Letrozolo scoperto nel test di Rebecca Passler cosa nasconde davvero

Il caso di doping e le implicazioni per lo sport italiano
La sospensione della biatleta 24enne Rebecca Passler, membro della squadra italiana di biathlon verso Milano-Cortina 2026, riporta al centro il tema del doping farmacologico con sostanze come il letrozolo. Il caso si inserisce in una storia recente che include atlete di alto profilo come la tennista Sara Errani, sollevando interrogativi su responsabilità individuali, controlli federali e limiti dei protocolli antidoping.
Profilo di Rebecca Passler e dinamica della sospensione
La positività di Rebecca Passler a sostanze vietate dalla Wada è emersa in un controllo mirato in vista della stagione olimpica. L’analisi ha rilevato tracce di letrozolo, molecola proibita in competizione e fuori competizione. La sospensione cautelare interrompe il percorso verso Milano-Cortina e attiva immediatamente il procedimento disciplinare, con possibilità di controanalisi e audizione. Le federazioni di biathlon e il Coni sono chiamati a valutare eventuali responsabilità di staff medico, preparatori e struttura di supporto.
Il caso viene confrontato con precedenti illustri per definire eventuali attenuanti o aggravanti, inclusi scenari di contaminazione involontaria.
Il precedente di Sara Errani e le decisioni dei giudici
La tennista Sara Errani risultò positiva al letrozolo nel 2017 durante un controllo fuori competizione. Le indagini stabilirono un’assunzione accidentale per contaminazione alimentare domestica, ma i giudici riconobbero comunque una responsabilità oggettiva dell’atleta. La squalifica di dieci mesi evidenziò come l’ignoranza o l’incidente non eliminino l’obbligo di massima vigilanza su farmaci, integratori e cibo. Nel caso Passler, gli organi di giustizia sportiva analizzeranno analogie e differenze rispetto al dossier Errani, valutando tracciabilità di farmaci, abitudini alimentari e supporto medico ricevuto.
Il principio rimane: ogni atleta è responsabile di ciò che entra nel proprio organismo.
Cos’è il letrozolo e perché è vietato nello sport
Il letrozolo è un farmaco salvavita in oncologia, ma rientra fra i modulatori ormonali e metabolici proibiti dalla Wada. Nasce per trattare forme specifiche di tumore al seno sensibili agli estrogeni, soprattutto nelle donne in post-menopausa, ma i suoi effetti sull’assetto ormonale lo rendono appetibile per chi cerca vantaggi illeciti in termini di forza, recupero e composizione corporea.
Uso medico del letrozolo in oncologia e fertilità
In ambito clinico, il letrozolo è un inibitore dell’aromatasi: blocca la conversione degli androgeni in estrogeni, riducendo il carburante ormonale di alcuni tumori mammari. Viene prescritto da oncologi esperti, con monitoraggio di densità ossea, profilo lipidico e funzionalità epatica. È stato testato anche in donne con sindrome dell’ovaio policistico per indurre l’ovulazione, ma si tratta di uso off-label controverso. Esistono dati contrastanti su efficacia e sicurezza riproduttiva, con timori di embriotossicità e aumento di malformazioni.
Per questo, le linee guida raccomandano estrema cautela e valutazione caso per caso da parte di specialisti.
Motivi del divieto Wada e ruolo nei programmi di doping
La Wada inserisce il letrozolo nella categoria S4 dei modulatori ormonali. Riducendo gli estrogeni, incrementa indirettamente i livelli di testosterone endogeno e può potenziare gli effetti anabolizzanti di steroidi esogeni. Migliora recupero muscolare, ridistribuisce il grasso e attenua segni tipici di abuso di steroidi, come ginecomastia e ritenzione idrica. Storicamente è stato usato in programmi di doping di stato in Germania Est e nelle squadre cinesi degli anni Novanta, come ricorda il virologo Fabrizio Pregliasco. In medicina dello sport, ogni uso terapeutico richiede dichiarazione formale e autorizzazione TUE, con tracciabilità rigorosa di dosaggi e tempi di assunzione.
