Lonate Pozzolo, ladro ucciso durante rapina: i dettagli che nessuno sta raccontando e le domande aperte
Indice dei Contenuti:
Cronologia dei fatti
Lonate Pozzolo, frazione Sant’Antonino, mattina di ieri: un’Audi scura si arresta in via Montello con tre uomini a bordo. Due scendono, suonano più volte al campanello senza ottenere risposta e aggirano l’abitazione dei Rivolta. Scavalcano il cancello, bypassano una finestra con inferriate e infrangono il vetro della porta-finestra della cucina per entrare.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
All’interno c’è Jonathan Maria Rivolta, 33 anni, ricercatore e praticante di arti marziali. Insospettito dai rumori, scende al piano terra e sorprende i due intrusi. Ne nasce una colluttazione violenta: il proprietario di casa viene colpito al volto più volte, il presunto rapinatore Adamo Massa, 37 anni, di origini sinti e con precedenti per reati contro il patrimonio, resta ferito con un coltello presente in casa.
I due malviventi si danno alla fuga e raggiungono il terzo complice rimasto alla guida. Durante la corsa, il ferito viene abbandonato all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale di Magenta. I sanitari tentano di stabilizzarlo, ma Massa muore poco dopo per le lesioni riportate.
Nel frattempo, la famiglia al piano terra e il 33enne al piano superiore confermano la dinamica: intrusione, scontro fisico e fuga dei ladri. Il padre del giovane ribadisce che “si è difeso” di fronte all’irruzione in casa.
L’episodio innesca immediatamente l’intervento dei carabinieri e l’avvio delle verifiche sui movimenti dell’Audi e dei tre complici.
Indagini in corso
L’inchiesta è coordinata dal pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, che ha disposto l’autopsia per chiarire cause e tempi delle lesioni riportate da Adamo Massa. I carabinieri acquisiscono i filmati delle telecamere lungo via Montello, dell’ospedale di Magenta e dei varchi autostradali per ricostruire il tragitto dell’Audi scura.
Gli investigatori mappano orari, soste e eventuali deviazioni del mezzo, cercando riscontri su eventuali complicità logistiche. In caserma vengono raccolte tracce biologiche, impronte e repertazioni nella casa dei Rivolta e sull’auto individuata.
Jonathan Maria Rivolta è stato ascoltato subito: la versione fornita appare al momento coerente con uno scenario di legittima difesa in reazione a un’aggressione domestica. Non risultano contestazioni a suo carico; l’unico fascicolo aperto riguarda la tentata rapina.
Si procede con verifiche su telefoni, celle e possibili contatti dei tre complici per definire ruolo e pianificazione del colpo. L’esame autoptico dovrà stabilire compatibilità delle ferite con la colluttazione descritta e la sequenza temporale che ha portato al decesso.
Parallelamente, vengono analizzati i segni di effrazione su cancello, inferriate e porta-finestra, mentre si attendono esiti balistici e tossicologici se ritenuti utili al quadro probatorio.
Reazioni politiche e dibattito sulla legittima difesa
La vicenda ha immediatamente varcato i confini della cronaca, innescando prese di posizione nette sul tema della legittima difesa. Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso su X “solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso”, segnando il perimetro politico della discussione.
La sindaca di Lonate Pozzolo Elena Carraro ha richiamato un “problema sicurezza” e invocato un rafforzamento delle forze dell’ordine sul territorio, collegando l’episodio a una domanda di controllo più capillare.
Da Fratelli d’Italia, il deputato Riccardo De Corato ha manifestato vicinanza al 33enne, definendo l’azione come reazione a un tentativo di furto e aggressione, con un messaggio politico orientato alla tutela dell’inviolabilità del domicilio.
Le posizioni si muovono lungo il crinale tra sicurezza e garanzie procedurali: da un lato l’enfasi sull’autotutela in abitazione, dall’altro l’attesa degli esiti dell’inchiesta della procura di Busto Arsizio.
Il confronto potrebbe riaccendere proposte di modifica normativa o di applicazione rigorosa delle leggi esistenti, mentre il quadro probatorio — autopsia, tracciamento dell’Audi, analisi dei reperti — resta centrale per definire l’esatta dinamica e i limiti della reazione del proprietario.
FAQ
- Che cosa ha scatenato il dibattito politico? L’uccisione di un presunto rapinatore durante una colluttazione in un’abitazione di Lonate Pozzolo.
- Qual è la posizione del vicepremier? Matteo Salvini ha espresso solidarietà al proprietario che si è difeso in casa.
- Cosa chiede l’amministrazione locale? La sindaca Elena Carraro sollecita più presidi delle forze dell’ordine sul territorio.
- Come si è espressa Fratelli d’Italia? Il deputato Riccardo De Corato ha ribadito la vicinanza al 33enne, ritenendo la reazione una difesa da furto e aggressione.
- Qual è lo stato dell’indagine? La procura di Busto Arsizio procede con autopsia, acquisizione video e repertazione; fascicolo per tentata rapina.
- La legittima difesa è già accertata? No, sarà valutata sulla base degli esiti investigativi e dell’autopsia.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le posizioni politiche e i dettagli di cronaca richiamano quanto riportato dalla stampa nazionale, tra cui RAI News e testate locali.




