Jacques Moretti rompe il silenzio sul dramma di Crans-Montana e sconvolge l’inchiesta

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Arrivo in procura sotto stretta sorveglianza
Scortato in condizioni di massima discrezione, Jacques Moretti, proprietario del locale Constellation di Crans-Montana, è arrivato martedì mattina alla sede del Ministero pubblico vallesano a bordo di un furgone per il trasporto dei detenuti. L’ingresso è avvenuto sul retro dell’edificio, scelta che ha permesso di limitarne l’esposizione mediatica e di evitare il contatto diretto con i numerosi cronisti presenti.
Moretti, cittadino francese, si trova in detenzione provvisoria su ordine del Tribunale delle misure coercitive e, a differenza della precedente audizione del 9 gennaio, non è comparso da uomo libero davanti ai procuratori. L’accesso ai locali della procura è stato organizzato con un dispositivo di sicurezza calibrato per evitare fughe di immagini e contenere la pressione mediatica sul principale indagato nel dramma del Constellation.
All’esterno dell’edificio erano presenti circa una trentina di giornalisti, meno della sessantina che aveva seguito la prima audizione di gennaio, quando l’attenzione di media svizzeri, italiani e francesi si era concentrata sul primo confronto formale tra Moretti e gli inquirenti. Anche in questa occasione, però, l’interesse dei reporter per ogni dettaglio dell’arrivo in procura conferma la forte rilevanza pubblica dell’inchiesta in corso.
Una giornata decisiva per l’inchiesta
L’interrogatorio di martedì segna un passaggio centrale nel procedimento penale sul rogo del Constellation. Per la prima volta da quando è stato formalmente incriminato, Jacques Moretti viene ascoltato con lo statuto di imputato, chiamato a rispondere in modo puntuale alle domande dei procuratori del Ministero pubblico vallesano. L’audizione è stata programmata sull’arco di un’intera giornata, con un calendario serrato di domande e controdomande.
Accanto a Moretti è presente il suo legale, l’avvocato Patrick Michod, incaricato di vigilare sul rispetto delle garanzie procedurali e di intervenire sulle contestazioni più sensibili. Nella stessa sala trovano posto anche i numerosi avvocati delle parti civili, che rappresentano i familiari delle vittime e i feriti dell’incendio. La loro presenza sottolinea la posta in gioco emotiva e giudiziaria di questa fase dell’inchiesta.
Al centro del confronto con i magistrati figurano i profili tecnici e gestionali del locale: il funzionamento delle vie di fuga, le modalità di utilizzo della schiuma installata nel 2015, le decisioni prese in materia di sicurezza interna. L’obiettivo della giornata è mettere a verbale la versione dell’imputato sui fatti chiave, verificandone coerenza, attendibilità e compatibilità con gli elementi già raccolti dall’accusa.
Le aspettative delle vittime e le condizioni di scarcerazione
Gli avvocati delle parti civili guardano all’interrogatorio di Jacques Moretti come a un passaggio indispensabile per ottenere chiarimenti sul dramma del Constellation. Il legale Romain Jordan, che assiste diverse vittime, auspica che l’imputato fornisca risposte circostanziate e verificabili, in modo da consentire alle famiglie di misurare la reale portata dei suoi rimorsi e delle sue scuse. L’obiettivo dichiarato è capire se Moretti intenda collaborare pienamente con il Ministero pubblico vallesano.
Jordan sottolinea come la procura abbia già dato segnali di voler correggere gli errori del passato e chiede che questa linea venga confermata con atti concreti e tempi rapidi. Per i rappresentanti delle vittime, il margine per ulteriori rinvii è ormai esaurito: la priorità è far avanzare l’inchiesta, consolidare le responsabilità e offrire una prospettiva di giustizia alle famiglie colpite dall’incendio. La giornata di audizione viene quindi letta come un banco di prova per la tenuta dell’intero impianto investigativo.
Parallelamente, sul piano cautelare, il Tribunale delle misure coercitive ha fissato per Moretti una cauzione di 200’000 franchi, condizione necessaria per un’eventuale scarcerazione entro la settimana. In assenza del versamento e del rispetto delle prescrizioni che potrebbero accompagnare la libertà provvisoria, l’imprenditore sarà ricondotto al carcere di Sion al termine dell’interrogatorio, rimanendo a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi atti d’indagine.
FAQ
D: Chi è Jacques Moretti nel caso del Constellation di Crans-Montana?
R: Jacques Moretti è il proprietario del locale notturno Constellation di Crans-Montana, al centro dell’inchiesta penale sul rogo che ha causato morti e feriti.
D: Perché l’interrogatorio di Moretti è considerato così importante?
R: È la prima audizione in cui Moretti viene ascoltato come imputato formalmente incriminato, chiamato a chiarire scelte gestionali, misure di sicurezza e dinamica dei fatti contestati.
D: Qual è il ruolo delle parti civili nel procedimento?
R: Le parti civili, rappresentate da vari avvocati, difendono gli interessi dei familiari delle vittime e dei feriti, seguono ogni fase dell’inchiesta e sollecitano risposte complete da parte dell’imputato.
D: Che cosa chiede l’avvocato Romain Jordan per conto delle vittime?
R: L’avvocato Romain Jordan si aspetta risposte precise, collaborazione piena di Moretti e un’accelerazione della procedura, per non prolungare ulteriormente l’attesa di giustizia delle famiglie.
D: Qual è l’importo della cauzione richiesta a Jacques Moretti?
R: Il Tribunale delle misure coercitive ha fissato una cauzione di 200’000 franchi svizzeri come condizione per una possibile scarcerazione.
D: Cosa accade se la cauzione non viene versata?
R: In assenza del pagamento e delle eventuali condizioni accessorie, Moretti viene ricondotto in detenzione nel carcere di Sion e resta a disposizione dei procuratori.
D: Qual è la principale fonte giornalistica utilizzata per questo caso?
R: Le informazioni derivano in particolare dalle inchieste e dai servizi della RTS (Radiotelevisione svizzera), citata come riferimento principale sulla vicenda del Constellation.




