Lega spinge sul pugno duro: case occupate e sfratti verso la svolta
Sgomberi immediati: cosa cambia davvero per le case occupate
Il nuovo fronte aperto dalla Lega sul decreto sicurezza mira a rivoluzionare la gestione delle occupazioni abusive. L’obiettivo dichiarato è rassicurare i proprietari e riattivare il mercato degli affitti di medio-lungo periodo, riducendo tempi e margini di incertezza giuridica per chi investe nel mattone.
La stretta voluta da Matteo Salvini sugli immobili occupati
Il vicepremier Matteo Salvini punta a estendere lo “sgombero immediato” a tutte le abitazioni occupate, non solo alla prima casa. La norma, da inserire nel nuovo decreto sicurezza, nascerebbe come inasprimento del provvedimento approvato a giugno. L’intervento sposterebbe il baricentro a favore della proprietà privata, riducendo gli spazi per mediazioni e dilazioni. Sul piano politico, la mossa consolida il posizionamento identitario della Lega sul tema legalità e sicurezza urbana, intercettando l’elettorato dei piccoli proprietari che temono lungaggini procedurali e costi legali spesso insostenibili.
In parallelo, i tecnici dovranno calibrare le garanzie costituzionali, evitando conflitti con il diritto all’abitazione e con la giurisprudenza europea in materia di sfratti e vulnerabilità sociale.
Le reazioni del centrodestra e il fronte interno sulla casa
I capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo rilanciano lo slogan “la casa non si tocca”, trasformando la proposta in bandiera identitaria del centrodestra. Nel perimetro della maggioranza, Forza Italia rivendica continuità tramite la proposta del senatore Roberto Rosso, che già prevede una stretta sulle occupazioni. Questo consente al partito di marcare un ruolo propositivo in un dossier strategico per il ceto medio proprietario.
La convergenza tra Lega e Forza Italia spiana la strada a un testo unico più radicale, da innestare nel decreto sicurezza per accelerare l’iter. Sullo sfondo, le associazioni proprietarie spingono per tempi certi e tutele effettive, considerate condizioni imprescindibili per ampliare l’offerta locativa privata nelle grandi città.
Sfratti in 10 giorni: il ddl che può cambiare gli affitti
Accanto alla linea dura sulle occupazioni, il governo lavora a una riforma lampo delle procedure di sfratto. Il disegno di legge, in fase avanzata, mira a comprimere drasticamente i tempi, promettendo maggiore prevedibilità per i locatori e minore convenienza per la morosità protratta.
La proposta Buonguerrieri e la rivoluzione delle tempistiche
Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti conferma che è in lavorazione un intervento sugli sfratti, coordinato con la deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, prima firmataria del ddl. Il testo, all’esame della commissione Giustizia, elimina il preavviso di rilascio e fissa in dieci giorni il termine minimo prima dell’esecuzione. Trascorso questo periodo dal precetto, lo sfratto dovrà essere eseguito entro trenta giorni, con un solo possibile rinvio fino a sessanta giorni in presenza di ultrasettantenni, disabili o malati gravi.
Lo schema punta a contenere l’abuso del contenzioso dilatorio, riducendo il rischio di immobilizzazione pluriennale degli immobili locati e aumentando l’appeal dell’investimento residenziale a reddito.
Impatto su proprietari, inquilini e mercato degli affitti
Per i proprietari, la prospettiva di uno sfratto entro poche settimane riduce l’incertezza e i costi di gestione del rischio morosità, incentivando la rimessa sul mercato di alloggi oggi sfitti per timore dei contenziosi. Per gli inquilini morosi, soprattutto se economicamente fragili, il nuovo quadro può tradursi in un’uscita più rapida dall’alloggio, con forte necessità di politiche di accompagnamento.
Senza fondi adeguati per l’emergenza abitativa, la stretta procedurale rischia di spostare il problema dalle aule dei tribunali ai servizi sociali comunali. In termini sistemici, la riforma incide sulle aspettative degli investitori istituzionali nell’housing sociale, interessati a regole certe ma anche a stabilità sociale nei quartieri.
Piano casa, morosità incolpevole e grande frattura sociale
Le nuove norme su sgomberi e sfratti si inseriscono in un contesto di forte tensione abitativa, segnato da canoni in crescita, salari fermi e carenza di alloggi pubblici. Qui si gioca il vero equilibrio tra tutela della proprietà e diritti sociali fondamentali.
