Kesha sostiene lo sfogo di Kim Petras contro l’industria discografica e riaccende il dibattito sul potere

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Kim Petras si lamenta dell’industria discografica e riceve il supporto di Kesha
Etichetta nel mirino
Kim Petras ha denunciato su X di essere stata costretta a finanziare e girare un video musicale senza che la sua etichetta fissasse una data di uscita, lamentando l’assenza di controllo sulla propria carriera. L’artista ha spiegato di voler continuare ad autofinanziare musica e visual, chiedendo formalmente di essere liberata dal contratto con Republic Records.
Nel suo sfogo, la popstar ha accusato la label di inseguire solo trend virali di TikTok e revival anni ’80, mettendo da parte progetti considerati meno “algoritmici”, nonostante un Grammy conquistato due anni fa. A suo dire, la discografia mainstream premia ciò che è già testato sui social, riducendo lo spazio per il rischio artistico.
Le lamentele toccano un nervo scoperto dell’industria: la priorità data ai contenuti brevi e “clippabili” rispetto alla costruzione di carriere durature. Il caso dell’artista tedesca diventa così un simbolo del conflitto tra creatività e metriche, con il controllo finale sulle uscite saldamente in mano alle major.
Il messaggio di Kesha
Kesha, che in passato aveva avuto frizioni con Kim Petras per la collaborazione di quest’ultima con il produttore Dr. Luke, ha scelto di sostenerla pubblicamente commentando uno dei post più duri contro Republic Records. Ha ricordato di aver trascorso anni a lottare per i propri diritti sulla propria immagine e sul proprio lavoro, sottolineando il prezzo umano di quei conflitti.
Nel messaggio, la cantautrice ha definito la cosiddetta “gabbia dorata” un sistema che resta una prigione anche quando è lucida e apparentemente prestigiosa, invitando l’industria a smettere di replicare gli stessi schemi di controllo sulle donne in musica. Ha ribadito che la libertà non può essere trattata come un bonus concesso dall’alto, ma come un diritto di nascita.
Il commento, rilanciato da profili come Pop Crave, ha riacceso l’attenzione sui precedenti legali di Kesha e sulle dinamiche contrattuali spesso opache che legano giovani artiste a produttori e label per molti anni.
Nuove alleanze pop
Il sostegno pubblico tra Kim Petras e Kesha ha colpito fan e addetti ai lavori, abituati a vedere le popstar femminili raramente schierarsi apertamente l’una per l’altra. Lo scambio social ha rotto il ghiaccio dopo anni di tensioni indirette legate al nome di Dr. Luke, trasformando un vecchio attrito in una possibile alleanza.
Sui social molti utenti hanno auspicato una collaborazione inedita tra le due artiste, immaginando un singolo capace di unire l’electro-pop iper-lucido della tedesca con la scrittura ironica e graffiante dell’americana. Nel frattempo, i fan stanno spingendo gli ultimi brani I Like Ur Look e Boy Crazy, chiedendo che le rispettive etichette amplifichino il supporto oltre la mera promozione algoritmica.
Questo caso potrebbe aprire la strada a un fronte più compatto tra artiste pop contro contratti percepiti come sbilanciati, spingendo l’industria a rivedere pratiche su marketing, tempistiche di uscita e diritti di catalogo, in un contesto dove l’autonomia creativa diventa asset strategico.
FAQ
D: Perché Kim Petras è in conflitto con la sua etichetta?
R: L’artista lamenta di non avere controllo sulle uscite e di essere stata costretta a finanziare un video senza data di pubblicazione definita.
D: Quale label ha criticato Kim Petras?
R: Ha rivolto le sue accuse a Republic Records, chiedendo di essere liberata dal contratto.
D: Cosa ha scritto Kesha in risposta a Kim Petras?
R: Ha parlato di “gabbia dorata” come metafora dell’industria, sostenendo che la libertà è un diritto di nascita e non un privilegio concesso.
D: Che ruolo ha Dr. Luke nella vicenda?
R: Dr. Luke è il produttore legato sia alla carriera di Kim Petras sia alla lunga battaglia legale di Kesha, motivo di precedenti tensioni tra le due.
D: Dove sono apparsi i commenti che hanno fatto discutere?
R: I post sono stati pubblicati su X e amplificati da account pop come Pop Crave.
D: Quali sono gli ultimi singoli promossi dai fan?
R: Tra i brani spinti dal pubblico spiccano I Like Ur Look e Boy Crazy.
D: Qual è il problema principale denunciato da molte popstar oggi?
R: La mancanza di autonomia creativa e la dipendenza da strategie basate solo su trend di TikTok e revival nostalgici.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: L’episodio è stato riportato in Italia dal sito di intrattenimento Biccy, in un articolo firmato da Fabiano Minacci.




