Khamenei junior scompare dopo l’operazione Mossad: nuovi dettagli sull’esito del blitz segreto

Mojtaba Khamenei, l’ombra sulla crisi iraniana tra Usa, Israele e Teheran
Il capo del Mossad israeliano ha diffuso all’alba su X un messaggio enigmatico su Mojtaba Khamenei, definendolo *«un uomo morto»* alla guida dell’Iran. Il riferimento è alla presunta scomparsa o grave ferimento della nuova Guida Suprema, nel pieno dell’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro il regime di Teheran. La dichiarazione arriva dopo le minacce del presidente americano Donald Trump, che annuncia nuovi attacchi “decisivi” per la prossima settimana, e mentre Washington descrive la leadership iraniana come “disperata” e nascosta nel sottosuolo. L’obiettivo, militare e politico, è indebolire in profondità le capacità belliche della Repubblica islamica e, nelle intenzioni israeliane, creare le condizioni per una rivolta interna contro il regime.
In sintesi:
- Mossad allude alla morte o al crollo politico di Mojtaba Khamenei, nuova Guida iraniana.
- Trump rivendica la distruzione di marina, aeronautica e vertici militari dell’Iran.
- Il Pentagono parla di leadership iraniana ferita, nascosta “sotto terra come ratti”.
- Teheran replica: i leader «sono tra la gente» e minimizza i danni subiti.
Il messaggio del Mossad, diffuso alle 6.34 del mattino, recita che gli iraniani avrebbero «scelto un uomo morto per guidarli», alludendo a Mojtaba Khamenei. L’ambiguità è voluta: può essere propaganda psicologica, anticipazione di informazioni di intelligence o tentativo di incrinare il consenso interno al nuovo leader.
Nel frattempo, Donald Trump lega l’offensiva all’“ultima promessa” fatta all’Iran. In un’intervista a Fox News Radio e su Truth, sostiene che «la Marina iraniana non esiste più», che l’Aeronautica sarebbe annientata e che «missili, droni e leader sono stati spazzati via». Rivendica: *«Hanno ucciso persone innocenti per 47 anni, e ora io, come 47° Presidente, li sto uccidendo. Che grande onore poterlo fare!»*.
Trump annuncia ulteriori bombardamenti nella settimana successiva, ma riconosce che un cambio di regime dall’interno resta complicato per una popolazione priva di armi. Sullo stretto di Hormuz invita i mercantili a «tirare fuori le palle e attraversarlo», promettendo, se necessario, scorte navali statunitensi e insinuando che il presidente russo Vladimir Putin possa aiutare «un po’» l’Iran.
Capacità militari iraniane, propaganda e obiettivi strategici di Usa e Israele
Da Gerusalemme, il premier israeliano Benjamin Netanyahu precisa che gli attacchi mirano anche a favorire una rivolta popolare in Iran, pur ammettendo i limiti dell’azione esterna: *«Si può portare qualcuno all’acqua, ma non lo si può obbligare a bere»*.
Al Pentagono, il segretario alla Difesa Pete Hegseth descrive la leadership iraniana come «disperata» e nascosta: *«Sono andati sotto terra, rannicchiati, come fanno i ratti»*. Sostiene che la Guida «non così suprema» sarebbe ferita e «probabilmente sfigurata», contestando la scelta di Teheran di diffondere solo una dichiarazione scritta: *«Perché non c’era voce, né video? Penso che sappiate perché»*.
A queste accuse replica su X Ali Larijani, capo del Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale iraniana: *«I nostri leader sono stati, e sono ancora, tra la gente. E i vostri? Sull’isola di Epstein!»*. Il presidente Masoud Pezeshkian difende la linea di Mojtaba Khamenei, definendola «la rotta che il Paese dovrà seguire in questa fase cruciale» e assicurando che «superare questa crisi sarà possibile, fattibile e persino facile».
Hegseth sostiene che l’Iran abbia ormai perso la capacità di ricostruire in tempi utili le proprie infrastrutture militari. Annuncia che «molto presto tutte le aziende di difesa iraniane saranno distrutte», indicando come target prioritario il cuore industriale del complesso bellico di Teheran.
Gli Stati Uniti, afferma, stanno «decimando l’esercito del regime iraniano in modi mai visti prima», rendendo le forze iraniane «inefficaci in combattimento, devastate». Quando i miliziani dei Pasdaran guardano il cielo, aggiunge, vedono solo «la bandiera americana e la Stella di David, il peggior incubo del regime malvagio».
Secondo il Pentagono, sono stati colpiti finora circa 15 mila obiettivi, mentre i lanci di missili da parte di Teheran sarebbero diminuiti del 90% e gli attacchi con droni del 95%. L’Iran starebbe mostrando «pura disperazione». Hegseth minimizza gli effetti sul prezzo del petrolio e anticipa che «i nostri alleati del Golfo stanno passando all’offensiva», ribadendo che sarà Trump «a determinare ritmo, cadenza e tempi di questo conflitto… Prima l’America, la pace attraverso la forza in azione».
Le incognite su Mojtaba Khamenei e il futuro equilibrio regionale
La figura di Mojtaba Khamenei, già segnata da accuse di nepotismo nella successione al padre, diventa oggi il barometro della tenuta del regime. Se le indiscrezioni su un suo ferimento grave o sulla morte fossero confermate, Teheran entrerebbe in una nuova fase di vulnerabilità istituzionale, con lotte interne tra Pasdaran, clero e apparato politico.
La combinazione di pressione militare, guerra psicologica e crisi economica può accelerare il logoramento del sistema, ma non garantisce automaticamente una transizione ordinata. Per i mercati energetici e per la sicurezza regionale, il vero nodo sarà la capacità – o meno – dell’Iran di mantenere il controllo sui propri proxy e sulle rotte strategiche come Hormuz, mentre Washington e Israele puntano a ridisegnare gli equilibri di potere nel Medio Oriente allargato.
FAQ
Chi è Mojtaba Khamenei e quale ruolo ha oggi in Iran?
È il figlio dell’ex Guida Ali Khamenei ed è indicato come nuova Guida Suprema, fulcro della continuità del regime.
Cosa ha dichiarato Donald Trump sulle forze armate iraniane?
Ha affermato che marina e aeronautica iraniane «non esistono più» e che missili, droni e leader militari sono stati «spazzati via».
Qual è l’obiettivo militare degli attacchi Usa-Israele contro l’Iran?
Mira a distruggere infrastrutture e industria della difesa iraniana, riducendo drasticamente la capacità di Teheran di combattere e ricostruire.
Come ha risposto Teheran alle accuse sulla scomparsa della Guida?
Le autorità iraniane sostengono che i leader restano «tra la gente» e definiscono i messaggi occidentali pura propaganda e guerra psicologica.
Quali sono le fonti alla base di queste informazioni sulla crisi iraniana?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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