pubblicato e il resto no. L’unica cosa che voglio vedere cosa c’è nel computer di Chiara, se ci sono dei documentari, cosa sono”*. Il riferimento al “resto” non reso pubblico rimanda al tema, centrale in chiave di trasparenza, della selezione dei contenuti divulgati rispetto a quelli rimasti negli atti. Per gli esperti di investigazioni digitali, la mappatura completa dei file, delle cronologie e dei metadati è essenziale per valutare il reale peso probatorio di un singolo video in un sistema più ampio di relazioni e interessi online.
Pornografia, documentari e “materiale dal vivo”
Nell’analisi di Massimo Lovati, la distinzione tra semplici contenuti pornografici e “documentari dal vivo” è centrale. Il legale ha ipotizzato: *“Ma un conto è che c’è della roba finta. Nel senso, quegli attori lì… del porno, fanno tutti una roba finta. Un conto è se ci sono documentari dal vivo”*. La differenza, dal punto di vista investigativo, riguarda il potenziale collegamento con situazioni reali, che potrebbero incidere sulla valutazione del profilo di chi ne fruisce. Tuttavia, la sola presenza di pornografia, anche eventualmente riconosciuta da Andrea Sempio, non è di per sé indicativa di condotte criminali. Il punto critico resta la capacità degli inquirenti di contestualizzare i file all’interno di abitudini d’uso, cronologia temporale e coerenza con altri elementi di prova, evitando letture moralistiche o distorsioni amplificate dal dibattito mediatico.
Profilo psicologico, percezione pubblica e attendibilità
La figura di Andrea Sempio emerge oggi da una combinazione di atti d’indagine, interviste televisive e dichiarazioni di professionisti che lo hanno incrociato nel tempo. In una recente intervista a Quarto Grado, Sempio non ha escluso la presenza di contenuti pornografici nel proprio materiale informatico, anticipando il rischio di essere etichettato negativamente. In parallelo, il racconto dell’ex difensore Massimo Lovati restituisce l’immagine di un giovane introverso, descritto come “normale” ma circondato da una narrazione pubblica sempre più polarizzata. Per valutare in modo equilibrato tale profilo, è necessario distinguere tra valutazioni soggettive e dati verificati, nel rispetto dei principi di presunzione di innocenza e di affidabilità delle fonti.
“Mostro mediatico” e normalità apparente
Nel dialogo con Ilenia Petracalvina, Massimo Lovati ha commentato la previsione di Andrea Sempio di essere dipinto come “mostro”, spiegando: *“Lo dice anche abbastanza legittimamente, perché non sanno più cosa dire contro di lui”*. Il legale ha riferito di aver letto un profilo che definiva Sempio *“un ragazzo normale, un po’ introverso, no empatico, se non con la Angela”*, cioè con l’avvocata Angela Taccia, indicata come “amica del cuore”. Questa descrizione colloca Sempio in quell’area grigia in cui la normalità di superficie convive con caratteristiche caratteriali facilmente enfatizzabili dai media. La sfida, per giornalisti e analisti, è non trasformare tratti di personalità comuni in indizi forzati, mantenendo la distinzione tra cronaca e psichiatria forense.
La frase di Lovati sugli “strani” e il clima sociale
Le conclusioni di Massimo Lovati sul possibile profilo di Andrea Sempio sono sintetizzate in una frase che fotografa anche il clima sociale: *“Su questa terra non ce n’è di strani ormai, prima c’erano gli strani, adesso non c’è più niente. Adesso sono tutti normali”*. L’osservazione rimanda alla difficoltà di individuare, nella società contemporanea, profili chiaramente “devianti” sulla base di soli comportamenti esterni. In un contesto dominato dai social e da un’esposizione digitale di massa, la linea di confine tra normalità e sospetto si assottiglia, con il rischio di letture semplicistiche. Per questo, nel caso Garlasco come in altri casi complessi, la credibilità delle analisi dipende dalla capacità di ancorare ogni valutazione a elementi oggettivi, verificati e contestualizzati, senza cedere a scorciatoie interpretative.
FAQ
Chi è Andrea Sempio nel contesto del delitto di Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente dell’ambiente di Garlasco, oggi nuovamente indagato nell’ambito delle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi. La sua posizione è oggetto di approfondimenti del Racis e della procura.
Perché si sta parlando di nuovo dei computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi?
Gli inquirenti valutano nuove analisi dei computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi per verificare la presenza di file, video e documenti potenzialmente rilevanti, anche in relazione a Andrea Sempio e ai suoi rapporti con la vittima.
Che cosa ha detto l’ex avvocato Massimo Lovati su Sempio?
Massimo Lovati ha descritto Andrea Sempio come un ragazzo normale, introverso, poco empatico tranne che con l’avvocata Angela Taccia. Ha precisato di non averne tracciato un vero profilo psicologico e di averlo frequentato poco.
Che rilievo ha il video di Sempio nel pc di Chiara Poggi?
Secondo Massimo Lovati, nel pc di Chiara Poggi ci sarebbe un video di Andrea Sempio a scuola. L’eventuale conferma e contestualizzazione di questo file potrebbero incidere sulla ricostruzione dei rapporti tra i due e sulla gestione delle prove digitali.
La presenza di pornografia nel materiale informatico è penalmente rilevante?
Andrea Sempio ha ammesso in un’intervista a Quarto Grado che nel suo materiale informatico potrebbe esserci pornografia. In sé, la fruizione di contenuti pornografici comuni non è penalmente rilevante; lo diventa solo in presenza di contenuti illeciti o collegamenti a fatti concreti.
Che ruolo ha la famiglia Sempio nelle indagini attuali?
Il focus investigativo resta sulla posizione di Andrea Sempio. Il riferimento all’indagine per corruzione a carico del padre, Giuseppe Sempio, a Brescia è stato citato in tv; Massimo Lovati ha reagito definendo tali richiami “fesserie” rispetto al caso Garlasco.
Perché il rapporto tra Sempio e Marco Poggi è considerato rilevante?
Massimo Lovati ha affermato che Andrea Sempio sarebbe rimasto in contatto solo con Marco Poggi, fratello di Chiara. Questo legame, se confermato, è sensibile perché intreccia la figura dell’indagato con la famiglia della vittima.
Qual è la fonte delle dichiarazioni riportate su Sempio e Lovati?
Le dichiarazioni di Massimo Lovati su Andrea Sempio, su Chiara Poggi e sui materiali informatici derivano dal colloquio con la giornalista Ilenia Petracalvina per la trasmissione “Lo stato delle cose” e da contenuti collegati al caso riportati nell’articolo originale analizzato.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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