L’assenza di TUE configura quasi sempre violazione delle norme antidoping.
Rischi per la salute, controlli antidoping e tracciabilità
L’assunzione di letrozolo in assenza di patologia oncologica è una manipolazione ormonale ad alto rischio. Gli effetti collaterali superano di gran lunga ogni ipotetico vantaggio sportivo, specie in atleti giovani con assetto endocrino fisiologico. Parallelamente, la crescita della sensibilità dei laboratori accreditati Wada rende sempre più probabile individuare anche microdosi assunte con finalità di “copertura” di altri farmaci dopanti.
Conseguenze sull’organismo degli atleti sani
In soggetti sani, il letrozolo può ridurre rapidamente la densità minerale ossea, aumentando rischio di osteopenia, fratture da stress e problemi articolari cronici. L’alterazione del profilo estrogeni-testosterone incide su metabolismo lipidico e pressione arteriosa, con possibile incremento del rischio cardiovascolare. Nelle donne altera ciclo mestruale, fertilità e benessere psico-fisico; negli uomini può causare squilibri dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi con ipogonadismo secondario. Frequenti anche sbalzi d’umore, insonnia, calo della performance cognitiva.
Questi effetti, sommati ai carichi di allenamento d’élite, espongono gli atleti a danni spesso irreversibili.
Come i laboratori individuano il letrozolo nelle urine
I laboratori accreditati Wada usano gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa per individuare il letrozolo e i suoi metaboliti. Il marker principale è il bis-(4-cianofenil)-metanolo, vera “impronta digitale” chimica del farmaco. I metodi raggiungono limiti di rilevazione nell’ordine dei nanogrammi per millilitro, paragonabili alla ricerca di un granello di zucchero in una piscina olimpionica. Le analisi comprendono screening di massa e conferma mirata, con catena di custodia rigorosa dei campioni.
Ogni incongruenza fra valori attesi, anamnesi terapeutica e profilo biologico dell’atleta viene approfondita da medici e chimici forensi specializzati.
FAQ
Perché il letrozolo è finito al centro del caso Rebecca Passler
Il controllo antidoping ha rilevato letrozolo nelle urine di Rebecca Passler, sostanza vietata in ogni momento dalla Wada. La presenza del farmaco indica manipolazione ormonale incompatibile con le regole sportive internazionali.
In quali casi il letrozolo è legalmente utilizzato in medicina
È autorizzato per il trattamento del cancro al seno ormono-sensibile in donne in post-menopausa. Altri usi, come l’induzione dell’ovulazione nelle pazienti con ovaio policistico, restano off-label e richiedono valutazione specialistica stringente.
Il letrozolo migliora davvero le prestazioni sportive
Alterando il rapporto estrogeni-testosterone, può favorire aumento di massa magra e recupero muscolare, specie se associato ad altri steroidi anabolizzanti. Tuttavia i rischi ossei, cardiovascolari e ormonali superano ampiamente ogni guadagno di performance.
Come funziona la TUE per farmaci come il letrozolo
L’atleta deve presentare alla federazione e alla Wada documentazione clinica che dimostri necessità terapeutica e assenza di alternative. Solo dopo parere positivo la sostanza può essere assunta, con dosaggi e durata strettamente controllati.
Che differenza c’è tra uso accidentale e doping intenzionale
L’uso accidentale riguarda contaminazioni non volute, come nel caso Sara Errani. Il doping intenzionale presuppone un piano di manipolazione ormonale. In entrambi i casi, però, l’atleta resta responsabile della positività, con possibili sanzioni.
Qual è la principale fonte di riferimento sull’uso dopante del letrozolo
Un quadro autorevole proviene dai documenti ufficiali Wada sulla categoria S4 e dagli studi citati nelle decisioni disciplinari riguardanti atlete come Sara Errani, che analizzano struttura chimica, metabolismo e impatto agonistico del farmaco.




