John Elkann: Exor cede Lifenet Healthcare (ex Mutua Fiat) a Reale Group per 600 milioni

Exor lascia la sanità privata italiana con la vendita di Lifenet
La holding olandese della famiglia Agnelli, Exor, esce dalla sanità privata italiana cedendo la propria partecipazione in Lifenet Healthcare, ex «Mutua Fiat», alla compagnia assicurativa torinese Reale Group. L’operazione, stimata dagli analisti intorno ai 600 milioni di euro, rappresenta un ulteriore passo nel progressivo disimpegno di Exor dagli asset italiani dopo le cessioni di Iveco, Comau e le trattative in corso per la vendita del gruppo editoriale Gedi.
Lifenet, riacquisita al 45% da Exor nel 2022 insieme all’imprenditore sanitario Nicola Bedin, è cresciuta tramite acquisizioni fino a raggiungere circa 450 milioni di ricavi, 5.000 collaboratori e 1.100 posti letto. Con il passaggio a Reale Group, il controllo torna a un attore storicamente radicato a Torino, rafforzando l’asse tra assicurazioni e servizi sanitari integrati sul territorio italiano.
Perché Exor chiude il capitolo sanità in Italia
La dismissione di Lifenet si inserisce in una strategia di razionalizzazione del portafoglio di Exor, orientata a concentrarsi su partecipazioni a maggior contenuto industriale e internazionale. Dopo l’uscita da Iveco e Comau e le trattative su Gedi, la sanità privata italiana rappresentava uno degli ultimi asset “tricolori” rilevanti per la holding, oggi focalizzata su automotive, lusso e servizi finanziari globali.
Per il mercato, il deal conferma il crescente interesse degli operatori assicurativi per la sanità, ambito considerato strategico in ottica di integrazione tra coperture assicurative, prevenzione e gestione diretta dei percorsi di cura. Il passaggio del controllo a Reale Group indica inoltre una volontà di continuità industriale, con un compratore radicato in Piemonte e con un orizzonte di lungo termine.
Lifenet, dall’ex Mutua Fiat a piattaforma nazionale
Lifenet Healthcare nasce dall’evoluzione dell’ex «Mutua Fiat», storica struttura sanitaria legata al gruppo automobilistico torinese. Negli ultimi anni ha seguito un percorso di crescita accelerata tramite acquisizioni di ospedali, cliniche e centri diagnostici, fino a diventare uno dei principali player privati italiani.
Con circa 450 milioni di fatturato, 5.000 collaboratori e 1.100 posti letto, Lifenet opera oggi come piattaforma multi-regionale, con un posizionamento forte in ambito ospedaliero, specialistico e diagnostico. L’ingresso di Exor al 45% nel 2022, al fianco di Nicola Bedin, aveva consolidato il progetto di sviluppo, ora traghettato in una nuova fase sotto la regia di Reale Group.
Reale Group diventa protagonista nella sanità privata


Con l’acquisizione dell’80% di Lifenet Healthcare, Reale Group entra nel capitale del quarto gruppo privato della sanità italiana, che conta sei ospedali e quattro cliniche in cinque regioni: Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte. L’operazione rafforza il posizionamento di Reale come assicuratore integrato, capace di offrire non solo coperture ma anche accesso diretto a strutture e servizi sanitari.
In particolare a Torino, i centri diagnostici Cemedi e Chiros, noti sul territorio, rappresentano l’avamposto locale di Lifenet. Il centro medico torinese, erede della ex Mutua Fiat, era stato ceduto nel 2019 da Fca al gruppo Lifenet. Nel 2022 Exor era rientrata con il 45% e un’opzione per incrementare la quota, ora azzerata con la decisione di liquidare integralmente la propria posizione.
L’integrazione tra assicurazione e cura sul territorio
Per Reale Group l’operazione rappresenta un cambio di scala nel modello di business. Come ha spiegato il general manager Luca Filippone, «con questa operazione ridefinisce il concetto di prendersi cura, passando dalla protezione assicurativa a una presenza concreta lungo tutto la filiera».
L’accesso diretto a ospedali, cliniche e centri diagnostici consente a Reale di sviluppare percorsi integrati di prevenzione, diagnosi e cura, combinando polizze salute, servizi digitali e rete fisica. In prospettiva, ciò può tradursi in maggiore controllo sui costi, migliore qualità percepita dagli assicurati e nuovi prodotti assicurativo-sanitari, in linea con l’evoluzione della domanda di welfare privato in Italia.
Il ruolo di Torino come hub sanitario e assicurativo
La scelta di Reale Group di rilevare Lifenet Healthcare consolida il ruolo di Torino come polo strategico per la convergenza tra assicurazioni e sanità. La città, storicamente legata all’ex «Mutua Fiat» e ai centri Cemedi e Chiros, vede tornare sotto controllo “torinese” un gruppo cresciuto ben oltre i confini regionali.
