Juliette di Cremona chiuso, festa spostata: il retroscena clamoroso dietro la sospensione della licenza

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Sospensione della licenza e irregolarità di sicurezza
La questura ha disposto la sospensione per trenta giorni della licenza del Juliette di Cremona, dopo gli accertamenti svolti dagli agenti durante i controlli nei locali notturni della zona. Il provvedimento, più severo rispetto ai quindici giorni inizialmente indicati, è stato adottato in seguito a una serie di criticità riscontrate nelle misure di sicurezza interne al locale.
Tra le principali irregolarità contestate figurano le uscite di emergenza solo parzialmente libere, con passaggi non completamente sgombri, e la presenza di estintori privi di un’adeguata segnaletica visibile al pubblico. Gli operatori hanno inoltre evidenziato la mancanza della documentazione relativa all’omologazione dei divanetti in relazione alla loro reazione al fuoco, elemento essenziale per la prevenzione del rischio incendi negli ambienti affollati.
Il Juliette era già stato chiuso nei giorni precedenti insieme al Moma Club di Crema, dopo controlli collegati a un principio d’incendio verificatosi nel locale Le Constellation di Crans-Montana, innescato da fontane pirotecniche posizionate sulle bottiglie. Lo stesso tipo di dispositivi era stato utilizzato anche nei club della provincia, spingendo la polizia a intensificare le verifiche su sicurezza antincendio e gestione delle emergenze.
Reazione del titolare e spostamento della festa
Nel giorno stesso in cui la licenza del Juliette è stata sospesa, il titolare del locale di Cremona ha scelto di intervenire pubblicamente attraverso i social network, contestando in modo esplicito il provvedimento della pubblica sicurezza. Nei post pubblicati, l’imprenditore ha criticato l’operato dell’autorità, presentando la chiusura come una misura eccessiva rispetto alle contestazioni mosse al club.
Parallelamente, sempre tramite i canali social, il gestore ha informato la clientela che la serata programmata non sarebbe stata annullata ma semplicemente trasferita in un’altra struttura, la Centrale del latte, trasformata per l’occasione in sede alternativa della festa. L’annuncio invitava i frequentatori abituali del Juliette a raggiungere il nuovo locale, dando così continuità all’evento nonostante il blocco amministrativo in corso.
Questa decisione, valutata dagli inquirenti come una violazione diretta delle prescrizioni connesse alla sospensione della licenza, è stata posta al centro dell’attenzione della questura. Per gli investigatori, lo spostamento dell’iniziativa rappresenta non solo una sfida aperta al provvedimento ma anche un indice della scarsa consapevolezza del gestore rispetto ai profili di sicurezza e all’impatto sociale delle proprie condotte.
Intervento della questura e tutela dei minorenni
Gli agenti si sono presentati alla Centrale del latte nella serata di domenica, dopo aver rilevato lo spostamento dell’evento originariamente previsto al Juliette di Cremona. Durante il controllo nel nuovo locale sono emerse ulteriori violazioni, che hanno aggravato il quadro già critico legato alla gestione delle serate e al rispetto delle norme di sicurezza.
Secondo quanto accertato, all’interno della Centrale del latte venivano serviti alcolici e superalcolici anche a clienti minorenni, in palese contrasto con la normativa vigente. Uno dei giovani presenti, dopo aver consumato bevande alcoliche, si è sentito male fino a perdere i sensi, episodio che ha rafforzato le preoccupazioni della questura sulla gestione del pubblico più giovane.
Alla luce di queste irregolarità, è scattata anche per la Centrale del latte una sospensione della licenza, questa volta per quindici giorni. Il questore Carlo Ambra ha ribadito che l’obiettivo prioritario dell’azione di controllo è la protezione dei ragazzi e delle loro famiglie, sottolineando come il titolare del Juliette abbia ignorato il rilievo sociale e morale delle proprie scelte, oltre a violare in modo reiterato le norme di sicurezza imposte dalla legge.
FAQ
D: Perché è stata sospesa la licenza del Juliette di Cremona?
R: La sospensione di trenta giorni è stata disposta per gravi carenze nelle misure di sicurezza interne, tra cui uscite di emergenza parzialmente ostruite, estintori senza segnaletica e assenza di documentazione sulla reazione al fuoco degli arredi.
D: Cosa ha fatto il titolare del Juliette dopo la chiusura del locale?
R: Il gestore ha criticato pubblicamente il provvedimento sui social e ha annunciato che la serata sarebbe stata spostata in un altro locale, la Centrale del latte, invitando i clienti a partecipare comunque all’evento.
D: Per quale motivo è stata sospesa anche la licenza della Centrale del latte?
R: Nel corso dei controlli la polizia ha constatato la somministrazione di alcolici e superalcolici a minorenni e il malore di un giovane cliente, circostanze che hanno portato a una sospensione della licenza per quindici giorni.
D: Qual è la posizione del questore di Cremona, Carlo Ambra?
R: Il questore ha dichiarato che la sua priorità è la tutela dei giovani e delle famiglie, evidenziando che il comportamento del titolare del Juliette dimostra una scarsa comprensione del disvalore sociale e morale delle condotte tenute.
D: In che modo l’uso di fontane pirotecniche ha inciso sui controlli?
R: I controlli ai locali della zona, inclusi Juliette e Moma Club, sono stati intensificati dopo un principio di incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, innescato da fontane pirotecniche montate sulle bottiglie.
D: Che tipo di norme sono state considerate nella valutazione della questura?
R: La questura ha fatto riferimento alla normativa sulla sicurezza dei locali pubblici, con particolare attenzione alle misure antincendio, alla gestione delle vie di fuga e alla tutela dei minorenni nella somministrazione di alcolici.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per il caso Juliette di Cremona?
R: Le informazioni riportate provengono da ricostruzioni della stampa locale, in particolare da articoli pubblicati da testate come il Corriere della Sera, che hanno seguito gli sviluppi delle decisioni della questura di Cremona.




