Le Iene approfondiscono caso Garlasco e nuovi reportage esclusivi su Italia 1

Le Iene del 15 febbraio 2026: temi, inchieste e rilevanza editoriale
La puntata di Le Iene in onda stasera, domenica 15 febbraio 2026 alle 21.25 su Italia 1, conferma l’impostazione di approfondimento giornalistico che da anni caratterizza il format ideato da Davide Parenti. Alla conduzione tornano Veronica Gentili e Max Angioni, chiamati a orchestrare una scaletta che intreccia cronaca, attualità giudiziaria e riflessione sociale.
Al centro della serata spiccano tre fuochi narrativi: la ricostruzione dell’assalto a un furgone portavalori, l’inchiesta sanitaria sul caso del bambino con il “cuore bruciato” e il ritorno sul delitto di Garlasco, con la testimonianza diretta del giudice che assolse in primo grado Alberto Stasi. La presenza in studio di firme autorevoli come Carlo Verdelli e del magistrato Stefano Vitelli rafforza la dimensione di analisi critica e contestualizzazione, in linea con i criteri di qualità informativa richiesti dall’ecosistema digitale e televisivo contemporaneo.
L’assalto al portavalori sulla 613: cosa emerge dall’inchiesta
Il servizio di Giulio Golia ricostruisce l’assalto al furgone portavalori del 9 febbraio lungo la statale 613 con un approccio cronologico e documentale. La dinamica del blitz, la risposta delle forze dell’ordine e la gestione operativa dell’emergenza vengono analizzate partendo dalle testimonianze dirette dei protagonisti coinvolti.
Un carabiniere rimasto ferito e un militare fuori servizio, intervenuto spontaneamente inseguendo i rapinatori con la propria auto, offrono un quadro interno dei minuti più concitati. Il racconto, sostenuto da materiali audiovisivi verificati, permette di valutare tempi di reazione, protocolli di sicurezza e vulnerabilità operative emerse nel corso dell’attacco armato.
I filmati inediti e le risultanze investigative note finora contribuiscono a delineare modalità, preparazione e livello di professionalità del commando, elementi centrali per comprendere la natura del fenomeno e le possibili ricadute su sicurezza privata e coordinamento interforze.
Testimoni, vittime collaterali e impatto psicologico
L’indagine di Giulio Golia dedica spazio anche alle figure spesso marginalizzate nel racconto di cronaca: la guardia giurata presente sul furgone e la giovane studentessa a cui è stata sottratta l’auto durante la fuga. Le loro testimonianze aiutano a misurare l’impatto umano e psicologico di un’azione criminale che non colpisce solo il bersaglio economico, ma una pluralità di soggetti esposti.


L’analisi si concentra su stress post-traumatico, tutela delle vittime e criticità nella protezione degli operatori della sicurezza privata, spesso in prima linea con dotazioni e supporti non sempre adeguati al rischio reale. Viene inoltre messo in evidenza come la sottrazione di un veicolo civile per la fuga dei malviventi moltiplichi i pericoli per la collettività, introducendo fattori di imprevedibilità nella gestione dell’ordine pubblico.
La scelta di combinare testimonianze, immagini e ricostruzione tecnica punta a restituire un quadro completo, utile non solo alla narrazione televisiva ma anche alla riflessione su prevenzione e responsabilità istituzionali.
Il bambino con il “cuore bruciato”: nodi clinici e questioni etiche
Il reportage di Alice Martinelli affronta uno dei casi sanitari più delicati degli ultimi mesi: quello di un bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre. Il nuovo organo non ha mai ripreso a battere autonomamente e il piccolo è mantenuto in vita da oltre cinquanta giorni con un sistema di ossigenazione extracorporea.
L’inchiesta ricostruisce in modo ordinato le tappe cliniche finora note, il confronto tra équipe mediche e il vissuto della famiglia, senza indulgere nel sensazionalismo. Al centro, la necessità di capire se vi siano state criticità nelle fasi di selezione, conservazione e trasporto dell’organo e nella gestione post-operatoria.