Per il tessuto economico locale, l’operazione segnala la capacità di attrarre e governare filiere complesse a forte contenuto di servizi e innovazione. L’integrazione con la rete nazionale di Lifenet può generare sinergie in termini di occupazione qualificata, investimenti in tecnologia medica, sviluppo di percorsi di cura e potenziale collaborazione con il sistema sanitario pubblico regionale.
Governance, tempi dell’operazione e prospettive future
L’accordo prevede che Exor esca integralmente dalla compagine di Lifenet Healthcare, mentre resti tra i soci l’imprenditore e fondatore Nicola Bedin, che continuerà a svolgere un ruolo centrale nella governance. Il closing è atteso entro circa 60 giorni, subordinato al completamento degli iter autorizzativi previsti per un’operazione di queste dimensioni nel settore sanitario e assicurativo.
La struttura manageriale attuale viene confermata, con l’obiettivo di garantire continuità gestionale e stabilità ai dipendenti, ai professionisti sanitari e agli stakeholder istituzionali. In parallelo, Reale Group punterà ad accelerare i piani di sviluppo, sfruttando la propria capacità finanziaria e la rete distributiva assicurativa per ampliare l’offerta di servizi di cura integrati sul territorio nazionale.
La continuità di Nicola Bedin e del management Lifenet
Secondo i termini dell’intesa, Nicola Bedin resta amministratore delegato di Lifenet Healthcare e il management viene riconfermato in blocco. Bedin ha definito così il nuovo socio: «Reale Group è il socio ideale per Lifenet perché ha caratteristiche uniche: visione di lungo termine, approccio sostenibile, qualità delle persone coinvolte e propensione all’innovazione».
La permanenza del fondatore alla guida garantisce coerenza rispetto al piano industriale già avviato, riduce i rischi di discontinuità e preserva le relazioni con medici, personale sanitario e istituzioni. Per Reale Group, ciò significa poter contare su una leadership con forte esperienza settoriale, mantenendo al contempo il controllo strategico e finanziario del gruppo.
Implicazioni per il mercato sanitario e assicurativo
L’operazione si inserisce in un trend di consolidamento della sanità privata italiana, sempre più caratterizzata dalla presenza di grandi gruppi multi-regionali e dall’ingresso di capitali assicurativi e di private equity. Il tentativo, non andato in porto, dei fondi come Cvc mostra l’interesse del capitale internazionale per il dossier Lifenet.
La vittoria dell’offerta di Reale Group, «made in Torino», indica però la preferenza per un acquirente con radici territoriali e vision di lungo periodo. Per i pazienti e gli assicurati, nel medio termine, il successo dell’operazione sarà misurato sulla capacità di coniugare sostenibilità economica, qualità delle cure, accessibilità e integrazione con il Servizio sanitario nazionale, in un contesto di crescente domanda di prestazioni sanitarie private e integrative.
FAQ
Chi vende Lifenet Healthcare e a chi viene ceduta
Exor cede la propria partecipazione in Lifenet Healthcare a Reale Group, che acquisisce l’80% del capitale del gruppo sanitario privato.
Qual è la dimensione attuale di Lifenet Healthcare
Lifenet conta circa 450 milioni di ricavi, 5.000 collaboratori, 1.100 posti letto, sei ospedali e quattro cliniche distribuiti in cinque regioni italiane.
Perché l’operazione è importante per Reale Group
L’acquisizione permette a Reale Group di passare dal ruolo di semplice assicuratore salute a operatore integrato, presente lungo tutta la filiera della cura, dalla prevenzione ai ricoveri.
Cosa cambia per Exor con l’uscita dalla sanità privata
Per Exor l’uscita da Lifenet completa il disimpegno dalla sanità privata italiana e rafforza il focus su partecipazioni globali in automotive, lusso, servizi finanziari e altri settori strategici.
Qual è il ruolo di Nicola Bedin dopo la cessione
Nicola Bedin rimane amministratore delegato e azionista di Lifenet Healthcare, garantendo continuità alla gestione e all’attuazione del piano industriale.
Come viene coinvolta la città di Torino nell’operazione
Torino è centrale: Reale Group ha sede in città e Lifenet controlla strutture torinesi storiche come Cemedi e Chiros, eredi dell’ex «Mutua Fiat».
Quali sono i tempi di perfezionamento dell’accordo
Il closing dell’operazione è previsto entro circa 60 giorni, subordinato al completamento delle autorizzazioni regolamentari e antitrust previste.
Qual è la fonte originale delle informazioni sulla cessione
Le informazioni analizzate derivano dall’articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 17 febbraio 2026 relativo alla vendita di Lifenet Healthcare da Exor a Reale Group.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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