Jannik Sinner prepara l’Australian Open con rituale segreto in trattoria: menù scaramantico e fame di vittoria
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Sinner e il rito alla Trattoria Emilia prima dell’Open
Jannik Sinner ha rispettato il suo consolidato rito pre-torneo a Melbourne: cena alla Trattoria Emilia, il locale di riferimento per gli italiani in città. La visita è arrivata alla vigilia dell’esordio all’Australian Open, titolo che il numero uno del mondo difende dopo i successi delle ultime due stagioni, quando aveva seguito lo stesso percorso.
Il legame con il ristorante degli chef Francesco Rota e Matteo Neviani è anche scaramantico: ritrovare i sapori emiliani è diventato parte della routine del campione. La scelta del locale non è casuale: da un decennio è tappa obbligata per expat e sportivi, grazie a una cucina fedele alle tradizioni di Modena, Reggio Emilia e Bologna.
La presenza di Sinner, raccontano dal ristorante, è stata sobria ma significativa: postura, tempi e attenzione ai dettagli rivelano l’approccio del leader del circuito. È una tappa che unisce comfort, simbolo e metodo, tassello di un prepartita che il team replica con precisione alla vigilia dei grandi appuntamenti.
Il menù scaramantico: spaghettini Berrettini e pesce al forno
In tavola per Jannik Sinner un copione preciso: gli “spaghettini Berrettini”, piatto ideato dall’azzurro e ormai stabilmente in carta alla Trattoria Emilia. Salsa di pomodoro, mix di pomodorini crudi, confit e arrostiti per stratificare il sapore, più basilico in abbondanza: una combinazione leggera, ad alta resa energetica e di facile assimilazione pre-gara.
A seguire, pesce San Pietro al forno con verdure: proteine magre, cottura pulita, condimenti essenziali. Scelta coerente con un protocollo alimentare orientato a equilibrio e digestione rapida, senza appesantire alla vigilia del match.
Restano in stand-by i simboli emiliani più “comfort” — tortellini, gnocco fritto, tigelle — rinviati a fine torneo, quando il focus si sposta dalla performance alla celebrazione. Anche il dettaglio della ripetizione del menù rientra nella cabala: routine identica alle stagioni vincenti, per fissare sensazioni, tempi e riferimenti prima dell’Australian Open.
Vip e successo internazionale del locale di Melbourne
La Trattoria Emilia è diventata un riferimento trasversale a Melbourne, scelta da campioni e star del jet set. Gli chef Francesco Rota e Matteo Neviani spiegano come la continuità sui classici emiliani abbia convinto sportivi come Valentino Rossi, Francesco Bagnaia e il nuotatore Gregorio Paltrinieri, oltre a diversi tennisti in transito per l’Australian Open.
Il locale ha visto sedersi anche icone della musica: durante il tour alla John Cain Arena, Lenny Kravitz ha scelto una sosta qui, spinto dalla reputazione costruita nel tempo. La sala piena di oggi contrasta con gli inizi difficili: una recensione decisiva di un critico gastronomico ha innescato il passaparola, mentre la fase take away durante il Covid ha consolidato la relazione con la comunità locale.
Osservare i clienti illustri, racconta Rota, conferma l’appeal del format: cucina identitaria, servizio rigoroso, tempi certi. Dalla consistenza dei tortellini alle lavorazioni del ragù, la promessa è replicabilità e autenticità. È questa affidabilità a fare della trattoria una tappa fissa per gli expat italiani e per chi cerca una “base” di sapori familiari durante i grandi eventi cittadini, sportivi e culturali.
FAQ
- Perché la Trattoria Emilia è famosa a Melbourne?
Per la fedeltà alla cucina emiliana e la frequentazione di sportivi e celebrità. - Chi sono gli chef della Trattoria Emilia?
Francesco Rota e Matteo Neviani. - Quali vip hanno mangiato alla Trattoria Emilia?
Valentino Rossi, Francesco Bagnaia, Gregorio Paltrinieri, diversi tennisti e Lenny Kravitz. - Qual è stato il momento di svolta del ristorante?
La recensione positiva di un critico gastronomico che ha generato il primo grande flusso di clienti. - Come ha reagito il locale durante la pandemia?
Ha rafforzato il servizio take away, mantenendo il legame con la clientela. - Quali piatti identitari propone?
Tortellini, gnocco fritto, tagliatelle e ricette tradizionali emiliane. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Articolo di riferimento: Quotidiano Nazionale – sezione Modena, 19 gennaio 2026.




