Jack Dorsey ammette svolta sull’intelligenza artificiale e riapre il dibattito su lavoro e responsabilità

Perché i maxi-licenziamenti di Block cambiano il dibattito su IA e lavoro
Il 2025 vede Jack Dorsey, CEO di Block a San Francisco, annunciare oltre 4.000 licenziamenti, quasi metà organico, in un’azienda profittevole e in crescita. La decisione, comunicata ai dipendenti e ai mercati giovedì sera, viene attribuita all’adozione interna di strumenti di intelligenza artificiale che renderebbero possibile “fare di più con meno persone”.
La Borsa reagisce premiando Block con un +24% in after-hours, trasformando un drastico ridimensionamento in un “segnale virtuoso” per Wall Street. Sullo sfondo, il sospetto di AI washing – usare l’IA come narrativa conveniente per giustificare tagli strutturali – e il timore che il caso Block diventi un modello imitato da molte altre grandi aziende nei prossimi mesi.
In sintesi:
- Block licenzia oltre 4.000 persone pur essendo profittevole e in crescita
- La motivazione ufficiale è l’adozione accelerata dell’intelligenza artificiale
- Il titolo guadagna il 24%: il mercato premia i tagli “in nome dell’IA”
- Il rischio è un’onda di ristrutturazioni motivate, davvero o meno, dall’IA
Nel messaggio interno, Dorsey insiste che Block non è “in difficoltà”: margini lordi in crescita, più clienti serviti, redditività in miglioramento. Il “cambiamento” sarebbe la maturazione dei modelli di IA usati in azienda, che a suo dire sono diventati “un ordine di grandezza più capaci” da dicembre.
In questa cornice, Dorsey presenta un bivio: tagli graduali e seriali nei prossimi anni, oppure un’azione drastica immediata per riallineare l’organizzazione alla nuova produttività abilitata dagli algoritmi. Sceglie la seconda opzione, sostenendo che molte altre aziende “arriveranno alla stessa conclusione” entro un anno. Il messaggio non è solo interno: parla agli investitori globali e definisce un precedente di mercato potenzialmente di vasta portata.
Tagli, intelligenza artificiale e sospetto di AI washing
Il racconto ufficiale di Block si scontra con un fatto recente: a marzo 2025 la stessa azienda aveva già tagliato 931 persone. Allora, in un memo trapelato e ricostruito su TechCrunch e Medium, Dorsey aveva scritto che quei tagli non miravano “a sostituire persone con l’IA” né a raggiungere target finanziari specifici.
Undici mesi dopo, la narrativa si ribalta: ora la causa sarebbero gli strumenti di intelligenza artificiale che permettono di ridurre drasticamente l’organico. Bloomberg ha parlato apertamente di possibili operazioni di “AI washing”, ovvero l’uso dell’IA come cornice comunicativa per ristrutturazioni che il mercato aspettava da tempo.
Persino Sam Altman, CEO di OpenAI, ha ammesso pubblicamente che “c’è dell’AI washing in giro: aziende che danno la colpa all’IA per tagli che avrebbero fatto comunque”. I dati macro confermano che l’impatto diretto dell’IA sui licenziamenti, finora, resta minoritario: la società Challenger, Gray & Christmas stima circa 55.000 esuberi globali attribuiti esplicitamente all’IA nel 2025, meno dell’1% del totale.
Studi del National Bureau of Economic Research su quasi 6.000 dirigenti in Usa, Regno Unito, Germania e Australia indicano che oltre l’80% delle aziende non ha ancora osservato effetti significativi dell’IA su occupazione o produttività negli ultimi tre anni. Un report di Oxford Economics rileva che la maggior parte dei tagli “attribuiti all’IA” deriva in realtà da sovra-assunzioni, debolezza dei conti e ristrutturazioni cicliche.
