Jacques Moretti il caso nascosto che spiega la 17enne in coma
Nuove rivelazioni sulla notte dell’incendio
Le nuove registrazioni delle chiamate ai numeri di emergenza riaprono le ferite della strage di Capodanno a Crans-Montana. Voci spezzate, genitori che chiedono notizie dei figli, testimoni che descrivono fiamme improvvise e fumo denso: frammenti sonori che, secondo gli inquirenti, confermano il caos organizzativo all’interno del locale Le Constellation. Le telefonate evidenziano tempi di reazione confusi e indicazioni poco chiare sulle uscite di sicurezza, elementi cruciali per ricostruire la catena degli eventi.
La memoria torna anche a un precedente ignorato: la ragazza minorenne trovata in strada in coma etilico dopo una serata nello stesso locale, episodio che oggi viene riletto alla luce delle falle strutturali nei controlli. Per la procura, quel caso segnalava già una cultura della leggerezza rispetto a norme su alcol e sicurezza. Oggi quelle omissioni finiscono al centro di un fascicolo che parla di 40 morti e 116 feriti, una cifra che da sola fotografa la portata della tragedia.
Gli investigatori considerano le registrazioni uno snodo probatorio: incrociano orari, descrizioni del rogo, segnalazioni di porte bloccate o poco visibili. Ogni dettaglio sonoro viene trascritto e confrontato con planimetrie, verbali dei vigili del fuoco e testimonianze dei sopravvissuti. È un lavoro minuzioso che punta a stabilire non solo come si è propagato l’incendio, ma anche se protocolli di sicurezza e piani di evacuazione fossero adeguati e realmente applicati.
Cooperazione giudiziaria e nodi investigativi
Dal Vallese è arrivato il via libera alla rogatoria chiesta dalla procura di Roma, un passaggio chiave per l’inchiesta italiana sulla tragedia di Crans-Montana. La portavoce dell’Ufficio federale di giustizia, Ingrid Ryser, ha confermato che le autorità italiane potranno accedere alle prove già raccolte in Svizzera, mantenendo però netta la distinzione tra cooperazione e dipendenza investigativa. La procura vallesana, infatti, rivendica la piena autonomia dell’indagine locale, pur riconoscendo la necessità di coordinarsi su un caso con molte vittime italiane.
Ora si attende l’invito formale a un incontro tecnico, ipotizzato per metà febbraio, nel quale si deciderà se istituire una squadra investigativa comune. L’ipotesi è ritenuta “ragionevole” dalla stessa Ryser, che sottolinea come la condivisione di risorse e competenze possa accelerare l’accertamento delle responsabilità. Per la magistratura di Roma il punto è chiarire il perimetro della propria azione: fino a dove potrà spingersi la polizia italiana, quali atti potrà svolgere sul territorio elvetico, come verranno utilizzati gli elementi raccolti in sede svizzera.
Intanto gli interrogatori si susseguono. È stato ascoltato il cameriere che in passato aveva avvertito dei rischi legati alle candele scintillanti in prossimità della schiuma fonoassorbente, dettaglio che potrebbe risultare decisivo per valutare il grado di consapevolezza dei gestori rispetto al pericolo d’incendio. Nel medesimo contesto si inserisce la posizione di Jessica Moretti e del marito Jacques Moretti, entrambi indagati e chiamati a chiarire scelte gestionali e protocolli interni.
Il passato del locale e il ruolo dei gestori
Il passato del Le Constellation pesa come un macigno sul profilo di Jacques Moretti. Nel 2020 l’uomo è stato condannato per aver somministrato alcol a minori, dopo il caso della 17enne trovata in stato semi comatoso all’uscita del locale nella notte tra l’8 e il 9 febbraio. In aula aveva tentato di scaricare la responsabilità sui dipendenti, ma la sentenza lo ha ritenuto comunque responsabile, comminando una sanzione che oggi torna ad alimentare dubbi sulla sua condotta imprenditoriale e sulla cultura della prevenzione all’interno del club.
Nei verbali più recenti, Jessica Moretti descrive il marito come “persona di sani principi, uomo di parola e onesto”, sostenendo che il locale non avrebbe mai ricevuto cause legali. Un’affermazione smentita dagli atti, che riportano proprio la condanna per il caso della minorenne in coma etilico. Questa discrasia tra dichiarazioni e documenti giudiziari diventa uno dei punti sensibili dell’inchiesta, perché potrebbe incidere sulla credibilità della coppia e sulla ricostruzione delle scelte compiute negli anni, dalla gestione della sicurezza antincendio ai controlli sull’accesso dei minori e sul servizio di alcolici.
All’uscita dall’interrogatorio, Jessica Moretti ha ribadito di sentirsi moralmente impegnata verso le vittime, affermando di aspettarsi molto dall’inchiesta. Ma per gli inquirenti il tema centrale resta la verifica delle “falle nei controlli e nelle regole” che, secondo diverse testimonianze, caratterizzavano da tempo il locale di
FAQ
D: Quante vittime ha causato l’incendio di Capodanno a Crans-Montana?
R: L’incendio ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di 116.
D: Che ruolo ha il locale Le Constellation nell’inchiesta?
R: È il luogo in cui è divampato l’incendio e dove, secondo gli inquirenti, esistevano da anni falle nei controlli e nelle regole di sicurezza.
D: Perché è rilevante il caso della minorenne in coma etilico?
R: Perché mostra precedenti problemi di gestione dell’alcol e dei minori nel locale, già sanzionati in sede giudiziaria.
D: Chi è Jacques Moretti?
R: È uno dei gestori del locale Le Constellation, già condannato nel 2020 per somministrazione di alcol a minori.
D: Qual è il ruolo di Jessica Moretti?
R: È indagata insieme al marito Jacques e ha difeso la gestione del locale, pur in contrasto con quanto emerge dagli atti.
D: Cosa prevede la cooperazione tra Italia e Svizzera?
R: Consente alla procura di Roma di accedere alle prove raccolte in Vallese e valuta la creazione di una squadra investigativa comune.
D: Perché le registrazioni delle chiamate di emergenza sono importanti?
R: Aiutano a ricostruire tempi, dinamiche dell’incendio e criticità nell’evacuazione del locale.
D: Qual è la fonte delle informazioni sull’inchiesta di Crans-Montana?
R: Le informazioni derivano da atti giudiziari, dichiarazioni ufficiali delle autorità svizzere e italiane e ricostruzioni giornalistiche basate sul materiale d’indagine disponibile.




