Lacerenza confessa il lusso estremo: la verità sui 50mila al mese

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Lacerenza rivela come spendeva 50mila euro al mese. Il racconto
Ascesa e caduta di un re della notte
Davide Lacerenza, ex volto di punta della movida di Milano, racconta come sia passato in pochi anni da incassi milionari ai sequestri giudiziari e al patteggiamento. Nel colloquio con Fanpage.it ricostruisce il periodo d’oro della celebre Gintoneria, locale diventato simbolo di notti senza limiti. In quelle serate, spiega, le entrate toccavano regolarmente gli 8-10 mila euro, con un fatturato annuo che oscillava tra i due e i tre milioni.
Una notte da record fruttò, secondo il suo racconto, 60 mila euro, cifra che alimentò il mito del locale e del suo gestore. L’ex imprenditore sottolinea come i collaboratori venissero retribuiti con stipendi elevati, fino a 3.500 euro al mese più mance, con buste paga ritoccate per consentire alle famiglie di trasferirsi e sistemarsi in città. Questo modello, però, correva parallelo a un tenore di vita personale completamente fuori scala.
Il racconto arriva dopo l’arresto dello scorso marzo con le accuse di detenzione e spaccio di droga e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, sfociate nel patteggiamento. Parte del patrimonio, tra cui conti correnti anche esteri, orologi di lusso e perfino i gioielli della madre, risulta oggi sotto sequestro, con champagne e beni di valore destinati alle aste e alle confische previste per i risarcimenti.
La vita da 50mila euro al mese
L’ex gestore della Gintoneria ammette di aver “sperperato tutto”, raccontando una routine di spesa superiore ai 50 mila euro mensili. Il capitolo più impressionante riguarda l’alcol: in media, ogni notte consumava almeno un paio di bottiglie di champagne dal valore minimo di 600 euro ciascuna, per un totale, a suo dire, di oltre 30 mila euro al mese destinati solo alle bevande di lusso.
A queste cifre si aggiungevano i costi delle auto di alta gamma: il mantenimento della Ferrari gli pesava per circa 7 mila euro mensili, mentre la Lamborghini Urus comportava altre migliaia di euro di spese fisse. Il resto era una combinazione di cene in ristoranti stellati, con conti da 3 mila euro alla volta, shopping di scarpe e abiti firmati e regali costosi nel circuito ristretto dei locali esclusivi.
Nel racconto emerge una piena presa di distanza da quel periodo, definito con parole durissime da Lacerenza stesso, che afferma di voler trasformare la propria esperienza in un monito per chi crede di poter “gestire la sostanza” e un tenore di vita alimentato da una ricchezza tanto rapida quanto fragile. Nelle sue parole si legge la consapevolezza del legame tra abuso di droghe, dipendenze e crollo personale ed economico.
Ripartenza, offerte e nuove ambizioni
Oggi l’ex imprenditore della notte prova a riposizionarsi, consapevole di non poter intestare beni a proprio nome ma convinto di poter tornare protagonista nel settore. Sostiene di essere richiesto come direttore da più realtà, tra cui una nota discoteca di Milano, e definisce sé stesso “un bocconcino ambito” per chi cerca figure esperte di intrattenimento e gestione di locali.
Nella sua narrazione, un ruolo importante è attribuito al sostegno di figure a lui vicine, come Wanna Marchi e Stefania Nobile. Quest’ultima, in precedenti dichiarazioni, ha riconosciuto pubblicamente di aver “fallito” ma di essere grata alla magistratura per avergli, a suo dire, salvato la vita, richiamando più volte i danni irreversibili prodotti dalla droga. Queste posizioni contribuiscono a delineare un contesto familiare e affettivo che oggi spinge verso un percorso di maggiore responsabilità.
Lacerenza sostiene di voler “ripartire da zero” dopo aver perso tutto “in un attimo”, ma punta a costruire un nuovo “impero” nel mondo della notte, forte dell’esperienza accumulata e della visibilità mediatica. La sua storia resta al centro del dibattito pubblico, tra critiche per le uscite mondane dopo le vicende giudiziarie e curiosità per l’eventuale ritorno in grande stile nel settore dell’intrattenimento.
FAQ
D: Chi è Davide Lacerenza?
R: È un ex gestore di locali notturni milanesi, noto per la Gintoneria e per le vicende giudiziarie legate a droga e prostituzione.
D: Quanto spendeva al mese secondo il suo racconto?
R: Ha dichiarato di superare stabilmente i 50 mila euro mensili, tra alcol, auto di lusso, cene e shopping.
D: Qual era il volume d’affari della Gintoneria?
R: Ha riferito incassi per 8-10 mila euro a sera e un fatturato annuo tra i due e i tre milioni di euro.
D: Che fine hanno fatto champagne e beni di lusso?
R: Molti beni, compresi champagne per circa 900 mila euro, sono stati confiscati o messi all’asta per i risarcimenti.
D: Quali accuse hanno portato al suo arresto?
R: Detenzione e spaccio di droga, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, poi conclusi con patteggiamento.
D: Qual è oggi la sua situazione economica?
R: Sostiene di aver perso tutto e di non poter intestare beni, ma afferma di avere numerose offerte di lavoro come direttore di locali.
D: Che ruolo hanno Wanna Marchi e Stefania Nobile nella sua vita?
R: Dichiarano di sostenerlo, con Stefania Nobile che ha ringraziato la magistratura per averne, a suo dire, preservato la vita.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle sue dichiarazioni?
R: Il racconto dettagliato è stato pubblicato in un’intervista rilasciata a Fanpage.it, da cui provengono le citazioni e le cifre riportate.




