Khlynovskiy offre assistenza cyber all’Italia per evitare estradizione negli Usa

Il caso Roman Khlynovskiy e la sfida globale alla cybersicurezza sanitaria
Il fermo di Roman Khlynovskiy a Rimini porta in primo piano la vulnerabilità dei sistemi sanitari agli attacchi informatici ad alto impatto. Secondo le autorità statunitensi, il 42enne kazako avrebbe colpito ospedali e operatori sanitari con sofisticate intrusioni, estorcendo riscatti da milioni di dollari in cambio del silenzio sui dati clinici trafugati. La vicenda, che coinvolge il Tribunale federale del Tennessee e l’Fbi, apre un fronte delicato: conciliare cooperazione giudiziaria internazionale, tutela delle vittime e possibile uso “strategico” delle competenze tecniche dell’imputato in chiave di difesa cibernetica.
La decisione sull’estradizione negli Stati Uniti, invocata da Washington e contestata dalla difesa, avrà effetti rilevanti non solo sul singolo caso, ma anche sul ruolo dell’Italia nella gestione dei cyber-reati transnazionali.
Le accuse degli Stati Uniti e il ruolo del Tennessee
Il Tribunale per il distretto est del Tennessee contesta a Roman Khlynovskiy associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica, furto d’identità, riciclaggio, estorsione informatica e minacce di divulgazione di immagini intime non consensuali.
Il mandato di cattura internazionale è stato emesso due giorni prima dell’arresto a Rimini, avvenuto il 30 luglio, nell’ambito di un’indagine guidata dall’Fbi sui grandi attacchi contro strutture sanitarie statunitensi.
Il 20 agosto il Gran Giurì ha disposto il rinvio a giudizio, rafforzando la richiesta di consegna alle autorità americane e rendendo concreta la prospettiva di un processo per reati di altissima gravità economica e sociale.
L’impatto sugli ospedali e sui dati clinici sensibili
Le contestazioni descrivono un modello di attacco in cui i sistemi informativi di ospedali e fornitori di assistenza diventano bersaglio strategico, perché custodiscono dati biomedici estremamente sensibili e difficilmente sostituibili.
Secondo gli inquirenti, la finalità non era solo economica, ma anche intimidatoria: minacciare la diffusione di fotografie, diagnosi e informazioni sanitarie per piegare le vittime al pagamento.
Il danno non riguarda soltanto le strutture colpite, ma l’intero ecosistema della sanità digitale, chiamato a rafforzare cifratura, gestione delle credenziali, segmentazione delle reti e sistemi di monitoraggio continuo per ridurre l’esposizione a simili ricatti.
L’appello della famiglia e la posizione della difesa in Italia
Parallelamente al procedimento avviato negli Stati Uniti, la moglie di Roman Khlynovskiy, Olena, e il legale Alexandro Maria Tirelli sollecitano il ministro della Giustizia Carlo Nordio a valutare una soluzione alternativa all’estradizione. La linea difensiva insiste sull’assenza di pericolosità fisica dell’indagato e sulla possibilità di impiegarne le competenze in un quadro legale, a beneficio della sicurezza nazionale italiana. L’istanza richiama profili umanitari, giuridici e geopolitici, inserendo il caso in un più ampio dibattito sull’uso di expert hacker come risorsa di intelligence cibernetica controllata.
Resta cruciale il bilanciamento tra esigenze di giustizia internazionale e interesse pubblico interno.
Le richieste della moglie di Khlynovskiy al ministro Nordio
Nell’appello pubblico, Olena chiede che “venga esaminata con attenzione e responsabilità la possibilità di non estradare Roman”, richiamando le “complesse conseguenze umanitarie, giuridiche e geopolitiche” della scelta.
Sostiene che “Mio marito non è un criminale violento e non rappresenta una minaccia per la società” e prospetta la permanenza in Italia come “soluzione più equilibrata e, al contempo, più utile per lo Stato stesso”.
Secondo la donna, Khlynovskiy avrebbe “sempre espresso la disponibilità a collaborare con le istituzioni”, mettendo a disposizione conoscenze avanzate su cybersicurezza, protezione delle infrastrutture e prevenzione di fenomeni tecnologici complessi.
La strategia difensiva di Alexandro Maria Tirelli
L’avvocato Alexandro Maria Tirelli annuncia l’intenzione di usare “ogni rimedio, incluso il ricorso al Tar del Lazio”, per evitare l’estradizione, chiamando direttamente in causa le prerogative del ministro Carlo Nordio.
A suo giudizio, la mancata estradizione consentirebbe allo Stato italiano di acquisire informazioni e competenze strategiche sulla sicurezza informatica, in un contesto segnato da ripetuti attacchi alle infrastrutture critiche.