Divergenze tra centri trapianto e ruolo delle istituzioni
Un nodo cruciale è la differente valutazione tra gli specialisti del Bambino Gesù di Roma, secondo cui il bambino non sarebbe più trapiantabile, e i medici dell’Ospedale Monaldi, che lo mantengono invece in lista d’attesa. Questa divergenza apre interrogativi sulla governance dei trapianti pediatrici, sui criteri di eleggibilità e sulla gestione del rischio clinico.
Il servizio di Alice Martinelli mette in relazione i protocolli ufficiali con le prassi applicate, evidenziando l’importanza di sistemi di audit indipendenti e trasparenti quando si verificano esiti così gravi. Vengono richiamati anche i doveri delle istituzioni sanitarie nel comunicare in modo chiaro con la famiglia, riducendo l’asimmetria informativa che spesso caratterizza i casi ad alta complessità.
L’obiettivo è offrire al pubblico elementi per comprendere il quadro, senza sostituirsi agli inquirenti né ai collegi peritali, ma sottolineando il valore di accountability in sanità pubblica.
Accertamenti, responsabilità e diritto all’informazione
Mentre proseguono gli accertamenti per chiarire eventuali responsabilità, il caso del bambino con il “cuore bruciato” diventa anche un banco di prova del diritto all’informazione in ambito medico. L’inchiesta di Le Iene si muove tra cartelle cliniche, linee guida e testimonianze, cercando di evitare semplificazioni dannose per la fiducia nei trapianti.
Il servizio richiama l’attenzione sulle fasi più critiche del percorso: valutazione dell’organo donato, tempi di ischemia, condizioni del trasporto, gestione intensiva post-operatoria. Ogni elemento può incidere sull’esito e, se non adeguatamente documentato, alimentare contenziosi e sfiducia.
La scelta editoriale è quella di mantenere una postura prudente, dando conto della sofferenza familiare ma anche dei vincoli scientifici ed etici che guidano i professionisti coinvolti.
Gli ospiti in studio e il focus sul caso Garlasco
La parte in studio di Le Iene amplia la prospettiva passando dalla cronaca all’analisi culturale e giudiziaria. Il giornalista Carlo Verdelli presenta il libro Il diavolo in tasca, dedicato alle derive del capitalismo digitale, alla dipendenza da smartphone e al ruolo degli algoritmi come nuove infrastrutture di controllo sociale.
Accanto a lui, il giudice Stefano Vitelli torna sul delitto di Garlasco, uno dei casi giudiziari più dibattuti degli ultimi anni, ripercorrendo gli elementi che nel 2009 lo portarono ad assolvere in primo grado Alberto Stasi. L’obiettivo è offrire una lettura tecnica di perizie, prove informatiche e “ragionevole dubbio”, al di là delle semplificazioni mediatiche.
Capitalismo digitale, algoritmi e controllo dell’attenzione
Nel confronto con Carlo Verdelli, la trasmissione affronta la trasformazione dell’ecosistema informativo nell’era degli algoritmi di raccomandazione, con implicazioni dirette su Google News, Google Discover e piattaforme social. Il diavolo in tasca viene presentato come strumento critico per comprendere la “cattura dell’attenzione” e i rischi di polarizzazione, disinformazione e sorveglianza individuale.
Si discute di come la dipendenza da smartphone modelli le abitudini cognitive e relazionali, e di quali responsabilità ricadano su editori, broadcaster e piattaforme tecnologiche nella tutela degli utenti. In questo quadro, programmi di approfondimento come Le Iene sono chiamati a coniugare linguaggi televisivi popolari con standard di verifica e responsabilità editoriale elevati.
L’intervento di Verdelli mette in relazione consumi digitali, business model pubblicitari e qualità della democrazia, offrendo al pubblico chiavi di lettura informate.
Il ragionevole dubbio nel delitto di Garlasco
Con il giudice Stefano Vitelli, autore con Giuseppe Legato de Il ragionevole dubbio di Garlasco, il focus si sposta sul rapporto tra processo mediatico e processo penale. Vitelli ricostruisce il quadro probatorio che nel 2009 portò all’assoluzione in primo grado di Alberto Stasi, soffermandosi su perizie, analisi informatiche e lacune investigative.
