Lele Mora svela retroscena su Corona, Signorini e misteriosi ex fidanzati

Le parole di Lele Mora su Fabrizio Corona
L’ex agente dei vip Lele Mora, ospite da Peppe Iodice al Peppy Night, ha criticato con toni netti le ultime mosse di Fabrizio Corona legate all’inchiesta su Alfonso Signorini e altri protagonisti della tv. Pur riconoscendo un rapporto affettivo con l’ex “re dei paparazzi”, sottolinea una distanza totale dalle sue strategie mediatiche, soprattutto quando toccano la vita privata altrui.
Critiche alla caccia allo scoop a ogni costo
Lele Mora rimarca che “nella vita si può dire tutto”, ma solo con intelligenza e senza infliggere danni gratuiti. Secondo lui, Corona sarebbe “malato di denaro” e disposto a tutto pur di monetizzare rivelazioni e retroscena, indipendentemente dall’impatto su persone e famiglie coinvolte.
Per l’ex agente, il confine etico viene superato quando la ricerca di share e click genera dolore reale. Le sue parole puntano il dito contro una certa deriva del gossip televisivo e digitale, dove verità e menzogna si mescolano pur di creare scandalo.
Il nodo giudiziario e l’ipotesi di un nuovo carcere
Pur condannando i metodi di Corona, Mora non crede a un suo ritorno in carcere. Ricorda gli anni già trascorsi dietro le sbarre e giudica “non conveniente” perseverare in condotte che sfiorano il rischio penale.
Sostiene però che alcune affermazioni pubbliche, specie se lesive della reputazione, “non si dicono” perché possono configurare reati e nuove cause civili. Il sottotesto è chiaro: la ribalta permanente ha un prezzo legale, oltre che umano, che oggi non può più essere ignorato.
I “fidanzati”, lo sciame e il potere delle opportunità
Nel racconto a Peppy Night, Lele Mora ha ricostruito il proprio passato sentimentale e professionale, ammettendo una decina di pretendenti o “fidanzati” e uno “sciame” di ragazzi che lo circondava nei locali per ottenere visibilità. La sua versione respinge l’idea di scorciatoie sessuali per entrare nello spettacolo.
Selezione tra talento, doti e corteggiamento
Mora afferma che con lui “non funzionava così”: chi non aveva talento, disciplina e potenzialità non lavorava, a prescindere dalla disponibilità personale. Il corteggiamento, spiega, era frequente ma non automatico passepartout per la carriera.
Nei suoi ricordi, il rapporto di potere tra aspiranti famosi e agente viene filtrato da un codice personale: flirt solo con chi lo desiderava davvero, evitando dinamiche di scambio esplicito tra sesso e opportunità televisive, tema oggi centrale nel dibattito su abusi e consensi distorti.
Lo “sciame” all’Hollywood e la metafora delle api
Rievocando la discoteca Hollywood di Milano, Lele Mora parla di “uno sciame” di ragazzi che lo seguiva, ribaltando l’immagine classica dell’ape che cerca il miele: intorno a lui, spiega, ruotavano “farfalloni” in cerca di un’occasione.
Questa narrazione restituisce l’idea del potere di un grande talent scout degli anni d’oro della tv generalista, capace di orientare carriere e provini. Al tempo stesso mostra come il confine tra affetto, attrazione e opportunismo fosse spesso labile nell’ambiente notturno e televisivo dei primi Duemila.
Costantino Vitagliano e i non detti sulle star femminili
Tra gli ospiti della serata c’era anche Costantino Vitagliano, storico volto dei reality e icona dei primi anni Duemila. Il suo intervento ha arricchito il quadro su Mora, raccontandone il fascino non solo sugli uomini ma anche su diverse donne celebri.
Dal rifiuto per Costantino alle avances nel mondo dello spettacolo
Lele Mora ha dichiarato di non essere stato interessato a Costantino Vitagliano perché “troppo bello”, un paradosso che sottolinea come il criterio estetico non fosse decisivo per lui. Ha parlato di fidanzati con soprannomi legati a caratteristiche fisiche, ma senza dettagli che possano identificarli.
L’ex agente insiste sull’idea che, se qualcuno voleva “concedersi”, questo non bastava per ottenere una corsia preferenziale. Solo chi dimostrava doti e professionalità poteva sperare in contratti e prime serate, in netto contrasto con l’immaginario del “casting sul divano”.
Le donne famose che lo corteggiavano e il confronto con Corona
Vitagliano ha aggiunto che molte donne note, ancora oggi in onda con programmi di punta, avrebbero cercato di dormire con Mora. L’ex agente ha confermato, rifiutandosi però di fare nomi, preferendo lasciare “i nomi a Corona”.
Questo passaggio evidenzia due approcci opposti all’informazione scandalistica: da un lato la scelta del silenzio e della protezione, dall’altro la spettacolarizzazione delle rivelazioni. Il contrasto tra i due vecchi alleati diventa così paradigma del confronto attuale tra privacy, gossip aggressivo e responsabilità editoriale sui media digitali.
FAQ
Perché Lele Mora prende le distanze dalle azioni di Fabrizio Corona?
Lele Mora contesta a Fabrizio Corona l’uso di rivelazioni aggressive che possono ferire persone e famiglie. Ritiene che la verità vada detta con misura, senza trasformare la vita privata in arma di ricatto mediatico solo per generare denaro e visibilità.
Che cosa pensa Mora del possibile ritorno in carcere di Corona?
Secondo Mora, Corona non tornerà in carcere, anche se continua a esporsi. Ricorda i molti anni già scontati e giudica “non conveniente” perseverare in condotte a rischio, pur ribadendo che certe frasi non dovrebbero essere pronunciate in pubblico.
Come descrive Mora i suoi rapporti sentimentali e lo “sciame” di corteggiatori?
Lele Mora parla di una decina di fidanzati e di uno “sciame” di ragazzi nei locali come l’Hollywood di Milano. Afferma però che non offriva lavoro in cambio di favori sessuali: per collaborare con lui servivano talento, disciplina e reali potenzialità artistiche.
Qual è stato il ruolo di Costantino Vitagliano nel racconto televisivo?
Costantino Vitagliano ha definito Mora il suo “papà professionale” e ha confermato di averlo visto spesso corteggiato, anche da donne illustri. Il suo contributo aiuta a ricostruire l’influenza dell’ex agente sulla tv commerciale italiana degli anni Duemila.
Come si inserisce la vicenda nel dibattito su gossip e rispetto della privacy?
Le dichiarazioni di Mora e il caso Corona–Signorini rilanciano il tema dei limiti etici del gossip. Tra diritto di cronaca e spettacolarizzazione delle accuse, emerge l’urgenza di tutelare la dignità delle persone, anche quando si tratta di personaggi pubblici abituati all’esposizione mediatica.
Qual è la principale fonte delle informazioni riportate su Mora e Corona?
I contenuti citati derivano dall’intervento di Lele Mora al programma Peppy Night di Peppe Iodice e dall’inchiesta su Fabrizio Corona e Alfonso Signorini raccontata nell’articolo originale pubblicato da Nexilia nel 2024.




