Lilli Gruber racconta il rogo di Davos e la fuga nella neve tra paura e incredulità

Indice dei Contenuti:
Lilli Gruber, l’incendio a Davos e l’emergenza: “Sono fuggita nella neve”
La fuga nella neve durante la diretta
Nel pieno collegamento da Davos per la trasmissione Otto e mezzo su La7, la conduttrice Lilli Gruber è stata costretta a interrompere la preparazione della puntata per un’improvvisa evacuazione. Tra anteprima e sigla, le autorità hanno ordinato di lasciare immediatamente lo studio per una situazione di emergenza, tra sirene, agenti di polizia e vigili del fuoco in azione.
La giornalista ha raccontato di aver tentato di restare al suo posto per andare in onda, ma un addetto alla sicurezza le ha intimato senza repliche di uscire dall’edificio. Unica concessione, il tempo di recuperare il telefono cellulare, che si sarebbe rivelato decisivo per garantire comunque la messa in onda del programma in una modalità di fortuna.
Una volta fuori, circondata dalla neve e dal caos dell’allarme, il contatto con la redazione è proseguito solo via telefono, trasformando un talk televisivo strutturato in un collegamento di emergenza, con tempi, toni e logistica completamente stravolti dall’imprevisto.
Diretta tra sirene, golf cart e locali improvvisati
Allontanatasi dallo studio di Davos, la conduttrice ha proseguito la puntata di Otto e mezzo tramite una lunga diretta telefonica, adattandosi in pochi minuti a una conduzione “alla cieca”. La gestione dell’emergenza l’ha portata poi a salire su una golf cart, l’unico mezzo disponibile per attraversare l’area innevata verso una zona considerata più sicura.
Il trasferimento è avvenuto su tratti scivolosi, tra curve brusche e la sensazione concreta di poter finire fuori dal veicolo: una scena da reportage sul campo più che da talk show politico. Nonostante le condizioni precarie, il collegamento con lo studio di La7 è stato mantenuto, garantendo al pubblico continuità informativa.
La destinazione finale è stata una piccola palazzina vicino alla Congress Hall del World Economic Forum, dove la giornalista ha trovato riparo in un locale angusto, descritto come una sorta di “loculo”, trasformato all’istante in studio provvisorio per concludere il programma.
Incendio, timori e misure di sicurezza a Davos
Solo dopo la messa in sicurezza dei presenti è emersa la dinamica dell’episodio: un incendio era divampato in uno dei piccoli chalet adiacenti al palazzo dei congressi di Davos. Le squadre antincendio sono intervenute rapidamente, riuscendo a spegnere le fiamme in tempi brevi e a circoscrivere i danni alla struttura coinvolta.
Il contesto, però, era già carico di tensione: in quei giorni il World Economic Forum ospitava leader politici ed economici, con livelli di sicurezza elevatissimi, in particolare nella giornata dedicata all’intervento di Donald Trump. In questo quadro, ogni anomalia assume il peso potenziale di una minaccia più grave.
Alla domanda se avesse temuto un attentato, la conduttrice ha riconosciuto che il pensiero fosse inevitabile, vista la combinazione di allerta, presenza massiccia di forze dell’ordine e clima di massima attenzione. L’episodio si è poi rivelato un fatto circoscritto, ma ha mostrato la fragilità logistica di una kermesse globale esposta a rischi tecnici, climatici e di sicurezza.
FAQ
D: Dove si trovava la giornalista al momento dell’evacuazione?
R: Era nello studio allestito a Davos per il collegamento con Otto e mezzo di La7.
D: Come è riuscita a proseguire la trasmissione durante l’emergenza?
R: Ha condotto la puntata in diretta telefonica, restando in contatto con lo studio centrale tramite il proprio cellulare.
D: Che tipo di emergenza è stata segnalata?
R: Un incendio scoppiato in uno chalet vicino al palazzo dei congressi del World Economic Forum di Davos.
D: L’incendio ha causato feriti?
R: In base alle ricostruzioni diffuse, le fiamme sono state domate rapidamente e non risultano vittime gravi collegate all’episodio.
D: Perché le misure di sicurezza erano così elevate?
R: In quei giorni era presente a Davos anche Donald Trump, con un dispositivo di protezione ai massimi livelli per il World Economic Forum.
D: La giornalista ha temuto un attentato?
R: Ha ammesso che l’ipotesi le sia passata per la mente, considerando sirene, evacuazione e clima di allerta.
D: Dove ha raccontato nei dettagli l’accaduto?
R: L’episodio è stato ricostruito in diretta nella trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, fonte giornalistica originale del racconto.
D: L’incidente ha interrotto definitivamente la messa in onda?
R: No, il programma è proseguito in modalità ridotta ma continua, confermando la priorità di garantire informazione in tempo reale anche in condizioni di emergenza.




