KastaDiva, il mistero dietro lo stop improvviso alla raccolta funeraria

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KastaDiva, chiusa la raccolta fondi per il funerale: cosa è successo
Raccolta fondi chiusa e dubbi sulla gestione
La scomparsa di Bruno Gagliano, in arte KastaDiva, ha spinto la sorella ad avviare una raccolta fondi su GoFundMe per riportare la salma in Sicilia e organizzare le esequie. La comunità LGBT+ ha risposto in modo massiccio, facendo crescere rapidamente la cifra iniziale di 7.000 euro fino a quota 20.000, con un passaggio intermedio a 11.000 euro.
Il forte aumento dell’obiettivo economico e delle donazioni ha attirato l’attenzione dell’agenzia funebre Taffo, che pubblicamente ha chiesto di interrompere le elargizioni, sottolineando che per il semplice trasporto della salma non sono necessari importi così elevati. L’azienda ha domandato trasparenza sul reale utilizzo del denaro, ricordando come l’artista avesse più volte denunciato sui social la distanza dai familiari.
Di fronte alle crescenti perplessità, la parente ha annunciato la chiusura della campagna, comunicando l’intenzione di non accettare ulteriori contributi e di rendicontare le spese sostenute per il funerale e per l’eventuale destinazione di parte dei fondi ad associazioni legate alla comunità queer e al supporto delle persone con dipendenze.
La versione della famiglia e il nodo trasparenza
La sorella di Bruno, in un lungo post social, ha spiegato che il tetto originario della raccolta era fissato a 11.000 euro, somma calcolata per coprire trasporto della salma, sepoltura, posto cimiteriale, muratore, tasse comunali e camera ardente a Roma dopo l’autopsia. Secondo la sua ricostruzione, l’incremento automatico dell’obiettivo su GoFundMe sarebbe avvenuto a sua insaputa, per pura inesperienza della piattaforma.
La donna ha ribadito che le donazioni sono “spontanee” e che verrà fornita prova documentale di ogni uscita di cassa relativa ai costi funebri del fratello. Ha aggiunto l’intenzione di devolvere eventuali eccedenze ad associazioni della comunità LGBTQ+ e a realtà che si occupano di tossicodipendenze, impegnandosi a rendere pubbliche le ricevute per rafforzare la fiducia dei donatori.
Nonostante le precisazioni, il caso ha continuato a sollevare interrogativi etici sulla gestione delle raccolte fondi in situazioni altamente emotive, in particolare quando coinvolgono figure note e comunità già fragili e colpite da lutti improvvisi.
Reazioni pubbliche e dibattito etico
La vicenda ha innescato un ampio dibattito, alimentato anche dall’intervento di Selvaggia Lucarelli, che su Instagram ha definito “sospetta” la campagna, pur senza entrare nel merito della singola responsabilità. La giornalista ha ribadito la propria posizione critica sulle collette online per malattie, incidenti o funerali, ritenendole giustificabili solo in casi eccezionali e comunque a fronte di spese documentate e verificabili.
Secondo Lucarelli, molte iniziative similari sfrutterebbero l’onda emotiva, soprattutto quando non è presente una chiara e tracciabile rendicontazione, invitando quindi a una maggiore prudenza nel donare. Nel caso in esame, le segnalazioni dei follower e l’esposizione mediatica hanno reso necessario un chiarimento pubblico e la chiusura della raccolta, che nel frattempo aveva comunque raggiunto oltre 13.000 euro grazie a 430 donazioni.
Sullo sfondo restano il dolore della comunità per la perdita di una delle drag queen più note della scena italiana e la richiesta, sempre più pressante, di regole di trasparenza stringenti per chi apre campagne di crowdfunding legate a tragedie personali o collettive.
FAQ
D: Per quale motivo era stata avviata la raccolta fondi?
R: Per coprire spese di trasporto della salma di Bruno Gagliano, sepoltura, posto cimiteriale, muratore, tasse comunali e camera ardente a Roma prima del trasferimento in Sicilia.
D: Perché l’obiettivo economico è aumentato così rapidamente?
R: L’obiettivo è cresciuto da 7.000 a 11.000 fino a 20.000 euro; la sorella sostiene che l’aumento sia stato un automatismo della piattaforma GoFundMe, di cui non conosceva il funzionamento.
D: Chi ha sollevato i primi dubbi sulla raccolta?
R: L’agenzia funebre Taffo ha contestato la sproporzione tra le cifre richieste e i costi reali di trasporto di una salma, invitando pubblicamente a interrompere le donazioni.
D: La sorella ha fornito garanzie sulla trasparenza?
R: Ha promesso di documentare tutte le spese sostenute per il funerale e di rendere pubbliche le prove di eventuali donazioni a enti e associazioni.
D: Quanti soldi sono stati effettivamente raccolti?
R: Secondo i dati resi noti, sono stati raccolti 13.608 euro tramite 430 donazioni, prima della chiusura della campagna.
D: Ci saranno donazioni ad associazioni?
R: La sorella ha dichiarato l’intenzione di destinare una parte dei fondi a realtà che operano con la comunità LGBTQ+ e con persone con dipendenze, con rendicontazione pubblica.
D: Qual è la posizione di Selvaggia Lucarelli sulle raccolte fondi?
R: La giornalista è generalmente contraria alle collette per malattie, incidenti e funerali, salvo casi eccezionali e con spese rigorosamente documentate, ritenendo molti appelli basati sull’emotività.
D: Qual è la fonte giornalistica originale del caso?
R: La ricostruzione del caso e delle polemiche è stata riportata dal sito di informazione di costume e spettacolo Biccy.it, che ha seguito sin dall’inizio la vicenda legata a KastaDiva.