La difesa chiederà che Roman Khlynovskiy sia ascoltato dalle autorità competenti, così da valutare formalmente il possibile interesse pubblico e il contributo alla sicurezza nazionale prima di una decisione definitiva.
L’“8-Digits Team” e la dinamica degli attacchi su larga scala
Al centro delle indagini dell’Fbi c’è l’“8-Digits Team”, gruppo di cyber-criminalità così denominato per l’entità dei riscatti, mai inferiori alle otto cifre. A Roman Khlynovskiy viene attribuito un ruolo di primo piano nella catena di attacchi che, tra il 2021 e il 2025, avrebbe colpito decine di strutture sanitarie statunitensi. La ricostruzione investigativa mostra un salto di scala: dai singoli ospedali ai fornitori di software centrali, con un effetto a cascata su decine di milioni di cartelle cliniche.
Il caso diventa così un paradigma dei rischi legati ai fornitori tecnologici “hub” della sanità digitale.
Dalla violazione di credenziali alle 70 milioni di cartelle cliniche
L’Fbi attribuisce all’8-Digits Team un’operatività continuativa da ottobre 2021 a luglio 2025, con un punto di svolta nell’accesso abusivo alle credenziali di un dipendente di un ospedale in Kentucky.
Da lì il gruppo avrebbe raggiunto i sistemi di una società di software statunitense che gestiva dati per oltre 100 ospedali e fornitori di assistenza.
Secondo l’accusa, sarebbero state compromesse circa 70 milioni di cartelle cliniche, con richiesta di riscatto di 500 milioni di dollari per evitare la pubblicazione dei dati sanitari online.
Minacce ai vip e pagamenti dei riscatti multimilionari
Il 13 aprile, l’8-Digits Team ha diffuso un messaggio di avvertimento: “Stiamo filtrando tutti i dati in nostro possesso, al fine di creare un elenco delle 500 persone più influenti, potenti e famose. Questo includerà atleti di alto livello, musicisti, artisti, funzionari governativi di alto rango, militari, ecc.”.
Quattro giorni dopo viene recapitata una lista con circa 6mila nomi di vip, a testimonianza della mole e della qualità del materiale sottratto.
Il 27 giugno, il gestore del software violato avrebbe pagato 3 milioni di dollari, mentre un ospedale in California ne avrebbe versati altri 5 per ottenere la cancellazione dei dati dei propri pazienti.
FAQ
Chi è Roman Khlynovskiy e perché è stato arrestato a Rimini
Roman Khlynovskiy è un cittadino kazako di 42 anni, fermato a Rimini su mandato statunitense per presunti attacchi informatici a ospedali, frode telematica, furto d’identità, riciclaggio ed estorsione.
Quali reati contestano le autorità del Tennessee
Il Tribunale del Tennessee gli contesta associazione per delinquere, frode informatica, furto di identità, riciclaggio di denaro, estorsione e minacce di diffusione di immagini intime non consensuali.
Perché gli ospedali sono bersaglio privilegiato degli hacker
Gli ospedali gestiscono dati clinici altamente sensibili e spesso dispongono di infrastrutture legacy, rendendo più probabile il pagamento di riscatti per evitare scandali, interruzioni dei servizi e danni reputazionali.
Cosa chiede la moglie Olena al ministro Carlo Nordio
Olena sollecita Carlo Nordio a non concedere l’estradizione, sostenendo che il marito non è violento e potrebbe collaborare legalmente con le istituzioni italiane sulla cybersicurezza.
Qual è la linea difensiva dell’avvocato Alexandro Maria Tirelli
Alexandro Maria Tirelli punta a bloccare l’estradizione anche tramite il Tar del Lazio, proponendo di valorizzare le competenze tecniche di Khlynovskiy in funzione dell’interesse pubblico e della sicurezza nazionale.
Che cos’è l’8-Digits Team secondo l’Fbi
L’8-Digits Team è indicato dall’Fbi come un gruppo di cyber-criminali specializzato in maxi-riscatti, accusato di aver trafugato fino a 70 milioni di cartelle cliniche da oltre 100 strutture sanitarie.
Quali somme sarebbero state pagate a seguito degli attacchi
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe chiesto fino a 500 milioni di dollari; sono indicati almeno 3 milioni pagati dal gestore del software e 5 milioni da un ospedale in California.
Qual è la fonte originale delle informazioni sul caso Khlynovskiy
Le informazioni sintetizzate in questo articolo derivano da un servizio pubblicato da ilfattoquotidiano.it, che ha ricostruito arresto, accuse e posizioni delle parti coinvolte.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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