La strategia del governo tra recupero immobili e fondi pubblici
Tommaso Foti annuncia circa 4 miliardi destinati a edilizia residenziale pubblica, sociale e convenzionata, con un censimento di 70–80 mila immobili da recuperare, oggi inutilizzati. L’idea è trasformare un patrimonio abbandonato in alloggi accessibili, alleggerendo la pressione sul mercato privato. Il successo dipenderà dalla capacità delle regioni di progettare interventi rapidi, superando vincoli burocratici e resistenze locali.
Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa sostiene che combinare piano casa, sgomberi immediati e sfratti più veloci possa rafforzare la fiducia dei proprietari e, indirettamente, ampliare l’offerta in affitto a lungo termine, soprattutto nelle grandi aree metropolitane.
La posizione di Sunia e il nodo della morosità incolpevole
Il sindacato degli inquilini Sunia, con il segretario generale Stefano Chiappelli, denuncia l’assenza di rifinanziamento da quattro anni del fondo sostegno affitto, stimando in 900 milioni la cifra necessaria. Secondo i dati del sindacato, circa un milione e mezzo di famiglie vive in disagio abitativo e il 78% è in affitto, con morosità spesso classificabile come “incolpevole”.
In assenza di strumenti strutturali di prevenzione, come contributi stabili e programmi di housing temporaneo, la stretta su sgomberi e sfratti potrebbe produrre un aumento degli sfratti esecutivi e della precarietà abitativa. Il vero banco di prova sarà la capacità del governo di integrare sicurezza e politiche sociali in un unico disegno credibile.
FAQ
Cosa prevede la nuova stretta sulle case occupate abusivamente?
La linea proposta estende lo sgombero immediato a tutte le abitazioni occupate abusivamente, non solo alla prima casa. L’obiettivo è accelerare il ripristino della proprietà, ridurre i margini di tolleranza per le occupazioni e dare maggiore certezza ai proprietari, inserendo la misura nel decreto sicurezza in arrivo in Consiglio dei ministri.
Come funziona il disegno di legge sugli sfratti in dieci giorni?
Il ddl elimina il preavviso di rilascio e lega tutto alla notifica del precetto: dopo dieci giorni si può iniziare lo sfratto, che va eseguito entro trenta giorni. È previsto un solo rinvio, massimo sessanta giorni, per casi particolari come over 70, disabili o malati. L’impianto riduce drasticamente tempi e possibilità di proroghe.
Quali benefici sono attesi per i proprietari di immobili?
Con tempi più rapidi per sgomberi e sfratti, i proprietari riducono il rischio di lunghi periodi senza canone e costi legali elevati. Ciò può indurre a rimettere sul mercato abitazioni oggi tenute sfitte per prudenza, aumentando l’offerta in locazione. Secondo Confedilizia, questo migliora anche l’accesso alla casa per gli inquilini affidabili.
Perché i sindacati degli inquilini criticano la riforma?
Sunia contesta che si intervenga solo sul versante repressivo senza rifinanziare il fondo sostegno affitto, fermo da anni. La morosità è spesso incolpevole, legata a perdita del lavoro o salari insufficienti. Senza aiuti strutturali, il rischio è uno spostamento del problema verso emergenza abitativa cronica e maggiore pressione sui servizi sociali comunali.
Cosa prevede il piano casa annunciato dal governo?
Il governo intende mobilitare circa 4 miliardi per edilizia pubblica, sociale e convenzionata, partendo dal recupero di 70–80 mila immobili abbandonati. Regioni e comuni dovranno trasformarli in alloggi disponibili a canoni calmierati. L’obiettivo è alleggerire tensioni sui mercati metropolitani, ridurre il disagio abitativo e affiancare il settore privato con un’offerta strutturale.
Qual è la fonte principale delle informazioni su queste misure?
Le informazioni sintetizzano le dichiarazioni pubbliche di esponenti del governo, di Confedilizia e dei sindacati degli inquilini, come riportate dall’agenzia di stampa ANSA, che ha diffuso i dettagli sulle proposte di decreto sicurezza, sul disegno di legge sugli sfratti e sulle linee guida del piano casa nazionale.