Eppure, nel caso Block, la tecnologia non è solo pretesto. L’azienda aveva quasi triplicato il personale tra 2019 e 2023, e il ridimensionamento riporta l’organico ai livelli 2020. Dorsey fissa un obiettivo aggressivo: 2 milioni di dollari di gross profit per dipendente, quattro volte i circa 500.000 dollari medi del 2019‑2024. Un target che presuppone davvero un salto di efficienza, probabilmente irraggiungibile senza automazione massiva.
Qui emerge il paradosso evidenziato da Clemens Adolphs di AICE Labs: se l’IA raddoppia la produttività dei singoli, il ritorno su ogni ingegnere aumenta, quindi dovresti voler assumere più talenti, non meno, a meno di credere che il lavoro utile sia sostanzialmente finito. Un’ipotesi debole in economie ancora piene di arretrati digitali.
Un’altra voce critica è quella di Ethan Mollick (Wharton), secondo cui è “difficile immaginare un guadagno di efficienza del 50% su tutta l’azienda” così in fretta, dato che gli strumenti di IA generativa realmente efficaci sono recenti e i modelli organizzativi per sfruttarli sono tutt’altro che maturi. Ma al mercato interessa meno la precisione del dato attuale che la promessa di margini futuri.
Il vero segnale ai mercati e le conseguenze per lavoratori e governance
Il nodo sistemico è la reazione della Borsa: +24% dopo l’annuncio di Block. Per gli investitori, l’IA diventa una vera e propria “licenza per ridurre l’organico”, come sintetizza un report di Morgan Stanley. Il messaggio implicito alle altre società quotate è semplice: se tagli migliaia di persone “per colpa dell’IA”, il mercato ti premia.
Che l’IA sia la causa reale, una causa parziale o solo un abile racconto è quasi irrilevante per chi perde il lavoro. Conta invece per la dinamica macro: gli scenari di Citrini Research descrivono una “spirale di displacement” che non nasce dal fallimento tecnologico, ma dal successo finanziario. Un’azienda taglia e viene premiata; i board rivali si sentono spinti a seguire per non apparire meno “efficienti”.
In parallelo, alcuni analisti mettono in guardia dal rischio boomerang. Forrester prevede che oltre la metà dei licenziamenti attribuiti all’IA verrà silenziosamente riassorbita, e che il 55% dei datori di lavoro che hanno già fatto tagli in nome dell’IA se ne sia pentito. L’esempio di Elon Musk a Twitter/X, costretto a richiamare personale chiave dopo aver eliminato l’80% della forza lavoro, resta un monito sulla distanza tra visione e operatività.
In questo quadro, spicca il “dettaglio umano” del memo di Dorsey: la scelta di non chiudere subito Slack ed email ai licenziati e di offrire un pacchetto di uscita con 20 settimane di salario più una per anno di servizio, equity maturata, sei mesi di assicurazione sanitaria e 5.000 dollari di supporto transizione. Generoso per gli standard USA, appena accettabile per quelli europei. Il fatto che un gesto così minimo venga percepito come “straordinariamente umano” segnala quanto si siano abbassati i livelli attesi di tutela.
FAQ
Perché Block licenzia 4.000 persone pur essendo in crescita?
Block afferma di voler riallineare l’organico all’aumento di produttività generato dall’uso interno di strumenti di intelligenza artificiale, fissando obiettivi molto aggressivi di margine per dipendente.
L’intelligenza artificiale è davvero la causa principale dei licenziamenti?
La decisione è parzialmente legata all’IA, ma analisi indipendenti indicano anche sovra-assunzioni passate, pressioni degli investitori e ristrutturazioni cicliche tradizionali.
Come ha reagito il mercato ai licenziamenti annunciati da Jack Dorsey?
Il mercato ha reagito positivamente: il titolo Block è salito di circa il 24% nelle contrattazioni after-hours successive all’annuncio dei tagli.
Che cosa rischiano i lavoratori europei con ristrutturazioni motivate dall’IA?
I lavoratori europei sono inizialmente più protetti da tutele e contrattazione, ma nel medio periodo potrebbero affrontare ristrutturazioni più lente ma comunque profonde.
Da quali fonti deriva l’analisi giornalistica su questo caso Block?
L’analisi deriva esplicitamente da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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