Jessica Moretti rompe il silenzio e chiede chiarezza su Crans-Montana

Le parole della proprietaria dopo il rogo al pub
Nel drammatico scenario dell’incendio di capodanno al pub Constellation, con 41 morti e 116 feriti, la proprietaria Jessica Moretti rompe il silenzio, intervistata da La Repubblica. Rivendica il diritto delle vittime alla rabbia, respinge le accuse di fuga e ribadisce la volontà di collaborare alle indagini, ponendo al centro la ricerca della verità e il rispetto per le famiglie colpite.
Rabbia delle vittime e responsabilità morali
Moretti riconosce pienamente il dolore delle famiglie, definendo legittima ogni loro parola. Sottolinea di non sentirsi autorizzata a parlare di sé, perché ciò che sta vivendo “non è nulla” rispetto al lutto dei parenti. Accetta di essere “il volto della rabbia”, consapevole che il ruolo pubblico dei gestori comporta una responsabilità morale ulteriore rispetto a quella giuridica.
Ribadisce che il pensiero quotidiano va alle vittime, comprese persone vicine allo staff del Constellation, ricordando come nessuno avrebbe mai potuto immaginare un epilogo tanto tragico nemmeno nel peggior incubo.
Le accuse mediatiche e la smentita sulla fuga
La proprietaria denuncia “molte menzogne” circolate sulla stampa, in particolare la presunta fuga con la cassa e il denaro del locale. Definisce questa ricostruzione “una notizia non vera”, che alimenta ulteriore odio e disinformazione.
Rivendica di essere rimasta a disposizione della magistratura, senza sottrarsi agli interrogatori. Sostiene che processi mediatici affrettati rischiano di sovrapporsi alle indagini formali, danneggiando sia le vittime sia la stessa ricerca della verità sui fatti e sulle eventuali responsabilità tecniche e gestionali.
Indagini, verità giudiziaria e tutela delle vittime
Al centro delle dichiarazioni di Moretti c’è l’impegno a collaborare con la procura per chiarire cause, omissioni e catena delle responsabilità. L’obiettivo dichiarato è fare emergere una verità processuale solida, capace di reggere nel tempo e di offrire alle famiglie non solo giustizia, ma anche una ricostruzione credibile e documentata di quanto avvenuto la notte di capodanno.
Collaborazione con la magistratura e presenza in aula
La titolare del Constellation afferma di “non scappare” e di voler essere presente in ogni fase del procedimento. Considera la partecipazione alle udienze un dovere verso le vittime, non solo un obbligo legale.
Insiste sull’importanza di fornire documenti, chiarimenti sulle procedure di sicurezza, rapporti con fornitori e tecnici. La linea dichiarata è contribuire attivamente alle indagini, affinché ogni elemento utile – dai permessi alle certificazioni antincendio – venga verificato in modo rigoroso.
Verità dei fatti e contrasto alle distorsioni narrative
Moretti distingue tra verità giudiziaria, basata su perizie e testimonianze, e narrazioni emotive che rischiano di deformare i fatti. Ribadisce che solo indagini approfondite possono accertare se siano stati rispettati i protocolli di sicurezza e quali eventuali negligenze abbiano inciso sulla dinamica del rogo.
Invita a diffidare di ricostruzioni sommarie, ricordando che ogni affermazione pubblica incide sul clima sociale attorno alle famiglie e agli imputati. L’obiettivo dichiarato è far luce sull’intera filiera delle responsabilità, evitando capri espiatori mediatici e semplificazioni.
Il peso psicologico del disastro e il ruolo dell’informazione
Oltre ai profili legali, emerge la dimensione umana del dopo-incendio: senso di colpa, esposizione pubblica, gestione del lutto collettivo in una città sotto shock. In questo contesto, il ruolo dei media locali e nazionali diventa cruciale per garantire un’informazione equilibrata, rispettosa del dolore e aderente alle evidenze via via acquisite dagli inquirenti.
Tra dolore personale e dovere di esporsi
La proprietaria descrive questo periodo come “molto difficile”, segnato da attacchi, sospetti e attenzione continua. Riconosce tuttavia che il suo disagio non è paragonabile a quello di chi ha perso un familiare. Per questo ha scelto di assumersi la visibilità, pur faticosa, come parte del proprio dovere civile.
Questa esposizione mira, nelle sue parole, a non lasciare zone d’ombra: essere rintracciabile, rispondere alle convocazioni, offrire versioni circostanziate dei fatti, senza rifugiarsi nel silenzio o in giustificazioni generiche.
Responsabilità dei media tra cronaca e rispetto
La vicenda del Constellation evidenzia il confine sottile tra diritto di cronaca e rischio di spettacolarizzazione. Notizie non verificate, come quella della presunta fuga con i soldi, possono deformare la percezione pubblica e aggravare il clima di odio. Un’informazione etica dovrebbe distinguere chiaramente tra ipotesi, indiscrezioni e atti ufficiali.
Il caso richiama le redazioni a un uso prudente delle fonti, alla verifica incrociata delle dichiarazioni e al rispetto della presunzione di innocenza, senza mai oscurare il primato dei diritti delle vittime e delle loro famiglie.
FAQ
Quante sono le vittime e i feriti dell’incendio
Il rogo di capodanno al pub Constellation ha causato 41 vittime e 116 feriti, secondo i dati forniti dalle autorità sanitarie e di pubblica sicurezza nelle ore successive all’evento.
Che cosa ha dichiarato la proprietaria del locale
Jessica Moretti ha espresso vicinanza alle famiglie, ha detto di comprendere la loro rabbia, ha negato la fuga con la cassa e ha affermato di voler collaborare pienamente con le indagini in corso.
La proprietaria ammette responsabilità per il rogo
Nelle sue parole emerge la consapevolezza di una responsabilità morale verso le vittime, ma per le eventuali responsabilità penali e tecniche rimanda all’esito delle indagini della magistratura e delle perizie specialistiche.
Perché si parla di menzogne sulla gestione del pub
La titolare denuncia la diffusione di notizie non verificate, come la presunta fuga con il denaro del locale. Sostiene che queste ricostruzioni siano false e alimentino odio e disinformazione pubblica.
Qual è il ruolo della magistratura in questa vicenda
La procura coordina le indagini su cause, responsabilità e rispetto delle norme di sicurezza. Attraverso perizie, testimonianze e analisi documentali dovrà stabilire eventuali reati e soggetti coinvolti.
Qual è la fonte principale delle dichiarazioni di Jessica Moretti
Le affermazioni della proprietaria del Constellation sono tratte dall’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, che ha raccolto e pubblicato il suo racconto dei fatti.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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