Il confronto televisivo evidenzia come la categoria del “ragionevole dubbio” sia spesso fraintesa nel dibattito pubblico, ma risulti centrale nella tutela delle garanzie dell’imputato. Allo stesso tempo, l’evoluzione del caso nelle successive fasi di giudizio mostra quanto i processi complessi richiedano prudenza nell’elaborazione di narrazioni definitive.
La scelta di riportare in primo piano la voce del magistrato coinvolto nella sentenza di assoluzione contribuisce a riequilibrare l’attenzione mediatica, valorizzando l’analisi tecnica delle prove rispetto alle semplificazioni polarizzanti.
FAQ
A che ora inizia la puntata di Le Iene del 15 febbraio 2026?
La puntata di Le Iene va in onda stasera, domenica 15 febbraio 2026, a partire dalle 21.25 su Italia 1. L’orario di inizio è in linea con la tradizionale collocazione in prima serata del programma di Davide Parenti, pensata per intercettare un pubblico generalista interessato all’approfondimento di cronaca e attualità.
Su quale canale e piattaforma si può vedere Le Iene?
Le Iene è trasmesso in chiaro su Italia 1 e disponibile in live streaming e on demand su Mediaset Infinity. Gli utenti possono rivedere i singoli servizi e l’intera puntata in qualsiasi momento, anche da dispositivi mobili, accedendo con account gratuito alla piattaforma digitale del gruppo Mediaset.
Chi conduce Le Iene nella puntata del 15 febbraio 2026?
La conduzione della puntata è affidata a Veronica Gentili e Max Angioni. La presenza di una giornalista con esperienza di approfondimento politico e di un comico affermato permette di bilanciare rigore informativo e linguaggio popolare, mantenendo però centrale la dimensione investigativa tipica del format.
Chi firma il servizio sull’assalto al furgone portavalori?
L’inchiesta sull’assalto al furgone portavalori avvenuto il 9 febbraio lungo la statale 613 è curata da Giulio Golia. Il servizio combina testimonianze dirette, analisi cronologica e filmati inediti, con l’obiettivo di offrire una ricostruzione precisa della dinamica e delle implicazioni in termini di sicurezza pubblica.
Quali sono i punti chiave del caso del bambino con il cuore bruciato?
Il caso seguito da Alice Martinelli riguarda un bambino di due anni operato di trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli, il cui organo trapiantato non ha mai ripreso a battere autonomamente. Il piccolo è tenuto in vita da un sistema di ossigenazione extracorporea e al centro del dibattito figurano condizioni dell’organo, modalità di trasporto, gestione clinica e divergenze tra i centri trapianto coinvolti.
Di cosa parla il libro Il diavolo in tasca di Carlo Verdelli?
Carlo Verdelli presenta Il diavolo in tasca come un saggio sulle derive del capitalismo digitale, sulla dipendenza da smartphone e sul ruolo degli algoritmi nella modellazione dei comportamenti collettivi. Il volume analizza l’impatto delle piattaforme digitali sull’informazione, sulle relazioni sociali e sui meccanismi di controllo dell’attenzione.
Perché è importante il contributo del giudice Stefano Vitelli sul caso Garlasco?
Il giudice Stefano Vitelli, autore con Giuseppe Legato de Il ragionevole dubbio di Garlasco, offre una lettura interna del procedimento che nel 2009 portò all’assoluzione in primo grado di Alberto Stasi. La sua analisi tecnico-giuridica su perizie, prove informatiche e lacune investigative aiuta a comprendere meglio la complessità del caso e il significato del “ragionevole dubbio” nel processo penale.
Qual è la fonte principale delle anticipazioni sulla puntata di Le Iene?
Le informazioni e le anticipazioni analizzate in questo articolo derivano dall’articolo originale pubblicato da Movieplayer, che ha fornito i dettagli sui servizi di Giulio Golia e Alice Martinelli, sugli ospiti Carlo Verdelli e Stefano Vitelli e sulla programmazione televisiva di Le Iene del 15 febbraio 2026.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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